Inarsind su : Comitato Nazionale dei Delegati di INARCASSA PDF Stampa E-mail

 

INARSIND

 

 

 

ASSOCIAZIONE DI INTESA SINDACALE

 

DEGLI ARCHITETTI E INGEGNERI

 

LIBERI PROFESSIONISTI ITALIANI

 

 

 

Roma, 10 luglio 2018

 

Prot. n. 4064

 

Lettera

 

Inviata via mail

 

Agli Architetti e Ingegneri

 

componenti del Comitato Nazionale dei Delegati di INARCASSA

 

L O R O S E D I

 

 

Gentili Delegati,

 

veniamo a conoscenza delle modifiche al Regolamento Generale di Previdenza 2012 sottoposte al

 

Comitato Nazionale dei Delegati per gli emendamenti in vista della prossima convocazione del 12 e 13 luglio

 

nella quale, si ritiene, verranno poi poste in votazione.

 

Prendendo visione dei contenuti ravvisiamo un filo conduttore nelle proposte: una generale contrazione

 

delle prestazioni previdenziali erogate...

Anche dalle note degli Uffici emerge con chiarezza la volontà di garantire una maggiore sostenibilità per

il sistema previdenziale della Cassa, e le azioni introdotte vengono in tal senso giustificate con l’intento di dare

maggiore equità al sistema accumulando patrimonio a favore dei giovani.

Ci domandiamo come mai tale necessità sia così stringente dal momento che, alla recente approvazione

del bilancio consuntivo 2017 la situazione economica era stata presentata come assolutamente solida, vantando

peraltro un patrimonio ormai superiore ai 10 miliardi di euro.

Siamo a chiedervi una seria riflessione sulle conseguenze che le modifiche introdotte andrebbero a

produrre sul futuro degli iscritti, ponendovi una domanda: ammesso che la sostenibilità a lungo termine di

Inarcassa - richiesta dalla legge, di ciò siamo consapevoli - venga garantita dai provvedimenti previsti, la

situazione degli iscritti, soci, unici contribuenti di Inarcassa, a breve e lungo termine sarà sostenibile?

Scorrendo le principali modifiche :

- (art. 4.4) si prevede la rimodulazione della soglia reddituale per il diritto alla retribuzione contributiva per gli

under 35 a € 25.000,00, tetto che appare logico in riferimento ai valori di reddito medio generale degli iscritti

ma determina comunque l’eliminazione di un’agevolazione proprio nei confronti di quei giovani a cui si dice

di voler dare maggiori possibilità per il futuro;

 

 

- (art. 15 bis.1) si aggiunge un comma che specifica i requisiti di “regolare iscrizione” e “integrale

contribuzione” su cui vi sono stati diversi contenziosi ed interpretazioni, risulterebbe opportuno chiarire cosa

si intenda per “regolare iscrizione”; è indubbiamente vessatoria un’interpretazione secondo la quale si abbia

 

 

 

la perdita dell’annualità contributiva a fronte di un breve periodo di cancellazione se a ciò si volesse riferire

 

l’articolo in oggetto (anche alla luce della recente Sentenza 10281 della Corte di Cassazione);

 

- (art. 16.4) questo articolo sembra voler rispondere ad una materia su cui vi sono stati diversi contenzioni,

 

ossia la liceità di trattenere quanto versato da un iscritto, anche al raggiungimento del settantesimo anno

 

d’età, qualora questo non sia in regola con i versamenti; premettendo che la contribuzione è obbligatoria e

 

che tutti devono rispettare le regole allo stesso modo, risulta altresì vero che non pare corretto trattenere

 

quanto versato a fini previdenziali, seppur non nella totalità prevista dal regolamento, potendo procedere

 

all’erogazione in forma contributiva del solo versato (al netto del contributo integrativo e della maternità e di

 

eventuali altre prestazioni di cui questo avesse beneficiato negli anni) nel pieno rispetto della sostenibilità

 

dell’Ente; un articolo del Regolamento non potrà peraltro salvaguardare dall’orientamento della

 

giurisprudenza in caso di contenzioso; su questo tema risulta ci fosse tra le proposte del Comitato Previdenza

 

anche quella di praticare, per i pesionandi non in regola con i pagamenti, una trattenuta sul rateo mensile,

 

calcolato con metodo contributivo, che non viene presa in alcuna considerazione dalle modifiche proposte;

 

 

(art. 20.3) l’aumento dei requisiti di anzianità per l’accesso alla PVUa a 38 e fino a 40 anni, equivale a rendere

la prestazione inaccessibile agli iscritti, se ne vuole fare una scelta politica disincentivando il

prepensionamento o è una mera scelta economica, data la mole di richieste intervenute negli ultimi anni? In

un momento di crisi eliminare elementi di flessibilità della vita professionale/previdenziale dei colleghi arreca

danni significativi e mette in difficoltà coloro che, dopo anni di crisi, stanno lottando, alla fine della carriera,

per arrivare ad una pensione; un concetto che senz’altro vent’anni fa nessuno pensava applicabile a dei liberi

professionisti ma questa è la realtà se è vero che il 37% dei pensionandi risulta essere in condizioni irregolari

rispetto ai versamenti;

- (art. 26.5 26.5 bis) la modifica delle aliquote del contributo integrativo retrocesse per scaglioni di anzianità:

non vi è alcun beneficio per i più giovani che restano fermi al 50% in compenso la categoria intermedia viene

penalizzata esattamente nella stessa misura delle successive; anche in questo caso si vuole spendere l’idea di

un provvedimento a favore delle giovani generazioni ma di fatto si penalizzano tutti senza dare nessun

miglioramento - tangibile, oggi - ai giovani se non il presunto aumento del patrimonio dell’Ente, di cui non si è

certo sicuri, men che mai i più giovani, di giungere a beneficiare; peraltro la proposta differisce

significativamente da quanto proposto dal Comitato Previdenza la cui proposta però prevedeva dei costi e

non dei risparmi per Inarcassa; la specifica dell’art. 26.5 bis in cui si esplicita che la parte non retrocessa

concorre “…al finanziamento […] delle altre uscite” fa evidentemente considerare se non sia il caso di agire

sul contenimento “delle altre uscite” piuttosto che su quanto viene restituito ai colleghi in previdenza;

- (art. 26.6 26.7) il prolungamento dell’art. 26.6 con la frase “nel rispetto dell’equilibrio di lungo periodo del

sistema previdenziale di Inarcassa” riferita al tasso minimo annuo di capitalizzazione del montante

contributivo, pari all’1,5%, rimanda il pensiero alla mancata approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti

dell’aliquota proposta a suo tempo pari al 4,5% nonché anche del minimo dell’1,5%, e fa pensare che il

minimo di fatto possa non esistere più, men che meno quindi l’incremento di cui al successivo comma 7;

questo punto è inaccettabile per il futuro dei colleghi, a maggior ragione di quei giovani nei confronti dei

quali vogliamo essere equi, in un sistema contributivo e con le situazioni reddituali odierne; è assolutamente

necessario reagire alle bocciature ministeriali e non piegarsi mettendo quasi le mani avanti, addirittura nostra

sponte, nel Regolamento! Com’è possibile che a fronte di un patrimonio di 10 miliardi di euro non si possa

garantire un decoroso tasso di capitalizzazione del montante contributivo?

In conclusione riteniamo fondamentale che venga approfondita la riflessione sulle modifiche proposte

che non possono a nostro avviso essere portate avanti senza pesanti conseguenze per gli iscritti di tutte le età.

Vi invitiamo una volta di più a considerare che Inarcassa è formata dagli ingegneri ed architetti liberi

professionisti e che non può esistere senza tutti noi; accumulare un patrimonio sempre maggiore che non riesce

a garantire una previdenza sostenibile per gli iscritti equivale alla fine degli iscritti e della cassa stessa.

In un mondo libero professionale che sta appena uscendo (con molta lentezza) da una crisi decennale e

che vedrà la professione mutare in modo vertiginoso nei prossimi decenni è indispensabile non perdere in

flessibilità dei sistemi in ingresso e in uscita garantendo delle prestazioni previdenziali dignitose, non è pensabile

agire sempre sulla leva della prestazioni a calare, è necessario agire sui rendimenti a crescere; se non siamo in

grado di fare questo il patrimonio potrà implementarsi a dismisura ma si daranno sempre meno garanzie

previdenziali ai colleghi, questo non può e non deve essere il futuro di Inarcassa.

IL SEGRETARIO NAZIONALE

(Dott. Ing. Ivan Locatelli)

IL PRESIDENTE

(Dott. Ing. Michela Diracca)

 
< Prec.   Pros. >
 
© 2018 Il Parere dell ingegnere

Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
ISSN 2281-5554