3000 ingegneri a convegno fanno il punto sul MoSE PDF Stampa E-mail

COMUNICATO STAMPA

 

3000 ingegneri a convegno fanno il punto sul MoSE e le opere complementari per la difesa di Venezia

 

Ha riscosso grande partecipazione e interesse il convegno online sul MoSE organizzato dal Consiglio Nazionale Ingegneri, Ordine Ingegneri Venezia, Collegio Ingegneri Venezia e Federazione Ordini Ingegneri Veneto.

3000 iscrizioni disponibili e subito esaurite all'evento, moderato dal giornalista Roberto Papetti, che sabato 20 febbraio ha fatto il punto sulla più grande opera pubblica del mondo e le opere complementari per la difesa di Venezia.

ORIENTAMENTI INGEGNERI E COMUNE DI VENEZIA

L'interesse del mondo dell'ingegneria è stato calamitato nella prima sessione con l'intervento del Presidente Nazionale CNI Armando Zambrano che ha ribadito come “l’Italia sia il paese più lento d’Europa nella realizzazione delle opere pubbliche con l’atavico problema delle competenze tra Stato, Regioni ed Enti Locali. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi CNI negli ultimi dieci anni c’è stato un calo del 23% degli investimenti pubblici e dei 219 miliardi di euro disponibili per infrastrutture strategiche in calendario fino al 2030, solo l’11% è costituito da lotti ultimati e la metà è ancora in fase di progettazione”.  Poi Zambrano ha sottolineato che “in questo Paese siamo relegati a realizzare opere di manutenzione, ma siamo in grado di fare grandi opere. Questo Governo ha intrapreso la strada della semplificazione e delle regole. La pubblica amministrazione è carente di tecnici”.

 

 

 

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MoSE, GRANDI OPERE E INFRASTRUTTURE PER IL RILANCIO DEL PAESE PDF Stampa E-mail
COMUNICATO STAMPA MoSE, GRANDI OPERE E INFRASTRUTTURE PER IL RILANCIO DEL PAESE Se ne discuterà in due giornate in videoconferenza organizzate dal Consiglio Nazionale Ingegneri, Ordine Ingegneri Venezia, Collegio Ingegneri Venezia e Federazione Ordini Ingegneri Veneto. L’appuntamento è per Venerdì 19 febbraio dalle ore 15 alle 18 (prima sessione) e Sabato 20 febbraio dalle ore 10 alle 14 (seconda sessione). Il tema della modernizzazione delle infrastrutture come leva per il rilancio e lo sviluppo del Paese torna nuovamente alla ribalta a seguito del dibattito sull’uso delle ingenti risorse messe a disposizione dal piano Next Generation EU. In particolare, dei 209 miliardi di euro a disposizione dell’Italia per il periodo 2021-2026 una parte consistente riguarda la realizzazione ed il completamento di infrastrutture materiali e immateriali. Ancora una volta, però, le grandi opportunità che abbiamo di fronte e la possibilità di modernizzare il Paese attraverso opere infrastrutturali, si scontrano con una “complessità” procedurale che caratterizza l’intero processo che va dalla predisposizione dei bandi di gara, alla progettazione fino alla realizzazione di un’opera. E’ tristemente nota la lunga lista di opere infrastrutturali incompiute redatta con regolarità dallo stesso Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ed il fatto che poco più della metà del tempo impiegato per realizzare una infrastruttura (dalla più grande alla più piccola) è “assorbito” da passaggi di tipo procedurale e autorizzativo. Di piani per grandi opere, di fabbisogno infrastrutturale, di gap territoriali da colmare, di semplificazione delle regole e di opportunità legate al Recovery plan si discuterà nell’incontro del pomeriggio del 19 febbraio grazie alla presenza di esperti, di rappresentanti della politica e di rappresentanti di grandi operatori delle infrastrutture.
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Modelli: previsioni, buon senso - Roberto VACCA PDF Stampa E-mail

Modelli: previsioni,  buon senso - Roberto VACCA – CLASS, 13/2/21

 

Capiamo il mondo e prevediamo il futuro coi nostri modelli mentali. I più semplici, intuitivi, mostrano che fenomeni complicati sono simili ad altri più familiari [le onde elettromagnetiche si comportano in modo simile alle onde del mare]. Modelli più sofisticati si esprimono in formule. Esempio: le parabole descritte da proiettili e oggetti lanciati in aria  obbediscono a equazioni algebriche di secondo grado, se trascuriamo la resistenza dell’aria. Modelli mal costruiti possono indurre a  spiegare la realtà in modi errati.

I modelli quantitativi non sono fatti solo di formule, anche di immagini come le carte geografiche. Borges immaginò la mappa di un impero tanto grande da coincidere con l'impero stesso. Era inutile: fu abbandonata alle intemperie e se ne trovavano frammenti abitati da animali o mendicanti. Altri modelli sono costituiti da strutture elettromeccaniche o da programmi di computer, che obbediscano alle leggi che governano processi reali. Nessun modello è identico all'originale.

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Tempo – definito, negato, misurato ,di Roberto VACCA PDF Stampa E-mail

Tempo – definito, negato, misurato ,di Roberto VACCA – L’OROLOGIO, 11/2/21

“Il tempo è quel che succede quando non succede nient’altro.”

Scriveva Richard Feynman nel suo libro di fisica del 1975. Poi aggiungeva: “Non sappiamo definire il tempo, ma sappiamo che è “quanto aspettiamo”. È più importante capire come lo misuriamo.”

Un fisico inglese, Julian Barbour, autore di  “La fine del tempo”, Einaudi 1999)  ha scritto invece:

“La maggioranza della gente, inclusi parecchi scienziati trova difficile liberarsi dall’intuizione che il tempo sia reale e fluisca, sebbene questa possa ben essere un’illusione.”

Le argomentazioni a favore di questa tesi sono simili a quelle di J.E. McTaggart e Bradford Skow, mirate a dimostrare l’inesistenza del tempo: le raccontai mesi fa su queste pagine. Sono ancora scettico su questi punti di vista. Ecco le mie ragioni.

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“Il bosco dei suicidi” , recensione di Armando Lostaglio PDF Stampa E-mail

Il bosco dei suicidi  di Giampiero Daniello (GPM Edizioni, Milano, pagg.270)

 

recensione di Armando Lostaglio

 

 

Lavello. Esce in un momento non proprio felice questo libro di Giampiero Daniello, autore lucano (di Lavello) giunto al suo secondo lavoro editoriale. “Il bosco dei suicidi “edito a Milano da GPM Edizioni (pagine 270).    

E’ ambientato nella Foresta di Aokigahara, ai piedi del monte Fuji, in Giappone. Una fitta foresta incantata, visitata da milioni di turisti ogni anno, fiera di avere le più belle grotte di ghiaccio del mondo: cela orribili segreti. Misteri che nessuno mai avrebbe il coraggio e la fortuna di raccontare. Antiche leggende serpeggiano silenziose tra la fitta vegetazione di quel posto maledetto in attesa di ignari visitatori.                                                            “Mitch e Selin – ci dice l’autore – sono due cineoperatori americani, si avventurano in quei luoghi seguendo il fascino che quelle leggende continuano a muovere nei loro cuori impavidi. Presto scopriranno che quelle leggende sono tutt'altro che semplici racconti.

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Il senso dei Lucani per la neve, di Armando Lostaglio PDF Stampa E-mail

                                         Il senso dei Lucani per la neve

 

     di Armando Lostaglio

 

 

Rionero in Vulture. Il senso dei Lucani per la neve rimane una costante, in ogni tempo, per ogni generazione, ad ogni latitudine. Quel “senso” è mutuato dal titolo di un film danese di alcuni anni fa, un thriller di Bille August del ’97, Il senso di Smilla per la neve. La stessa che si prova quando, misticamente, ci si avvicina ai Laghi di Monticchio, in Basilicata, in questo grande freddo.

Rimane un po’ proibitiva la strada per arrivarci, ma appena l’occhio si posa fra l’abbazia di San Michele e il Lago Piccolo, lo spettacolo è ineguagliabile. I due laghi di Monticchio appaiono glaciali. E’ spettacolo quasi siberiano, in un verso di Vladimir Majakovskij: “Mai potrai smettere di amare la terra con cui hai condiviso il freddo”.

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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
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