Thomas Jefferson (1743-1826), Presidente orologiaio , di Roberto Vacca PDF Stampa E-mail

Thomas Jefferson (1743-1826), Presidente orologiaio – L’OROLOGIO, 15/4/21

Thomas Jefferson, il terzo Presidente [1801-1809] degli Stati Uniti - avvocato, letterato, architetto, scienziato – aveva la passione di pendole e orologi. Nei 5 anni che passò a Parigi come ministro plenipotenziario, ne comprò molti di notevole pregio. Il 17 Febbraio 1784 annotò nel suo libro dei conti:

“Pagato 240 franchi per una pendola,”

Regalò molti orologi in segno di stima ad amici e familiari. Quando i suoi nipoti compivano 12 anni, ricevevano dal nonno un orologio d’oro e i servizi di un servitore personale. Si trattava di uno  schiavo, che la giovane persona doveva addestrare. Nel suo testamento Jefferson dispose che queste disposizioni venissero osservate per tutti i suoi discendenti. Jefferson stesso usava un orologio da tasca d’argento.

Nel 1817 comprò dall’orologiaio svizzero di Charlotteville Louis Leschot un orologio d’oro da signora. Era un modello a cilindro orizzontale, che aveva il solo difetto di necessitare una lubrificazione frequente. In una sua lettera Jefferson espresse sfiducia verso  gli orologiai di Richmond, “veri assassini degli orologi”.

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La Bellezza leva di identità e di ripartenza , di Rocchina Adobbato PDF Stampa E-mail

La Bellezza leva di identità e di ripartenza

Rocchina Adobbato

La pandemia ci sta insegnando a vivere diversamente, ad apprezzare la lentezza, a soffermarci a guardare la bellezza che ci circonda, dallo sbocciare di un germoglio al risveglio della primavera, a prendere consapevolezza che la natura ha i suoi tempi.  Questi lunghi mesi di emergenza sanitaria, al di là della drammaticità, ci hanno ricordato l’importanza dei gesti semplici e delle cose che davamo per scontate, come andare a prendere un caffè al bar, camminare per strada, andare in bici, incontrare gli amici. Questa necessità delle relazioni umane è straordinaria e vitale e forse solo ora che ci manca così tanto l’abbiamo compresa e valorizzata. In attesa di riprenderci la tanto desiderata normalità affacciamoci a una nuova finestra, quella della bellezza e del cambiamento. Una finestra da cui guardare a un cambiamento all’insegna del benessere collettivo, della trasformazione e della partecipazione che renda più vivibile e bello il nostro territorio. In tempi difficili e incerti come quelli che stiamo vivendo, il senso della bellezza sembra suggerire che un altro mondo è possibile.  Questo è il tempo della rinascita e del riscatto, della valorizzazione della creatività, del miglioramento della qualità della vita, della progettazione culturale e della tutela del patrimonio storico e artistico della nostra regione. La bellezza può essere la leva dell’identità e della ripartenza della nostra Basilicata ma bisogna pensare non solo a quanto conta ma sapere anche quanto vale.

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