Telecom, rissa di Stato PDF Stampa E-mail

 

Telecom, rissa di Stato

di Guido Colomba

 

(The Financial Review n 795) Sul caso Telecom si è scatenata l'ennesima rissa di Stato. Il “Corriere della Sera” è intervenuto (17 dicembre) senza mezzi termini:" Come perdere un gruppo strategico nel disinteresse generale". Ed ha ironizzato sul "silenzio" delle molte Authorities competenti: Antitrust, Agcom, Consob (quest'ultima ha atteso questi ultimi giorni per segnalare la vicenda all'Autorità giudiziaria con tre ipotesi di reato). Ma come ha precisato oggi al “Corriere” Marco Fossati (che detiene il 5%), il problema è di non regalare Telecom agli spagnoli di Telefonica (possiede circa il 15%)."Ho impedito- ha detto- che vendessero il gruppo per due denari. Se la vogliono debbono pagare il giusto prezzo” che è stimato dallo stesso Fossati ad almeno un euro e mezzo ad azione (quota attualmente 0,68).

 

Venerdì ci sarà l'assemblea dei soci che dovrà decidere sulla revoca del cda chiesta da Fossati. Quest'ultimo opta per una svolta industriale con la Cdp il cui a.d., Gorno Tempini, ha provato invano a dialogare con Telecom Italia per un accordo sulla rete a banda larga in fibre ottiche per sviluppare quei servizi ad elevato valore aggiunto che darebbero al Paese una infrastruttura essenziale per dare una spinta di modernità concorrenziale alle imprese italiane. Ovviamente la polemica investe il Governo che, almeno ufficialmente, ha assunto un basso profilo motivato dal fatto che Telecom è una società privata. Ma il presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, in polemica con Letta, rivela che Galateri (Generali) vanta il semaforo verde del governo per la vendita agli spagnoli di Telefonica. Mucchetti (Pd), ha presentato un emendamento contro gli spagnoli (bloccato dal Governo) che farebbe scattare l'OPA obbligatoria per chi assume il controllo di una società quotata con più del 15% di azioni. Il Governo teme, cambiando le regole mentre la partita è in corso, ripercussioni negative in termini di credibilità per gli investitori esteri. C'è un fatto nuovo: il potente Fondo americano, Blackrock, ha comprato quasi il 10% di azioni Telecom. Chi c'è dietro? Agisce per conto di Telefonica oppure, fiutando l'affare, appoggia l'iniziativa di Fossati e dei piccoli azionisti guidati da Franco Lombardi? Sta di fatto che Provasoli (Rcs), già rettore della Bocconi e candidato alla presidenza dopo le dimissioni di Bernabè, si è ritirato dalla corsa. Non solo, nell'ipotesi di una "strategia" tra Fossati e Cdp, i candidati per il Cda sono in buoni rapporti con la stessa Cdp come i manager pubblici Gamberale (F2I) e Castellano (Sace). Dunque, se Blackrock si schierasse con la cordata Fossati (che conta sul 25% dei consensi), gli spagnoli di Cesar Alierta verrebbero sconfitti. Secondo gli analisti di Deutsche Bank, con il voto di venerdì, “sta per finire l’era delle scatole cinesi in Italia non solo per Telecom ma per tutto il sistema”. Uno scenario che rende l’emendamento del sen. Mucchetti  del tutto inutile.(Guido Colomba Copyright 2013 – Ediz. italiana – Fonte R.F:Anno 51 n. 795)

La Rassegna Finanziaria (R.F.) The Financial Review, Agenzia stampa quotidiana, fondata nel 1962. Reg. Trib. Roma n.071/91. Direttore responsabile Guido Colomba

 
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