TERMOVALORIZZATORE DI ROMA VALE UNA CRISI DI GOVERNO? Catello Masullo PDF Stampa E-mail

TERMOVALORIZZATORE DI ROMA VALE UNA CRISI DI GOVERNO?

Catello Masullo

 

Ci sono argomenti che vengono definiti "divisivi". Il Rotary international, ad esempio, si definisce apartitico e aconfessionale. Nel senso che è fortemente raccomandato nelle riunioni di non parlare di politica oppure di religione, per evitare di dividersi. Visto che l'azione di servizio umanitario che è il core business del Rotary, si fonda sulla amicizia tra i rotariani. e gli argomenti divisivi non favoriscono l'amicizia. Per l'Italia forse alle discussioni politiche e religiose, avrebbero dovuto aggiungere anche il calcio...  Anche il tema dei termovalorizzatori in Italia è molto divisivo. Talmente che il Movimento Cinque Stelle (sarebbe meglio parlare solo della stella e mezza scarsa che è rimasta...) sul termovalorizzatore di Roma ha addirittura fatto cadere il supergovernissimo Draghi.  Ma questo termovalorizzatore a Roma serve, oppure no? La situazione, in estrema sintesi, è la seguente : per decenni Roma ed i suoi sindaci sono stati "drogati" dall'avere a disposizione la discarica più grande di Europa, quella di Malagrotta, con un costo di smaltimento tra i più bassi di Europa. Una voragine dove riversare tutta la spazzatura, così come veniva prodotta (in temine tecnico "tal quale"). E quindi non ha mai sentito la necessità di dotarsi degli impianti moderni necessari al trattamento dei rifiuti, con una visione molto miope. il sindaco Marino ha preso la decisione di chiudere la discarica di Malagrotta, perché ce lo imponeva la Commissione Europea, mettendoci in infrazione. Decisione legittima, ma direi al limite dell'irresponsabile. Non si prende una decisione così impattante senza un efficace piano B (vero è che in poco più di due anni aveva fatto il miracolo di portare la raccolta differenziata dal 21% al 44%, ma questo non poteva assolutamente sostituire con un colpo di bacchetta magica la discarica di Malagrotta da un giorno all'altro). Di fatto , da allora, oltre il 90% dei rifiuti di Roma, più di 4500 tonnellate al giorno, viene smaltito fuori provincia, fuori regione o all'estero. Oltre 190 tir al giorno partono da Roma ogni giorno carichi di spazzatura. A Spese dei romani, che pagano la tassa rifiuti più alta di Italia per uno dei servizi peggiori di Italia. Cosa fare? Se lo chiedono tutti. Certamente rimboccarsi le maniche. il neo sindaco Gualtieri ha annunciato la volontà di realizzare un grande termovalorizzatore da 600.000 tonnellate/anno (circa un terzo dei rifiuti prodotti). Appena lo ha fatto sono stati incendiati i grandi impianti di pretrattamento dei rifiuti (ed altri incendi dolosi). Che mi suonano di avvertimento mafioso. Tradotto : "non ci toccate il grande business del trasferimento dei rifiuti fuori Roma, se no vi facciamo male". A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca! Andreotti docet! Sic stantibus rebus, il termovalorizzatore (o impianto equivalente : consiglierei al sindaco di fare una grande gara internazionale di scopo, da appaltare al miglior offerente, con il solo scopo di smaltire 600.000 tonnellate l'anno per esempio, senza imporre il tipo di tecnologia per farlo. Ci sono brevetti, anche italiani, per trasformare i rifiuti in biocarburanti e idrogeno, potrebbero servire allo stesso scopo ed urtare meno le sensibilità di quelli (ideologicamente) contrari ai termovalorizzatori, e ce ne sono, anche oltre i grillini) è irrinunciabile. (continua...)

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In spiaggia – senza orologio – di Roberto Vacca PDF Stampa E-mail
In spiaggia – senza orologio – di Roberto Vacca, L’OROLOGIO 15/7/22
 
Una leggenda greca dice che all’inizio della primavera il mare si calma. Piacevole, dunque, stare sdraiati sulla spiaggia senza pensieri e senza contare nemmeno le ore che passano. Nuotiamo solo se stiamo in una regione calda – e se ne abbiamo voglia. 
Ecco l’origine della leggenda.  Alcione, figlia di Eolo, perse il marito Ceice in un naufragio. Disperata si buttò in mare anche lei e morì. Poseidone, il dio del mare, commosso   trasformò la coppia in alcioni (martin pescatori) che fecero il nido sulla spiaggia. Per proteggerli dalle onde, Poseidone rese calmi i sette giorni di Alcione  -  intorno al solstizio di inverno.
Questo mito ispirò nel 1935  una poesia, leggera, a Ogden Nash, popolare autore di versi rilassanti e spiritosi. Ecco il testo e la mia traduzione.
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L’Osservatorio Regionale sui Trasporti lancia l’allarme sul futuro della ferrovia Roma – Giard PDF Stampa E-mail
L’Osservatorio Regionale sui Trasporti lancia l’allarme sul futuro della ferrovia Roma – Giardinetti, ultimo troncone di 9 km, dei quali solo 6 in esercizio, di una rete un tempo estesa per oltre 100, e destinata, secondo i piani del Comune di Roma ed il finanziamento del MISE, ad essere trasformata in metrotranvia con la “normalizzazione” dello scartamento (oggi ridotto), il ritorno a Piazza dei Cinquecento e la prosecuzione verso Tor Vergata.
“E’ proprio la richiesta del Ministero di modificare lo scartamento che mette in pericolo la realizzazione dell’opera, come abbiamo sempre temuto” evidenzia l’Osservatorio “a causa della necessità di rendere l’opera, l’unica tra l’altro soggetta a Valutazione d’Impatto Ambientale tra le tranvie la cui costruzione è in programma in questi anni, compatibile con la salvaguardia dei monumenti di Porta Maggiore e col tempio di Via Giolitti. In queste settimane abbiamo incontrato sia l’Assessorato alla Mobilità, sia Roma Servizi per la Mobilità sia la Commissaria alle tranvie, ed abbiamo capito che il progetto attualmente sul tavolo, per venire incontro alle prescrizioni della Soprintendenza, prevede il binario unico in tutta la tratta fra Porta Maggiore e Roma Termini e che solo a valle delle indagini archeologiche da svolgere dopo la preparazione del progetto definitivo si potrà verificare la possibilità di ridurre tale limitazione ad una parte del tracciato, secondo altre ipotesi probabilmente già studiate”.
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OSSERVATORIO REGIONALE TRASPORTI : TRATTA PORTA MAGGIORE TERMINI PDF Stampa E-mail
OSSERVATORIO REGIONALE TRASPORTI : TRATTA PORTA MAGGIORE TERMINI
La Commissaria Conti, nell’incontro che abbiamo avuto la scorsa settimana alla presenza di persone sia di Roma Servizi per la Mobilità sia di Roma Metropolitane, ci ha infatti confermato che per quanto riguarda la Giardinetti il progetto attualmente sul tavolo prevede il binario unico in tutta la tratta fra Porta Maggiore e Roma Termini e che solo a valle delle indagini archeologiche da svolgere dopo la preparazione del progetto definitivo si potrà verificare la possibilità di ridurre tale limitazione ad una parte del tracciato, secondo altre ipotesi probabilmente già studiate.
Come vi abbiamo già espresso, riteniamo che qualora dovesse essere confermata l’ipotesi attuale, questa provocherà un netto peggioramento del servizio rispetto all’attuale: il binario unico su un’estesa di circa 1400 m, sulla quale sarà necessario prevedere almeno due fermate intermedie, quand’anche in queste possa essere ammesso l’incrocio, non può che imporre frequenze non paragonabili a quelle dell’attuale trenino.
Riteniamo in ogni caso necessario che RSM già da ora, prima di proseguire l’interlocuzione con la Soprintendenza, compia approfondite simulazioni degli scenari possibili, per verificare quali di essi siano accettabili a livello trasportistico per una linea così importante, in maniera da escludere dal campo le ipotesi che non lo fossero e trarre le necessarie conseguenze qualora non ne rimanesse alcuna in campo a valle delle prescrizioni della Soprintendenza stessa.
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