TELESCOPIO INVENTATO DA LEONARDO DA VINCI E DIMENTICATO PER SECOLI - di Roberto Vacca PDF Stampa E-mail

TELESCOPIO INVENTATO DA LEONARDO DA VINCI E DIMENTICATO PER SECOLI - di Roberto Vacca, 5 Settembre 2022  

La maggioranza delle persone colte non sa chi inventò il telescopio. Ho interrogato numerosi laureati in ingegneria, medicina ed economia di età compresa fra 25 e 80 anni. Alcuni non ne avevano idea, Molti hanno risposto che l’inventore era Galileo Galilei. La risposta è errata come dimostrò ben 84 anni fa il fisico sperimentale Prof. Domenico Argentieri, che era fra l’altro direttore della Salmoiraghi. [1]

Fu Leonardo da Vinci nel 1492 a inventare e costruire il primo telescopio. Leonardo aveva dedotto (per analogia con le onde prodotte dalla caduta di un oggetto su una superficie di acqua orizzontale calma e indisturbata) che anche suoni e luci sono trasmessi da onde.  Queste non implicano moto orizzontale, ma un tremore trasversale – cioè perpendicolare alla superficie orizzontale.

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INARSIND: consulenti tecnici d’ufficio (CTU), snodo da valorizzare per il sistema giudiziario PDF Stampa E-mail
COMUNICATO STAMPA
Tavolo delle libere professioni: consulenti tecnici d’ufficio (CTU),
snodo da valorizzare per il sistema giudiziario
Inarcassa e la sua Fondazione, i Sindacati e le Associazioni a nome dei loro iscritti Ingegneri e Architetti, ritengono indispensabile che il prossimo governo agisca in favore dei professionisti che ricoprono il difficile ruolo di CTU, affinché sia valorizzato anche alla luce degli obiettivi contenuti nel PNRR nell’ambito del sistema giudiziario e dell’auspicata accelerazione dei processi.
“E’ un compito di straordinaria importanza – sottolineano i partecipanti al Tavolo – che ingegneri e architetti liberi professionisti svolgono a supporto del lavoro dei magistrati. Per questo è determinante mettere in campo ogni iniziativa volta alla tutela del CTU, sia dal punto di vista professionale che nella determinazione dei compensi. Si tratta infatti di una funzione essenziale - ricordano - per il buon andamento della pubblica amministrazione ed in particolare proprio del sistema giudiziario. Una consulenza tecnica d’ufficio svolta con professionalità non può che facilitare il lavoro del giudice nella rapida definizione della lite, con conseguente riduzione anche del rischio di contenzioso nelle successive fasi processuali. Per questo si ritiene necessaria la strutturazione degli Albi per aree di competenza, con accesso regolato da norme chiare ed uniformi su tutto il territorio nazionale, con previsione di percorsi formativi incentrati sugli aspetti procedurali”.
“Per quanto riguarda la natura della prestazione svolta dal CTU - spiegano - è ormai stato chiarito che si tratta di incarico pubblico, come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 9/E del 7 maggio 2018 che specifica che la prestazione è fornita “a favore dell’Amministrazione della giustizia, committente” ancorché “non esecutrice del pagamento”. Concetto questo, affermato anche dalla stessa Consulta nella sentenza n. 90 del 2019, sulla legittimità della riforma sulle procedure esecutive immobiliari nella parte dedicata alle liquidazioni degli Esperti Stimatori. La natura di incarico pubblico della prestazione resa dal CTU non può dunque prescindere dal possesso della partita IVA, dell’assicurazione obbligatoria professionale, dalla regolarità contributiva fiscale, previdenziale e dagli adempimenti previsti dagli Ordini professionali.”
“Infine - ribadiscono i partecipanti al Tavolo - bisogna intervenire sui compensi, che ad oggi restano ancora determinati sulla base del decreto del ministero della Giustizia del 30 maggio 2002, dove la prima vacazione viene ricompensata con 14,68 € e le successive con 8,15 €. Occorre aggiornare il sistema tariffario, ipotizzando anche l’eliminazione dei tetti fissati agli articoli 11 e 13 del DM 30 giugno 2002. Parallelamente, al fine di garantire un compenso equo al professionista, è necessario consentire una applicazione più flessibile del decreto in ragione delle attività rese, anche se non espressamente contemplate, come ad esempio nel caso dell’esperto stimatore nelle procedure esecutive immobiliari, legando il compenso al valore di stima degli immobili ed il pagamento al completamento delle attività professionali”.
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Inarsind: “inaccettabile la richiesta di asseverazioni con video” PDF Stampa E-mail
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COMUNICATO STAMPA
 
RICHIESTA CHE NON HA NESSUN FONDAMENTO NORMATIVO E CHE OFFENDE
I PROFESSIONISTI PERCHÉ DENOTA UN PREGIUDIZIALE SOSPETTO
 
Inarsind: “inaccettabile la richiesta di asseverazioni con video”
Ancora gravissimi problemi in area 110%. Incredulità, stupore, e alla fine indignazione. Sono queste le reazioni prima registrate, poi ritrasmesse con la richiesta di un immediato dietrofront. E’ la durissima reazione di Inarsind, l’Associazione Sindacale di Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti, dopo aver ricevuto le vibranti proteste dell’intera categoria rappresentata, a seguito della richiesta di DELOITTE di inserire nella Piattaforma DELOITTE, banca e cessione del credito, un video per ogni asseverazione rilasciata. La pretesa è di avere un video per singolo SAL - solo se l’intervento prevede SAL, altrimenti video nella fase di Fine Lavori - un video per singola asseverazione Asseverazione ENEA 110%, Asseverazione Sismica 110% e Asseverazione bonus inferiori al 110%.
In una perentoria lettera appena inviata da Inarsind proprio a DELOITTE, si afferma che “Si tratta di una richiesta che innanzitutto offende intere categorie di professionisti perché denota al di là di ogni reale intenzione, un pregiudiziale sospetto verso la non veridicità dell’asseverazione già prevista e che da sola dovrebbe essere considerata, come lo è per le norme che regolano la materia, sufficiente ad attestare la responsabilità del professionista. Invece si richiede che venga aggiunta la prova, trascurando che l’asseverazione non è una semplice affermazione, ma è già una Certificazione, nei modi previsti dalla legge, della verità di un fatto, di un documento, di una dichiarazione, o della conformità al testo originale di una traduzione”.
“Tralasciamo prosegue il testo Inarsind - gli ulteriori oneri che dalla richiesta derivano nella conduzione dei lavori, dal momento che comunque lo si voglia vedere (è il caso di dirlo) un video a cui si attribuisce una così determinate importanza dovrà essere eseguito da personale adeguato per numero e qualifica. Non ci sembra, invece, sia da trascurare che questa richiesta giunge nuova e non prevista da alcun iniziale accordo sottoscritto tra DELOITTE e l’asseveratore, non supportata da alcuna norma che la preveda e che per i SAL emessi la reale fattibilità di quanto richiesto, ovvero confermare gli importi e gli interventi asseverati, inquadrando le lavorazioni eseguite potrebbe risultare impossibile, ponendo in serie difficoltà Professionisti e Committenti”.
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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
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