Avvocati schiavi delle clessidre - 22/11/2022 di Roberto Vacc a PDF Stampa E-mail

Avvocati schiavi delle clessidre - 22/11/2022   di Roberto Vacca, - L'Orologio

Possiedo una ristampa in formato ridotto della Encyclopedie Française (Dictionnaire Raisonné des Sciences, des Arts et des Métiers, 1751 – READEX MICROPRINT CORPORATION, 1969) di Diderot e D'Alembert.  Ho consultato la voce “Horloge” che riporta una storia documentata della misura del tempo dalle clessidre, agli orologi ad acqua, a quelli meccanici – preziosi, riservati ai re.  Contiene anche una nota;

Platone scrisse che gli oratori sono schiavi delle clessidre, mentre i filosofi sono uomini liberi.

Ho trovato subito questo passo nel Dialogo in cui Socrate discute sulla scienza e sulla dialettica con il sofista Teeteto.  Platone chiamava “oratori” gli avvocati che difendevano le cause in tribunale.  Ogni arrivo doveva avere una durata limitata che era stabilita dal giudice e veniva misurata con una clessidra.  Defluita l'ultima goccia da quell'orologio ad acqua, il giudice toglieva la parola all'oratore.  In casi importanti poteva aggiungere una clessidra alla clessidra raddoppiando il tempo concesso.  Se l'oratore di parte avversa con la sua requisitoria sforava nel tempo a me riservato, gli dicevo:

 

“Non entrare nella mia acqua!”

 

L’avvocato  raggiungeva talora il tempo massimo senza aver approfondito  argomenti e concetti rilevanti. Era schiavo del tempo. Era come se non avesse nemmeno pensato le frasi che avrebbe potuto dire e che invece non aveva pronunciato. Platone asseriva, poi, che, se il filosofo prova a discutere in tribunale rispettando  i vincoli di tempo imposti i quella sede, omette fatti e considerazioni essenziali. Quindi fa una figura ridicola, non convince gli ascoltatori  e non riesce nemmeno a raggiungere la verità. Se, invece, dialoga liberamente senza vincoli di tempo, introduce tutte le considerazioni necessarie a raggiungere i suoi obiettivi.

Platone parla anche di verifica sperimentale, senza definire regole, né procedure. Le sue argomentazioni miravano a individuare: bellezza, virtù, amore, bontà piuttosto che verità contrapposta a falsità. Il filosofo si deve prefiggere di individuare e discutere idee che esistono in un mondo parallelo a quello della realtà oggettiva e che spieghino la realtà stessa. L'obiettivo ultimo, però, dovrebbe essere la comprensione dell'idea somma - quella del bene, che secondo alcuni pensatori coinciderebbe con l'idea di Dio.

È interessante notare che nessuno dei 35 dialoghi di Platone dimostra quanto prefisso nelle sue prime righe (ad esempio l'immortalità dell'anima nel Fedone) secondo le regole della logica classica che fu introdotto solo da Aristotele (nell'Organon) con il meccanismo del sillogismo:

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ITALIA NOSTRA ROMA: BORGO CASTELLO A PRATICA DI MARE E' INACESSIBILE AI CITTADINI PDF Stampa E-mail

COMUNICATO STAMPA

23 novembre 2022

BORGO CASTELLO A PRATICA DI MARE

E' INACESSIBILE AI CITTADINI

 

 

 

 

Italia Nostra Roma, Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, si schiera con a fianco di cittadini ed Associazioni del territorio pontino per il mantenimento del libero accesso al Borgo Castello di Pratica di Mare, quale documento storico e bene comune: una preziosità architettonica, archeologica e paesaggistica indissolubilmente collegata con l'area delle XIII Are dei Latini e la cosiddetta Tomba di Enea.  Infatti, secondo scavi archeologici, il Borgo sorgerebbe sull'antica città di Lavinium.

Chiuso, in tempi recenti, per diatribe sfociate in un contenzioso al Tribunale di Velletri, la sua accessibilità, di fatto, rappresenta un elemento fondamentale per la conoscenza del territorio, per la cultura storico-archeologica del Lazio e, in definitiva, per la sua tutela.

Italia Nostra Roma sottolinea come la sua chiusura, anche parziale, rappresenti un danno per la collettività scientifica e per i cittadini, dopo decenni di libero accesso.

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INARSIND COMUNICATO STAMPA 110% PDF Stampa E-mail

INARSIND® ASSOCIAZIONE DI INTESA SINDACALE DEGLI ARCHITETTI E INGEGNERI LIBERI PROFESSIONISTI ITALIANI 00144 ROMA - Viale Pasteur, 65 Aderente Associato Tel. +39 06 81157730 www.inarsind.org - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

COMUNICATO STAMPA

 

ASSEMBLEA NAZIONALE ORDINARIA DI INARSIND

Ieri 17 novembre si è celebrata l’Assemblea dell’Associazione nazionale di rappresentanza di Ingegneri e Architetti liberi professionisti Inarsind: su Bonus in edilizia e Superbonus necessario un Testo Unico Russo: va bene anche una percentuale inferiore ma serve un testo in grado di garantire committenti, tecnici e imprese evitando fenomeni di speculazione In un momento cruciale per un settore come quello dell’edilizia si è svolta ieri, 17 novembre a Roma, l’Assemblea nazionale dell’Inarsind, l’Associazione di rappresentanza di ingegneri e architetti liberi professionisti. L’Assemblea era in forma privata e ha provveduto ad alcune nomine, ma il presidente Carmelo Russo, in un’intervista pubblicata sul sito di Confprofessioni, non ha mancato di toccare i temi più urgenti sul terreno a partire dal Superbonus 110% che, “pensato come una misura per trainare la ripresa economica del Paese dopo il Covid”, si sta rivelando “un boomerang per professionisti, imprese e cittadini”. Russo in proposito spiega che “sarebbe stato opportuno che questa norma anziché essere introdotta come una modifica al testo unico delle imposte indirette fosse stata definita come un nuovo testo specificatamente rivolto alla “riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. Noi auspichiamo che i bonus in edilizia e il superbonus - ha aggiunto – abbiano ancora un futuro, che possano essere governati da un testo unico, previsti per uno spazio temporale certo, anche con una percentuale inferiore a quella oggi prevista per il 110%, ma in grado di garantire committenti, tecnici e imprese scongiurando ogni fenomeno di speculazione”. Non è poi mancato un focus sulle questioni legate alla burocrazia e al rapporto con le pubbliche amministrazioni, tema su cui Russo ha spiegato che “è ben noto il peso gravissimo della burocrazia sulla nostra professione, peso che però è oggi aggravato dalla crescente digitalizzazione e dal progressivo abbandono del cartaceo; ovviamente noi alla digitalizzazione siamo assolutamente favorevoli, ma va posta fine all’assurda frammentazione e differenziazione di modalità, che pure non avrebbero motivo di essere, e che rendono problematiche, quando non ancora più gravose, procedure che l’implementazione del sistema telematico di trasmissione delle pratiche avrebbe dovuto rendere più semplici”. Secondo noi, approfondisce Russo “occorre un intervento riparatore che prevalga anche sulle autonomie regionali, anche quelle speciali, dal momento che la quotidiana pratica lavorativa ci porta a registrare una mancanza di uniformità delle procedure degli sportelli SUE tra Comune e Comune anche all’interno della stessa Provincia. A questo si aggiunga che in molti casi non è possibile avere una rapida interlocuzione con un operatore che possa risolvere problemi di blocco che impediscono del tutto l’inoltro della pratica anche per giorni”.

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ITALIA NOSTRA LAZIO E ROMA: 13 torri eoliche da 250 metri a Tuscania PDF Stampa E-mail

   Comunicato stampa

                          Roma, 18 novembre 2022

 

13 torri eoliche da 250 metri a Tuscania: basta con l’occupazione del suolo più sacro

 

Tredici aerogeneratori alti 250 metri, elettrodotti, opere connesse, per una potenza complessiva pari a 33,6 MW. Appare evidente che l'Italia voglia consegnarsi alle lobby internazionali dell’eolico, arrendendosi senza condizioni all’annunciata occupazione del territorio nazionale. Territori e Paesaggi che rappresentano un bene culturale anche economico, unico e riconosciuto universalmente, però fragile ed esauribile; luoghi di sopravvivenza, di pace e armonia apprezzati notoriamente da Italiani e forestieri; donne e uomini di tutti i paesi che vogliono goderne varietà e storia immensa.

 

Tutto ciò è fortemente a rischio. Territorio e Paesaggio sono pezzi vitali della nostra storia e identità, tesoro sul quale sempre contare in qualunque epoca o malaugurata contingenza nazionale/internazionale.

A Tuscania le 13 torri eoliche alte 250 metri stanno per essere installate, con la consueta indifferenza, a dispetto delle famose chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria, monumenti celebrati nella storia dell’arte nazionale e internazionale; di terreni di consolidata agricoltura e in una zona dove la produzione di energia elettrica già supera il fabbisogno locale. La realtà sta arrivando oltre ogni immaginazione.


Non ci vogliamo appellare in questo momento a enti e istituzioni (lo faremo nelle sedi opportune) bensì a null’altro che la consapevolezza, evidente per tutti, della vicinanza oppressiva di tredici pale sopra Tuscania, la sua cinta muraria, i suoi gioielli. Non citiamo la vicinanza di aree protette o aree Natura 2000, aree agricole di pregio, aree archeologiche. Vorremmo solo richiamare il Governo al rispetto dell’art 9 della Costituzione per impedire che l’Italia subordini il proprio patrimonio culturale, celeberrimo e inalienabile, alla speculazione pseudo energetica. Oggi Tuscania, domani Viterbo stessa col suo grande quartiere medioevale, Orvieto, Perugia, i crinali fantastici del Mugello, il Molise, la Campania, la Puglia e la Sicilia, l’Irpinia, rischiano di essere soggiogati al giudizio inappellabile di qualsiasi commissione VIA o di asettici funzionari, presi a caso, della Presidenza del Consiglio dei Ministri o della Regione Lazio!

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ITALIA NOSTRA ROMA: VILLA GLORI MANCA UN SEGNALE SUI PINI PDF Stampa E-mail

COMUNICATO STAMPA

16 novembre 2022

 

VILLA GLORI TRA RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO

MANCA UN SEGNALE A FAVORE DEI PINI

 

 

 E' stato presentato alla cittadinanza un progetto di riqualificazione di Villa Glori

 

 

Certamente da apprezzare l'iniziativa di attenzione verso la storica Villa, da tempo in stato di abbandono.

 

Secondo Italia Nostra Roma il criterio di intervento non può che ispirarsi al principio del restauro in aderenza al Progetto del 1923 del grande dirigente del Servizio Giardini Raffaele De Vico.

 

Fin d'ora si sottolinea in modo assai positivo l'idea del ripristino del Belvedere, posto al culmine della collina, verso il paesaggio urbano sottostante, e verso Monte Mario.  Un elemento irrinunciabile per ogni parco o giardino che a Roma possa utilizzare le felici caratteristiche morfologiche specifiche della Capitale che vedono la piana del Tevere

definita da colli ed alture.

 

In ordine al restauro ci riesce difficile vedere un eccesso di funzioni inserite all'interno della Villa, e da subito si esprime forte contrarietà sulla presenza di uno spazio-mercatino.

 

Italia Nostra Roma il numero degli alberi che saranno messi a dimora, ben 3000 essenze e naturalmente si apprezza l'impegno.

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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
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