SIA FINE DEL DOPPIO LAVORO PER DOCENTI UNIVERSITARI E PER TUTTI I DIPENDENTI PUBBLICI PDF Stampa E-mail

INARSIND

ASSOCIAZIONE DI INTESA SINDACALE

DEGLI ARCHITETTI E INGEGNERI

LIBERI PROFESSIONISTI ITALIANI

PROGETTO MAGISTRI”: SIA FINE DEL DOPPIO LAVORO PER DOCENTI

UNIVERSITARI E PER TUTTI I DIPENDENTI PUBBLICI

Nei giorni scorsi è stato dato notevole rilievo sulla stampa all’indagine denominata

“Progetto Magistri” che coinvolge il doppio lavoro di 411 docenti universitari delle facoltà di

Ingegneria, Architettura e Chimica di tutta Italia, per un'evasione fiscale già contestata pari a 42

milioni di euro.

Finalmente i nodi vengono al pettine ed il mondo ”fuori” sembra accorgersi di ciò che

INARSIND va denunciando da anni: la condotta scorretta di docenti che, a fronte di un lavoro

dipendente a tempo pieno, persistono nell’esercizio parallelo della libera professione, spesso

esercitato usufruendo di uomini, leggasi tesisti e dottorandi, e mezzi, leggasi software, hardware e

strumentazioni di valore significativo, a disposizione degli atenei e quindi pagati con le risorse degli

stessi, conseguentemente con denaro di tutti....

La vicenda ha contorni davvero disdicevoli che vedono intrecciarsi diversi aspetti: il

mancato rispetto delle ore di docenza che si dovrebbero garantire per i contratti a tempo pieno, la

mancata richiesta delle idonee autorizzazioni all’ateneo per lo svolgimento di attività parallele a

quelle dell’insegnamento universitario, peraltro consentite come atti di professione solamente nel

caso di contratti a tempo definito, nonché, ultima ma non ultima, l’evasione fiscale che raggiunge

valori davvero notevoli.

Un esempio di etica inesistente che nuoce in primis agli studenti che non vedono dedicato il

giusto tempo alla loro formazione ed all’approfondimento dell’attività di ricerca da parte dei

docenti, quindi alla collettività tutta che si vede sottratto un ammontare di tasse non versate. Per

questo INARSIND ha chiesto a Consigli Nazionali ed Ordini Provinciali, Enti garanti dell'etica e

deontologia degli iscritti, di assumere una posizione di decisa condanna di queste situazioni ed

auspica una seria vigilanza sulle stesse.

Si scoperchia inoltre una situazione che i liberi professionisti denunciano da sempre: la

sleale concorrenza operata nei loro confronti dai docenti, universitari ma non solo, e dai dipendenti

pubblici in genere che, seppur titolari di un rapporto di lavoro da dipendenti a tempo pieno,

esercitano parallelamente la libera professione avendo alle spalle uno stipendio garantito, delle

informazioni e delle strutture che i liberi professionisti non possono avere.

Non è accettabile il concorrere alle stesse procedure da parte di chi vive di libera professione,

pagando collaboratori e dipendenti, licenze software e contributi previdenziali e di chi parte avendo

già un quantum certo al mese, e di non di poco conto, collaboratori e strumenti gratis a sua

disposizione.

Al di là dell’indagine in corso che evidenzierà le illegalità connesse alla mancata

autorizzazione delle prestazioni rese dai docenti ed al mancato versamento di quanto dovuto al

fisco, si vuole evidenziare la distorsione generale del sistema che vede spesso, in forme anche

consentite dalla legge vigente, una concorrenza svolta, oltre che direttamente dai docenti, da società

di cui questi fanno parte e che spesso incamerano i migliori studenti man mano che terminano il

ciclo di studi. Una distorsione che non fa che sottrarre lavoro ai liberi professionisti, depauperando

la categoria e contribuendo ad aumentare la disparità tra lavoratori dipendenti, peraltro pubblici, e

liberi professionisti.

 

 

L'assurdo della situazione che, ribadiamo, esiste da sempre e da sempre è stata denunciata

 

dai liberi professionisti senza mai essere presa in seria considerazione se non colpita con singole

 

sentenze su casi specifici, è anche che sarebbe invece necessario, per il bene della collettività, un

 

rapporto serio e collaborativo tra tutte le componenti del mondo dell’ingegneria e dell’architettura.

 

L’università dovrebbe occuparsi di crescere i migliori professionisti di domani, senza

 

preoccuparsi di numero di iscritti e promozioni a pieni voti, ma sviluppando ricerca e seria

 

preparazione, e dovrebbe mettersi a disposizione del mondo della professione e dell’industria per

 

l’approfondimento scientifico delle problematiche che poi queste debbano risolvere nelle proprie

 

realizzazioni.

 

Qual è il senso di una progettazione o di una direzione dei lavori affidata ad un docente

 

universitario? Rientrano forse tra le attività quali “perizie giudiziarie e partecipazione a organi di

 

 

 

consulenza tecnico-scientifica dello Stato purché prestate in quanto esperto nel proprio campo e in

 

 

assolvimento dei propri compiti istituzionali” come reciterebbe la norma vigente?

 

 

E’ ora di far comprendere ai cittadini ed alla politica che se di casta si vuole parlare non ci si

 

deve certo riferire ai liberi professionisti, quanto piuttosto a schiere di dipendenti pubblici di ogni

 

ordine e grado che, a fronte di una situazione di totale intoccabilità della loro posizione lavorativa,

 

esercitano parallelamente un’attività libero professionale che non gli deve competere!

 

Il fatto che il problema venga portato alla ribalta da un’indagine sull'evasione fiscale è un

 

inizio, anzitutto dovuto ai cittadini tutti che non possono accettare che chi ha di più possa

 

permettersi di evadere il fisco e farla franca, ma anche a chi subisce una scorretta concorrenza sotto

 

gli occhi di tutte le autorità possibili anzi, spesso esercitata proprio nell’ambito di affidamenti di

 

incarichi pubblici.

 

INARSIND seguirà con attenzione lo sviluppo delle indagini con l’obiettivo di affiancare e

 

sostenere gli organi inquirenti, in ogni sede, affinché su questa vicenda venga fatta luce e chiarezza

 

nell’interesse e per la dignità di ogni architetto ed ingegnere italiano, anche e soprattutto a garanzia

 

della collettività e si batterà in ogni sede perché quest’operazione porti, come conseguenza, alla

 

definitiva eliminazione del doppio lavoro di docenti e dipendenti pubblici.

 

Roma, 10 maggio 2018

 

IL PRESIDENTE

 

(Dott. Ing. Michela Diracca)

 

 

 

 
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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
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