TE ABSOLVO INTERVISTE A REGISTA E PROTAGONISTA PDF Stampa E-mail

TE ABSOLVO, in sala a Roma il 17 ottobre

 

INTERVISTA A CARLO BENSO

 

La ragione, la coscienza, lo spirito, la comunità, l'uomo, il perdono. Sono solo alcuni dei temi cardine dell'ultima opera firmata da Carlo Benso, come regista e co-sceneggiatore (insieme all'attore Toni Garrani). Film indipendente che si nutre della tenacia, del talento e del coraggio di coloro che lo hanno realizzato. Che sarà proiettato in anteprima a Roma il 17 ottobre, presso il cinema Madison, dopo il grande e sorprendente successo nel Monferrato. Una grande avventura, come la definisce il regista Carlo Penso.

 

Come e da dove nasce Te absolvo"? Da quali esperienze e da quali bisogni?...


 

Per me è sempre molto interessante cercare di capire cosa succede nella persona quando perde il proprio ruolo nella società. In Te absolvo" racconto la vicenda di due preti, uno giovane e uno anziano, due uomini che si trovano, ognuno per le proprie ragioni, intrappolati nei loro ruoli.  La perdita o il tradimento della propria vocazione fa emergere il fallimento di una vita e scatena l'eterno conflitto tra la propria coscienza e la legge. Le scelte che si fanno nella vita sembrano poggiare più sui sensi di colpa  che su una vera e propria libertà di azione e questo genera un sentimento di inadeguatezza che ci spinge costantemente verso una richiesta di perdono.

Perdono, PER-DONO, cosa significa perdonare? Siamo in grado di perdonare? Possiamo pretendere il perdono dagli altri se non siamo capaci di perdonare noi stessi? E di che cosa dobbiamo farci perdonare?  Queste sono le domande che il film vuole aprire e rivolgere agli spettatori.

Penso che oggi la questione sul perdono sia un argomento paradossale, visto la violenza scatenata nel mondo, ma proprio per questo mi sembra una questione necessaria.

 

Due preti, due icone, che per antonomasia dovrebbero essere nella misericordia (divina), ma che in realtà sono due uomini intrappolati nel loro ruolo.

 

 

Una produzione indipendente, che avventura è stata organizzare e realizzare il film?

 

E' stata un'avventura difficile, faticosa, folle! Ma nello stesso tempo un'esperienza intensa e sorprendente.

Siamo riusciti a coinvolgere un intero territorio, il Monferrato (Piemonte) grazie al quale il progetto si è potuto realizzare.

Una gestazione di più di due anni, viaggi, incontri, cercare e trovare sul posto gli attori adatti ai ruoli, scoprire talenti e competenze professionali locali, capaci di completare una troupe cinematografica favorendo così risorse umane del territorio. E' stato un lavoro esaltante che ha portato più verità alla storia del film.

Grazie poi al produttore Francesco Paolo Montini della Movie Factory che ha saputo farsi carico, oltre al mio desiderio d'autore, anche di tutte le aspettative emerse sul territorio, il progetto è diventato finalmente una realtà.

Per me è come aver mantenuto una promessa, con me stesso, con la produzione e anche con tutte le persone che hanno creduto in questo progetto.

 

Hai una grande carriera tra teatro e cinema, che ti ha condotto a molte collaborazioni. Raccontaci il tuo rapporto con Toni Garrani e il sodalizio in Te absolvo"...

 

Con Toni c'è una grande amicizia e un'affinità intellettuale molto profonda nata sul set del precedente film: Fuorigioco.

Oltre ad essere un attore raffinato, pulito, rigoroso, capace di mettersi in gioco, di sperimentare percorsi nuovi, moderno nella recitazione, Toni è prima di tutto una persona che sa ascoltare, disponibile e generosa, carica di curiosità. Ritengo rara la nostra collaborazione. Insieme stiamo scrivendo altre sceneggiature. Sul set di Te absolvo" è stato un complice. la sua esperienza e la sua meticolosa analisi sul personaggio e sulla storia, mi ha aiutato a non perdermi stimolando continuamente la mia creatività. E' un attore che arricchisce e risolve. E' un ottimo compagno di avventura, presente e capace, nonostante il suo riserbo, di condividere e alleggerire  anche i momenti più difficili e complicati di un set cinematografico.

 

 

Igor Mattei, il prete "giovane", la controparte di Toni nel film. come è stato lavorare con lui, che attore è?

 

Igor è un talento che infiamma tutti e tutto.  E uno di quegli attori diffidenti, la sua fiducia non è scontata, te la devi conquistare sul campo. E' un attore che non si accontenta, ma vuole di più e tu devi saperglielo dare. Con Igor hai la fortuna di avere un attore capace di immedesimarsi totalmente nel personaggio fin nei minimi dettagli. Non ha paura delle proprie fragilità, ma le mette in campo e ci gioca con grande ironia. E' un folletto, impetuoso e tenero. Lavorare con lui è stato sorprendente. 

 

Possiamo parlare di film indipendente, in sé cela un percorso e una missione in quanto tale, ma dopo la prima uscita in sala il prossimo 17 ottobre, che programmi e speranze avete per Te absolvo"?

 

La realtà è complicata e le istituzioni preposte a sostenere il cinema italiano indipendente fanno ben poco per aggevolarti il percorso. Dipende molto dalla nostra buona volontà e intraprendenza. La distribuzione, poi, è un terno al lotto. In Piemonte il film ha ottenuto ottimi risultati. Programmato in una sala di Cinelandia a Casale Monferrato, di 250 posti, è stato sold out per tre giorni di fila e ha tenuto per tre settimane. ora è in programmazione per tutto il Piemonte. A Roma ci affacciamo con una serata di presentazione con la speranza di poter entrare in programmazione e ottenere una maggiore attenzione sul nostro lavoro.

 

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TE ABSOLVO

Lultimo coraggioso lavoro firmato da Carlo Benso, in sala a Roma il 17 ottobre

Il grande interprete Toni Garrani (si) racconta

 

 

Autore e attore insieme e per Carlo Benso. Come è nata la vostra collaborazione?

 

L'incontro con Carlo risale a parecchi anni fa, ed è legato alla comune passione per i cavalli. Ci incontrammo in un maneggio fuori Roma dove entrambe andavamo a fare lunghe passeggiate in campagna, lui sognando il Monferrato, io il Far West. Poi il caso ci ha riuniti ancora una volta in un bar sotto casa nel quartiere dove abitiamo tutti e due. In quel bar, davanti ad un ennesimo caffè,  cominciarono lunghe chiacchiere sul difficile momento che il teatro, il cinema, e in genere i mondi culturali  attraversano nel nostro paese. Un giorno Carlo mi propose di leggere una sceneggiatura che aveva da anni nel cassetto. Fui fulminato dal soggetto e dal ruolo del protagonista, un uomo che di fronte al suo improvviso licenziamento perde tutti i suoi riferimenti psicologici, sociali ed affettivi, e veleggia verso la nevrosi più nera nella totale perdita di identità. E cosi è nato "Fuorigioco", il primo film di Carlo, che girammo con mezzi che definire di fortuna sarebbe un eccesso di ottimismo, ma di cui andiamo fieri per la capacità di colpire dritto nel segno di una crisi profonda del sistema valoriale in cui viviamo. Da li è nata una collaborazione che ci ha spinto, complice il bar e i molti caffè, a scrivere insieme ben tre sceneggiature in una stupefacente concordanza di idee ed intenti. "Te absolvo" è uno dei frutti di questa collaborazione che definirei simbiotica.

 

 

Scrivere un ruolo e interpretarlo, calzare le vesti di Don Andrea...come racconteresti questa molteplice esperienza?

 

 

"Te absolvo" è un film che nasce da un vissuto profondo di Carlo, al quale ho dato un contributo in sede di sceneggiatura cercando di definire meglio gli snodi narrativi, e inserendo un tocco di "noir" nella vicenda umana e nelle contraddizioni laceranti di Don Andrea. Ne è uscito fuori un personaggio a mio avviso assai paradigmatico nel suo tentativo, molto umano direi, di risolvere le sue crisi interiori attraverso un insostenibile compromesso di cui lentamente prende coscienza nell'arco degli eventi traumatici che da questo compromesso scaturiscono. La storia di Don Andrea insomma è la storia di un uomo prima ancora che di un prete, e partendo da questo presupposto ho costruito il personaggio: un uomo barricato nelle sue convinzioni, convinto in modo tetragono di aver scelto la via migliore per sfuggire al suo destino, pur violentando il destino di molti altri, e  che lentamente prende coscienza della crudeltà delle conseguenze delle sue scelte, fino all'inevitabile catarsi.

 


Una carriera immensa, hai attraversato il cinema come pure la tv, il mondo dello spettacolo "interpretando" molti ruoli e conoscendo le forme della Settima Arte. Compresa quella indipendente. Che cosa significa essere indipendenti oggi?

 

Con "Te absolvo" abbiamo fatto un salto produttivo rispetto a "Fuorigioco" grazie alla fiducia che il produttore Francesco Montini ha voluto dare al progetto, mettendoci a disposizione mezzi e strutture per la realizzazione del film, pur sempre nei limiti di una produzione "indipendente". Il che significa poter contare su un budget limitato ma sufficiente, ma soprattutto poter contare su un gruppo di lavoro fortemente motivato dalla comune intenzione di dare il meglio e il massimo, nella convinzione di star facendo qualcosa che vale. Ecco, questo credo sia il fascino delle cosiddette "produzioni indipendenti": la felice sensazione di stare collaborando tutti assieme, con grande passione se pur con poco guadagno, ad un progetto che coinvolge ed entusiasma, a cui si da' importanza e fiducia, e di cui sentono e condividono le motivazioni più profonde. E questo oggi in Italia ritengo sia  qualcosa di straordinario e, se non avessi paura delle parole, direi  forse addirittura "rivoluzionario".

 

Che cosa significa questo film per te e quali progetti hai/avete per Te absolvo?

 

Vedremo l'esito che avrà "Te absolvo" nelle sale, da cui molto dipende la concreta possibilità di proseguire il percorso narrativo che abbiamo intrapreso. I progetti non mancano, le storie da raccontare nemmeno. Ed è in questa prospettiva che, sperando di superare le barriere strutturali e le penalizzazioni normative a cui in Italia  l'attuale sistema di produzione e distribuzione cinematografica sottopone il cinema indipendente, Carlo ed io cercheremo di continuare sulla strada intrapresa, nel caparbio  tentativo di raccontare le nostre storie e di fare dei film che, come ci disse una volta una nostra sconosciuta spettatrice, "vale la pena di fare".

 



 

 
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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
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