VALUTAZIONI MINIME CRITICHE DI CATELLO MASULLO : SETTEMBRE 2018 PDF Stampa E-mail

VALUTAZIONI MINIME CRITICHE DI CATELLO MASULLO : SETTEMBRE 2018

(Sinossi e Credits da Cinematografo.it , da IMDB o da Wikipedia).

 

 

REF N. 283/2018

VENEZIA A ROMA : GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI

GOODBYE MARILYN di Maria DI RAZZA (Italia, 13', v.o. italiano s/t inglese) con Maria Pia Di Meo, Gianni Canova, Lucia Rocco

Fulminante film di animazione di Maria Di Razza. Tratta da una graphic novel edita dal Becco Giallo, dalla quale estrae alcuni brani e conserva i disegni originali, animati da due delle animatrici de “La Gatta Cenerentola” di Alessandro Rak, della scuola napoletana di animazione, che lascia sempre il segno, per raffinatezza di tratto e per elegante visionarietà. “Goodbye Marilyn” e’ un film fascinoso. Con una cinefilia che sprizza da tutti i pori. Ed una idea geniale di base. Con un grande regalo : la inconfondibile ed avvolgente voce di Maria Pia Di Meo , impareggiabile doppiatrice di tutte le dive del grande schermo. Imperdibile.

VALUTAZIONE SINTETICA : 9

 

REF N. 284/2018

VENEZIA A ROMA : GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI

GIORNATE DEGLI AUTORI

VILLE NEUVE di Félix DUFOUR-LAPERRIÈRE (Canada, 76’, v.o. francese s/t italiano/inglese) con Robert Lalonde, Johanne-Marie Tremblay, Théodore Pellerin, Gildor Roy, Paul Ahmarani

CONTINUA.... 

 


Animazione bianco e nero stilizzata. Poco fluida, naive. Ma con un suono perfetto, che e’ eccellente raccontatore ed arriva là dove le animazioni fanno fatica ad arrivare. Il film soffre di eccessive verbosità e letterarietà.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

 

REF N. 285/2018

VENEZIA A ROMA : GIORNATE DEGLI AUTORI

MAFAK – SCREWDRIVER di Bassam JARBAWI (Palestina, USA, Qatar, 108', v.o. arabo/ebraico s/t italiano/inglese) Ziad Bakri, Areen Omari, Jameel Khoury, Yasmine Qaddumi, Mariam Basha, Amir Khoury

L’eterno conflitto palestinese-israeliano e’ fonte di infinite tragedie. Ma anche di creatività artistica. Che ci regala film come questo “Mafak”. Con un intreccio ben architettato. Eccellenti interpretazioni. Scrittura drammaturgica di livello.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

 

REF N. 286/2018

VENEZIA A ROMA : GIORNATE DEGLI AUTORI

C’EST ÇA L’AMOUR di Claire BURGER (Francia, 98', v.o. francese s/t italiano/inglese) con Bouli Lanners, Justine Lacroix, Sarah Henochsberg, Cécile Remy-Boutang, Antonia Buresi, Tiago Gandra, Célia Mayer, Lorenzo Demanget, Yasmina Douair, Gaëtan Terrana

Film delicato ed intimista questo di Claire Burger. Che esalta le capacità attoriali di Bouli Lanners anche in contesti drammatici, non consueti per lui. Con almeno una scena da antologia : quella del bacio collettivo di scena nella rappresentazione teatrale. Davvero toccante e coinvolgente.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7.

 

REF N. 287/2018 

Solo: A Star Wars Story

USA - 2018

Le avventure di Han Solo e Chewbacca prima degli eventi raccontati in "Star Wars: Episodio IV - Una Nuova Speranza", tra cui il loro primo incontro con l'altro celebre furfante e giocatore di carte della galassia lontana lontana, Lando Calrissian.

CAST

  • Regia:

Ron Howard

  • Attori:

PERSONAGGI

INTERPRETI

DOPPIATORI

HAN SOLO

Alden Ehrenreich

EMANUELE RUZZA

TOBIAS BECKETT

Woody Harrelson

PASQUALE ANSELMO

QI'RA

Emilia Clarke

BENEDETTA PONTICELLI

LANDO CALRISSIAN

Donald Glover

DANIELE GIULIANI

DRYDEN VOS

Paul Bettany

NISEEM ONORATO

VAL BECKETT

Thandie Newton

DANIELA CALO'

L3-37

Phoebe Waller-Bridge

ANGELA BRUSA

CHEWBACCA

Joonas Suotamo

----------------------

ENFYS NEST

Erin Kellyman

LUCREZIA MARRICCHI

RIO DURANT (voce)

Jon Favreau

ORESTE BALDINI

LADY PROXIMA (voce)

Linda Hunt

PAOLA GIANNETTI

REBOLT

Ian Kenny

ROBERTO FIDECARO

RALAKILI

Clint Howard

 

REBOLT

Ian Kenny

 

TAK

Anthony Daniels

EMANUELE NATALIZI

KORSO

John Tui

 

KARJJ

Kiran Shah

 

WEAZEL

Warwick Davis

 

NOTE

- LAWRENCE KASDAN FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.
- LA REGIA ERA STATA INIZIALMENTE AFFIDATA A PHIL LORD E CHRISTOPHER MILLER CHE IN SEGUITO SONO STATI ALLONTANATI DAL PROGETTO PER DIVERGENZE CREATIVE.
- FUORI CONCORSO AL 71. FESTIVAL DI CANNES (2018).

Durata

135'

Colore

C

Genere

FANTASCIENZA

Specifiche tecniche

ARRI ALEXA 65

Tratto da

personaggi ideati da George Lucas

Produzione

LUCASFILM, WALT DISNEY PICTURES

Distribuzione

THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA

Data uscita

23 maggio 2018

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : La saga rischia di essere infinita. E va sempre più indietro nel tempo. Mettendo a dura prova la fantasia degli scrittori. La macchina Hollywoodiana e’ oleatissima e mantiene il fascino della idea originale di Georges Lucas, la spettacolarità, la capacità di coinvolgere ed intrattenere lo spettatore. Quello che manca, come di consueto quando la “stessa” storia si stiracchia sempre di più, e’ l’elemento più importante della settima arte : la sorpresa. Che si ha solo quando si lavora su idee nuove.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

 

REF N. 288/2018: SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018

Il gigante
Regia: Andrea Capruzzi, Soggetto e sceneggiatura: Andrea Capruzzi
Musiche: Leonardo Tosti, Fotografia: Andrès Arcè Maldonado
Interpreti principali: Salvo Puglisi, Maria Chiara Di Mitri
Produzione: RIO FILM
Sinossi: Il gigante racconta la relazione particolare tra un uomo ed una donna, lui vuole proteggerla dall’esterno, ma così la priva della libertà, scatenando conseguenze drammatiche

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Film di forte impronta autoriale. Rischia di apparire un po’ cerebrale. E non e’ esente da difetti di messa in scena: ad esempio, quando il gigante fa cenno con il capo al ragazzo di andare su , dopo aver sentito dei rumori, passa il messaggio che sta vendendo la ragazza rinchiusa e non che gli indicasse il bagno, come nelle intenzioni dichiarate dall’autore.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7

 

REF N. 289/2018 : SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018

Quando I Pesci Cantavano, di Giuseppe Schifani

Italia, 15’ , Sinossi : Il piccolo Gaetano va in Sicilia a trovare il nonno che lo affascina con la sua vita di pescatore e con le sue fiabe. I racconti, radicati nella tradizione siciliana, nel film si trasformano nelle immagini fantastiche di cartoni animati. Gaetano tornerà in Sicilia    richiamato da quelle leggende

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Film deliziosamente poetico e squisitamente nostalgico. Con pregevoli inserti di animazione dai colori vivaci e dai tratti gustosamente naif. Fa respirare aria da favola e di magia. Imperdibile.  

VALUTAZIONE SINTETICA : 8

 

REF N. 290/2018  : SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018 

NEL SUO MONDO, di Cristian Scardigno
Italia, 2017, 10’ Sinossi:Una bambina di 7 anni entra nel bagno pubblico di un aeroporto. In pochi minuti, la sua vita cambia completamente.

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Film di rara efficacia nel sintetizzare in pochi minuti l’idea di base. Intimistico. Ossimoricamente delicato , considerato il contesto. Visto, virtuosamente, con occhio ad altezza di bambina. Imperdibile.

VALUTAZIONE SINTETICA : 8

 

REF N. 291/2018: SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018

IL TRATTO, di Alessandro Stevanon
Italia, 2017, 15’. Sinossi : Federico è un bambino di undici anni che vive in una cittadina del nord Italia. Silenzioso e riflessivo, è invisibile per i suoi compagni e per i genitori. L'incontro con un vecchio artista senegalese aiuterà però il bimbo a scoprire il proprio talento e a imparare a vedere gli altri per quello che sono.

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Cortometraggio perfetto. Un capolavoro nel suo genere. Con brevi e sapienti tocchi arriva dritto al cuore dello spettatore . Con un manifesto emozionante e coinvolgente : l’arte come linguaggio universale, senza distinzioni di razza, religione, appartenenza. Irrinunciabile. Da portare nel scuole di ogni ordine e grado.

VALUTAZIONE SINTETICA : 10

 

REF N. 292/2018: SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018

FUTURO PROSSIMO, di Salvatore Mereu
Italia, 2017, 18’, Sinossi :
Durante il giorno Rachel e Mojo vagano per la città alla ricerca di un lavoro. Di notte trovano riparo in uno stabilimento balneare del litorale. Una mattina, Basilio, durante il suo giro di ricognizione scopre che qualcuno ha passato la notte in una delle cabine.

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Salvatore Mereu e’ autore di vaglia. Attraverso una breve storia di ordinaria lotta per la sopravvivenza, senza alcuna pornografia dei sentimenti, ci racconta un intero universo di sofferenza umana. Sintetizzata dalla agghiacciante realtà delle cifre che scorrono sullo schermo : “Dall’inizio del 2017 sono sbarcati 50039 immigranti. 1500 e’ il numero delle persone che hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa. 6642 sono i minori non accompagnati dai genitori, o che li hanno persi durante il viaggio. Le vite di questi bambini diventano invisibili e rischiano di finire nei tanti circuiti di sfruttamento.”. Un film forte ed istantaneo, come un cazzotto nello stomaco che ti toglie il respiro. E ti mette di fronte alle tue responsabilità, in qualità di appartenente al genere umano. Imperdibile.

VALUTAZIONE SINTETICA : 9

 

REF N. 293/2018: SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018     

FANTASSÙT / RAIN ON THE BORDERS, di Federica Foglia
Italia, 2016, 15’, Sinossi : Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, Aprile 2016. Circa 12,000 rifugiati hanno vissuto per mesi in condizioni disumane sperando nella riapertura delle frontiere e di poter continuare il loro viaggio attraverso i Balcani.

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : “Tomorrow I will sell a part of my body to feed my family”. Questo scrive a mano su un laconico e disperato pezzo di cartone uno dei dannati di quello che e’ stato valutato come il più grande campo profughi di Europa dopo la seconda guerra mondiale. Girato in un opportuno bianco e nero, che sottrae tutti i colori della vita a questa umanità cui e’ negata ogni umanità. Da sempre la denuncia e’ compito degli artisti. Onore al merito di Federica Foglia per aver mantenuto alto il vessillo di questa tradizione. Per un film imprescindibile.

VALUTAZIONE SINTETICA : 9

 

REF N. 294/2018: SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018

VANILLA , di Rossella Inglese
Italia, 2016, 13’, Sinossi :
Denise è un’adolescente strappata dalle braccia del padre, con il quale ha una relazione sessuale consenziente. La ragazza viene trasferita in una comunità, affidata a persone che vogliono proteggerla.

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : “Vanilla” e’ definito “comportamento sessuale di tipo convenzionale che acquista un carattere spregiativo nei confronti di coloro che non desiderano espandere i limiti della propria sessualità”. Questo e’ la frase di esergo iniziale di questo film su un tema davvero sensibile. Come quello di una relazione sessuale consenziente ed appassionata tra padre e figlia minore. Tema che fa discutere. E divide. Tra chi reputa la relazione patologica, oltre che illegale, come la nostra società che lo impedisce con la forza. E chi considera un amore vero sempre da rispettare e non da giudicare. Il film e’ delicato ed intimista. E certamente da considerare riuscito.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

 

REF N. 295/2018: SANTA MARINELLA FILM FESTIVAL 2018

ONE di Serena Valletta e Alessandro Forucci.

Sinossi : Anno 2297, l’uomo ha reso invivibile la terra, rendendo l;aria irrespirabile. Un militare, forse l’ultimo sopravvissuto, possiede un filtro per l’aria che gli consente solo tre giorni di vita...

Film prodotto da Giuseppe Morucci per Studio Emme alla presenza degli autori ed interpreti. Un corto realizzato interamente nel Cementificio Serrano e nel territorio di Santa Marinella.

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Film prodotto da Giuseppe Morucci per Studio Emme ,  interamente nel Cementificio Serrano e nel territorio di Santa Marinella. Si può definire quindi un “film a km zero” per il Santa Marinella Film Festival, dove e’ stato presentato in anteprima. Ambientato in un futuro distopico, manda un messaggio chiaro e forte di denuncia, ma anche di speranza.

Curiosità : a proposito di speranza, nell’ultimo film di super eroi, “Justice League”, Superman dice : “La speranza e’ come la chiave dell’auto : la perdi facilmente, ma se la cerchi bene, la trovi nei paraggi!”.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7

 

 

REF N. 296/2018

Ride

ITALIA - 2018

Quando Max e Kyle, due riders acrobatici, ricevono l'invito a partecipare a una misteriosa gara di downhill con in palio 250.000$, accettano senza esitazione per poi scoprire - ormai troppo tardi - di doversi spingere oltre i limiti delle loro possibilità fisiche e psicologiche. Quella che affronteranno sarà così una corsa estrema per la sopravvivenza.

CAST

  • Regia:

Jacopo Rondinelli  

  • Attori:

Lorenzo Richelmy

,

Simone Labarga

,

Ludovic Hughes

,

Matt Rippy

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI TRENTINO FILM COMMISSION.

Durata

102'

Colore

C

Genere

AZIONE, SPORTIVO

Produzione

ANDREA OCCHIPINTI, FABIO GUAGLIONE, FABIO RESINARO PER LUCKY RED, MERCURIOUS CON TIM VISION

Distribuzione

LUCKY RED

Data uscita

6 settembre 2018

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Se andate su youtube trovate tantissimi miniflmati girati con le telecamerine GoPro che si indossano e riprendono azioni e performance sportive. Ma non troverete un solo film lungometraggio tradizionale girato con le GoPro. I primi a farlo sono i giovani e coraggiosi (forse anche un po’ sconsiderati...) ideatori di questo film sperimentale. Dove ogni scena e’ girata da un numero impressionante di telecamerine. Anche fino a 20. Immagino il mal di testa del montatore... Film molto fisico. Dal ritmo adrenalinico. Dalle immagini sporche e mosse. Un po’ da mal di mare. Con la soggettiva di azzardi fisici al limite del possibile. A lungo andare, la visione mette a dura prova la sopportazione dello spettatore medio non aduso ed appassionato degli sport estremi.

Curiosita’ : GoPro è un marchio di proprietà della società californiana Woodman Labs che rappresenta videocamere/fotocamere "indossabili" resistenti all'acqua e a urti, considerate parte della fotografia d'avventura.

VALUTAZIONE SINTETICA : 6

 

 

REF N. 297/2018

Lentamente

 

di Cristiano Scardigno

Italia, 2018

Durata: 17'

Sinossi : Dall’alba al tramonto, la giornata di due ragazzi e delle chiocciole che vivono nel loro allevamento appena avviato.

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Cristian Scardigno è giovane regista, sceneggiatore e produttore. Ha diretto diversi cortometraggi premiati in numerosi festival internazionali. Nel 2013 ha diretto la sua opera prima, Amoreodio, selezionata al “Montreal World Film Festival” (Canada), al “Festroia International Film Festival” (Portogallo) e vincitrice del premio per la miglior attrice ad “Annecy Cinema Italien” (Francia). Proiettato a Parigi nella rassegna “De Rome a Paris”, Amoreodio è uscito nelle sale italiane nel 2014. Dal 2015, Scardigno è il direttore artistico del Cisterna Film Festival – Festival internazionale del cortometraggio. Nel 2017 fonda la società di produzione Esen Studios, con la quale produce e dirige il cortometraggio Nel suo mondo, selezionato al “Tirana International Film Festival” (Albania) e al “WorldFest Houston” (Stati Uniti). Realizza questo curioso film su un allevamento di lumache. Con una sorprendente poeticità della lentezza. “Lentamente” non e’ solo il titolo del film, ma e’ anche il nome, più che appropriato, della azienda agricola fondata da due giovanissimi e coraggiosi imprenditori. Un film che fa emergere, con silenzioso fragore, il contrasto, fortissimo, tra il frenetismo della società odierna e gli immutabili ritmi della natura.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7

 

REF N. 298/2018

Un sacchetto di biglie

Un sac de billes

FRANCIA, CANADA - 2016

La vera storia di due fratelli ebrei nella Francia occupata dai tedeschi che, con una dose sorprendente di malizia, coraggio e ingegno riescono a sopravvivere alle barbarie naziste e a ricongiungersi alla famiglia.

CAST

  • Regia:

Christian Duguay

  • Attori:

PERSONAGGI

INTERPRETI

DOPPIATORI

JOSEPH JOFFO

Dorian Le Clech

LUCA TESEI

MAURICE JOFFO

Batyste Fleurial Palmieri

RICCARDO SUAREZ

ROMAN JOFFO

Patrick Bruel

ANGELO MAGGI

ANNA JOFFO

Elsa Zylberstein

BARBARA DE BORTOLI

ALOIS BRUNNER

Holger Daemgen

FRANCO MANNELLA

DOTT. ROSEN

Christian Clavier

GIANNI GIULIANO

AMBOISE MANCELIER

Bernard Campan

LUCA BIAGINI

FERDINAND

Kev Adams

DAVID CHEVALIER

HENRI JOFFO

César Domboy

 

ALBERT JOFFO

Ilian Bergala

 

RAOUL MANCELIER

Emile Berling

FLAVIO AQUILONE

MARCELLE MANCELIER

Jocelyne Desverchère

ALESSANDRA KOROMPAY

FRANCOISE

Coline Leclère

EMANUELA IONICA

IL CURATO

Etienne Chicot

AMBROGIO COLOMBO

IL PROFESSORE

Vincent Nemeth

OLIVIERO DINELLI

COMPAGNO DI CLASSE

 

GIULIO BARTOLOMEI

IL CAPO PARTIGIANO

 

GIORGIO BORGHETTI

LA GUIDA

 

ANDREA LAVAGNINO

IL VESCOVO

 

MASSIMO ROSSI

IL BIDELLO

 

VLADIMIRO CONTI

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: CINEMAGE 9 DEVELOPPEMENT, INDEFILMS INITIATIVE, APIDEV 3, LA RÉGION PROVENCE-ALPES-CÔTE D'AZUR, L'ANGOA, LA FONDATION POUR LA MÉMOIRE DE LA SHOAH; CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, CINÉ+, TF1, TELEFILM CANADA, SODEC; IN PARTNERSHIP CON CNC.

Durata

110'

Colore

C

Genere

DRAMMATICO, FAMILY

Tratto da

romanzo omonimo di Joseph Joffo (ed. Rizzoli)

Produzione

QUAD, MAIN JOURNEY, IN COPRODUZIONE CON GAUMONT, TF1 FILMS PRODUCTION, FORECAST PICTURES, FILMS IDL, LA COMPAGNIE CINÉMATOGRAPHIQUE, PANACHE PRODUCTIONS, PROXIMUS, OKKO PRODUCTION

Distribuzione

NOTORIOUS PICTURES (2018)

Data uscita

18 gennaio 2018

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Del romanzo autobiografico di Joseph Joffo, pubblicato nel 1973, esisteva già una versione cinematografica diretta da Jacques Doillon nel 1975. Ha senso più di 40 anni dopo farne un film oggi? Ha ancora senso fare film sulla persecuzione degli ebrei? Non e’ stato oramai detto tutto, e di più? Ad annusare i venti che spirano, si direbbe di si. Si mette sempre più, e da più parti, in discussione l’idea di Unione Europea. Dimenticando (in modo scelleratamente miope) che i paesi europei si sono scannati per oltre 2.000 anni, ininterrottamente, fino a quando alcuni saggi hanno detto : basta! Facciamo una unione per i membri della quale e’ vietato farsi guerra a vicenda. Dopo duemila anni di guerre continue, per la prima volta nella storia, da oltre 70 anni, i paesi europei non subiscono la tragedia della guerra. Ricordate “Joyeux Noel” di Christian Carion (2005)? C’era una scena agghiacciante. Quella di un parroco che arringa i giovani soldati prima di andare al fronte. E spiega loro che i nemici non appartengono al genere umano. E che vanno quindi sterminati come maiali o capretti. E’ proprio questa la madre delle guerre. L’odio razziale, religioso, etnico, che porta a disconoscere i comuni segni di umanità dell’altro, del diverso. Ed ecco che la storia ci ricorda i vari genocidi : ebrei, armeni, hazara dell’Afghanistan, uiguri cinesi, ecc. Quindi la risposta alla domanda se e’ ancora utile fare film sull’olocausto e’ : certamente si. Christian Duguay, canadese, ha la giusta distanza dai fatti e dai luoghi per raccontare con occhio obiettivo. Ma non distaccato. Mette la macchina da presa bassa. Perché ci vuole immergere nella storia con il punto di vista dei bambini protagonisti. E costruisce un film palpitante. Coinvolgente. Urgente ed indispensabile. Un monito per le giovani generazioni. Specie per quelle (imbecillamente) negazioniste.  

VALUTAZIONE SINTETICA : 8

 

 

REF N. 299/2018  

Il banchiere anarchico

ITALIA - 2018

Alla fine di una cena nel suo disadorno palazzo blindato, un potentissimo banchiere celebra frugalmente il suo compleanno. La ricorrenza si fa occasione per soddisfare le curiosità dell'unico commensale (e forse unico amico) riguardanti la sua misteriosa ma irresistibile ascesa verso un'enorme ricchezza. Figlio del popolo, il banchiere sostiene che quel suo impero economico trae origine da una volontà di lotta sociale evoluta, che va condotta in solitudine, ma non per questo meno radicale dell'ideologia di quelli che si professano anarchici duri e puri. Sostiene il banchiere che l'atto dell'isolarsi è l'unico modo per condurre una vera vita rivoluzionaria, per una militanza politica superiore a quella dei suoi vecchi compagni di ribellione che lui oggi apostrofa come "le puttane della dottrina libertaria". L'uomo stordisce l'ospite con una colta esposizione sofistica intrisa di idee incendiarie contro le ingiustizie della borghesia e di denunce feroci nei confronti della strapotenza del veleno mortale che mina dall'interno la nostra libertà: il denaro. Denaro che il banchiere ha incamerato senza scrupoli e senza regole. Per essere libero, sostiene. Senza vergogna.

CAST

  • Regia:

Giulio Base

  • Attori:

Giulio Base

- Il banchiere,

Paolo Fosso 

- Un amico

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018) NELLA SEZIONE 'SCONFINI'.

Cerca nel cinedatabase

Durata

82'

Colore

C

Genere

DRAMMATICO

Specifiche tecniche

(1:2.35), RED EPIC, D-CINEMA

Tratto da

romanzo "O banqueiro anarquista" di Fernando Pessoa

Produzione

TIZIANA ROCCA, EMANUELE NESPECA PER AGNUS DEI CON RAI CINEMA, SOLARIA FILM, ALBERT TEAM GROUP

Distribuzione

SUN FILM GROUP

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Del romanzo "O banqueiro anarquista" di Fernando Pessoa, scritto 73 anni fa, ma di una attualità sconvolgente. Il 54-enne torinese Giulio Base ha sognato di fare l’attore sin dalla tenera infanzia, quando suo padre vendeva i pop corn nei cinema. Debutta a teatro alleta di 15 anni, ed a 18 va a studiare con Vittorio Gassman alla Bottega di Firenze. Appare sul grande schermo  in "Caro diario" di Nanni Moretti, in "Il Macellaio" di Aurelio Grimaldi, nella "Lingua del santo" di Carlo Mazzacurati. La sua opera prima da regista nel 1991 con "Crack" che vince il premio per la migliore opera prima al festival di San Sebastian. Seguono, nel 1992 "Lest" primo capitolo di una tetralogia che comprenderà anche l'ovest, il nord e il sud, nel 1994 "Poliziotti", nel 96 "Lovest", vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria ad Annecy, nel 1999 "La bomba" . Dopo molta tv, ritorna al cinema con questo film, molto particolare. Trasposizione per il grande schermo di unopera di schietta impostazione teatrale, già portata in teatro in gioventù dallo stesso Giulio Base, anche in quella occasione con lo stesso partner del film, Paolo Fosso. Si prende il lusso del teatro di posa. Un unico grande ambiente, senza confini. Arredato in modo spartano, in cui tutto e immerso in un buio denso. Squarciato da squarci di luce ad inquadrare le azioni. Campi lunghi e lunghissimi. I primi piani arrivano solo dopo unora di film. Impianto solo apparentemente teatrale. Ma qui siamo di fronte ad una esercitazione di cinema puro. Purissimo. Quasi al confine con lo sperimentalismo. Con uno stile originalissimo. Imperdibile per i palati fini.

Curiosità : ho chiesto al regista : “Giulio, vorrei tentare di tornare all’aspetto stilistico. Che e’ importante, perché riesce a combattere, con carrelli, zoom, dolly, riprese circolari, ecc,  quello che potrebbe essere il rischio della noia di due soli attori in un unico ambiente. Il film comincia in bianco e nero, poi si accende nel colore con il fiammifero che accende il sigaro. E poi torna il bianco e nero, con la elegante candela nera della torta, sempre con la fiamma. Con una struttura circolare che ritorna all’inizio con una forma quasi palindroma. Perché?”. Questa la risposta di Giulio Base : “ una risposta che non ho mai dato e che oggi do. Pessoa era uno studioso dell’esoterismo era un Rosa Croce massone. In tutti i riti lo fuoco e’ la iniziazione del rito. Mi sembrava di dare un segno. Un messaggio esoterico. L’amico gli parla. E lui gli chiede se vuole aprire veramente gli occhi. Nei riti si toglie il velo. Rivelare e’ velare un’altra volta. Nell’anello c’e’ una rosa che in mezzo ha una croce. Sono messaggi a cui Pessoa era interessato. Mi e’ sembrato importane dare un cambiamento . All’inizio del rito, fino alla fine del rito. Se il banchiere e’ già iniziato, l’amico viene iniziato. E conclude alla iniziazione e torna  all’inizio, al palindromo che dicevi”.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

 

 

REF N. 300/2018 

Oltre la nebbia - Il mistero di Rainer Merz

ITALIA, SVIZZERA - 2017

Una settimana prima di Pasqua un grande attore scompare dal set dove si stava girando un film storico da lui voluto. Un detective viene discretamente incaricato di indagare sulla sua sorte. Una sensazione strana avvolge il detective fino dalle prime battute dell'inchiesta. Prova infatti l'inquietante percezione di essere in qualche modo coinvolto nelle vicende trascorse dello scomparso, il quale viveva in una ex fabbrica di cioccolato dove anni prima una bambina era morta in circostanze misteriose nell'adiacente cascata. Diversi segni esoterici suggeriscono che un mondo oscuro avvolge il mistero.
Il tentativo dell'Uomo, nella spasmodica brama di onnipotenza, si scontra con la fiera reazione della Natura (la Donna), per nulla disposta ad accettarne il dominio.

CAST

  • Regia:

Giuseppe Varlotta 

  • Attori:

Pippo Delbono

- Investigatore Andreasi,

Corinne Clery

- Rosa Carlini,

Cosimo Cinieri

- Rainer Merz,

Vincent Nemeth

- Armand Rubino,

Frédéric Moulin

- Nicolo Bonfiglio,

Luca Lionello

- Stanley,

Stephanie Capetanides

- Corinne,

Giovanni Capalbo

- William Barrett,

Chiara Dello Iacovo

- Celine,

Stefano Annoni

- Dorian,

Cosetta Turco

- Moglie di Andreasi,

Nicolò Amos Varlotta

- Rainer Merz (bambino)

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE KABIRIA, KIRA FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON CASSA DI RISPARMIO DI ASTI, FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI ASTI, IN COLLABORAZIONE CON FIP - FILM INVESTIMENTI PIEMONTE, CON IL CONTRIBUTO DI FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TORINO, TICINO FILM COMMISSION, CON IL SOSTEGNO DELLA CITTÀ DI BELLINZONA, CON IL CONTRIBUTO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO / FONDO SWISSLOS, IN ASSOCIAZIONE CON AGRICULT, CON IL PATROCINIO DELLA FONDAZIONE LA FABBRICA DEL CIOCCOLATO, CON IL SOSTEGNO DI FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.

Durata

86'

Colore

C

Genere

DRAMMATICO

Specifiche tecniche

(1:1.85), DCP

Produzione

IRMGARD MARIA LINTZEN, GIOVANNI CASELLA PIAZZA (COME GIOVANNI CASELLA), GIUSEPPE VARLOTTA PER KABIRIA FILMS, IN COPRODUZIONE CON ASSOCIAZIONE REC

Distribuzione

PFA FILMS

Data uscita

4 ottobre 2018

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Giuseppe Varlotta, astigiano, è un personaggio di grande spessore. Laureato presso il Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura con la tesi 'Il paesaggio architettonico nel cinema di Mario Monicelli, visto attraverso la finestra di montaggio: lo spazio architettonico attraverso il cinema' [gennaio 2003]. La sua folgorazione per il cinema avviene però molto prima, all’asilo, quando accanto a quella che sarebbe divenuta la sua compagna di vita, vide “Passaggio In India”. Nel ’98, forse l’incontro della vita, al festival del nuovo Cinema di Pesaro, con il grande Mario Monicelli, al quale propone la presidenza della giuria del Festival de vino ad Asti. Monicelli adotta Varlotta come un nipote e ne diventa mentore. Nello stesso anno, bocciato ad un esame all’Università, e con tre mesi liberi davanti, gira il suo primo corto, “Il bacio”. Nel 2003 fonda la associazione culturale Kabiria (in omaggio al celebre film “Cabiria”, del 1914, di Giovanni Pastrone, uno dei padri della cinematografia italiana, a sua volta nato ad Asti, nel 1882). Kabiria produrrà tutti i film successivi di Varlotta (a cominciare dal notevole e pluripremiato corto “Nanà”, del 2004, nel quale appare come attore Mario Monicelli, oltre a Felice Andreasi, Bebo Storti, ed altri, ed a  “Zoè” è un film in cui l’aspetto onirico si potrebbe definire preponderante). E ritroviamo il sogno anche in questo film. Più maturo e strutturato di quelli precedenti. Con echi e sentori del Kubrick di “Shining”  (la fabbrica di cioccolato in Svizzera ricorda l'Overlook Hotel del romanzo di Stephen King) e del Linch di “Twin Peaks”. Con una parte esoterica, in cui si assiste al gioco ed allo scontro del bene e del male, che riecheggia ed omaggia il Polanski di “Rosemary Baby”. E si ritrova anche l’aspetto magico ed affascinante della poetica di Varlotta. Un film fuori dagli schemi. Coraggioso. Da sostenere ed incoraggiare.

Curiosità : ho chiesto al regista : Giuseppe, dicono che i grandi registi fanno sempre lo stesso film. Rispetto a Nana’ e Zoe’ apparentemente questo film sembra moto diverso. Ma ti chiederei quanto dei tuoi film precedenti c’e’ in questo film. Io vedo un fil rouge, del sogno, della magia. Una curiosità’ : hai dato al protagonista il nome di Andreasi, e’ un omaggio a Felice Andreasi protagonista in tuoi film? E protagonista dei tuoi sogni ispiratori? E poi lo stesso cognome di una Andreasi che fatto quadri apparsi nei tuoi film? L’ultima curiosità. Questa versione del film e’diversa da quella che mi avevo mandato più di un anno fa? “. Questa la risposta di Varlotta : “si, effettivamente mantengo una mia visione un modo di lavorare attraverso la storia. Ognuno di noi racconta una storia. Non e’ un film di genere. E’ un film drammatico. Ha sempre un legame con quello che ho fatto prima, vedi Zoe’ , Nana’ e  vedi questo e pensi che il regista sia lo stesso,  per me e’ fondamentale. Arrivando da una famiglia talmente umile, vivevo in un quartiere molto polare ad Asti, non ci volevo stare. Facevo il liceo artistico e chiesi al preside di darmi le chiavi perché volevo stare a scuola e tornavo a casa  a mezzanotte. L’arte mi ha salvato la vita. La citazione ad Andreasi e’ effettivamente un omaggio. Questa versione e’ piuttosto cambiata rispetto al premontato che ti avevo mandato. Abbiamo curato il montaggio e tanti aspetti”.

VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

 

 

REF N. 301/2018

L'Uomo che uccise Don Chisciotte

The Man Who Killed Don Quixote

SPAGNA, PORTOGALLO, FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 2018

Toby, cinico regista pubblicitario, si ritrova intrappolato nelle bizzarre illusioni di un vecchio calzolaio spagnolo che crede di essere Don Chisciotte. Nel corso delle loro avventure comiche e sempre più surreali, Toby è costretto ad affrontare le tragiche ripercussioni del film realizzato quando era un giovane idealista, che ha inciso in modo indelebile sulle aspettative e sui sogni di un piccolo villaggio spagnolo. Riuscirà Toby a farsi perdonare e a ritrovare la sua umanità? Riuscirà Don Chisciotte a sopravvivere alla sua follia e a salvarsi dalla morte che incombe? Riuscirà l'amore a trionfare su tutto?

CAST

  • Regia:

Terry Gilliam

  • Attori:

PERSONAGGI

INTERPRETI

DOPPIATORI

TOBY GRISONI

Adam Driver

ANDREA METE

JAVIER 'DON CHISCIOTTE'

Jonathan Pryce

FRANCO ZUCCA

ANGELICA

Joana Ribeiro

VALENTINA FAVAZZA

IL CAPO

Stellan Skarsgård

RODOLFO BIANCHI

JACQUI

Olga Kurylenko

DOMITILLA D'AMICO

RUPERT

Jason Watkins

FRANCO MANNELLA

GITANO

Óscar Jaenada

RICCARDO SCARAFONI

FATTORE

Sergi López

PAOLO MARCHESE

MOGLIE DEL FATTORE

Rossy de Palma

 

ALEXEI MIISKIN

Jordi Mollà

CHRISTIAN IANSANTE

MELISSA

Paloma Bloyd

BENEDETTA DEGLI INNOCENTI

DOROTHEA

Eva Basteiro-Bertoli

 

DON CHISCIOTTE (PUBBLICITA')

José Luis Ferrer

ENNIO COLTORTI

RAOUL

 

STEFANO ALESSANDRONI

ANZIANA

 

CRISTINA NOCI

PRODUTTORE

 

ROBERTO CERTOMA'

GUARDIA CIVIL

 

ALESSANDRO BUDRONI

NOTE

- FILM DI CHIUSURA, FUORI CONCORSO, AL 71. FESTIVAL DI CANNES (2018).

Durata

132'

Colore

C

Genere

COMMEDIA, FANTASY, AVVENTURA

Produzione

GRÉGOIRE MELIN, SÉBASTIEN DELLOYE PER TORNASOL FILMS, ALACRAN PICTURES, ENTRE CHIEN ET LOUP, EURIMAGES

Distribuzione

M2 PICTURES

Data uscita

27 settembre 2018

 VALUTAZIONE MINIMA CRITICA DI CATELLO MASULLO : Il 78-enne statunistense di Minneapolis (Minnesota) Terry Gilliam, dopo il trasferimento in Gran Bretagna per evitare l'arruolamento nella guerra del Vietnam, entra a far parte del gruppo teatrale Monty Python - Graham Chapman, John Cleese, Michael Palin, Terry Jones ed Eric Idle – con il quale, come regista, insieme al collega Terry Jones ha diretto "Monty Python" (1974), e come attore ha partecipato a "Brian di Nazareth" (1979) ed a "Monty Python: il senso della vita" (1983). Ha poi cominciato la sua carriera di regista in proprio con "Brazil" (1985), "La leggenda del re pescatore", (91 , Leone d'argento al Festival di Venezia per la miglior regia e nomination al Golden Globe, sempre per la Miglior Regia),  "L'esercito delle dodici scimmie" (95) , "Paura e delirio a Las Vegas" (98) . Sara ricordato per le disavventure produttive dei suoi film. Come per  "Le avventure del Barone di Munchausen" del 1988, un film dal budget stratosferico che si è rivelato un flop al botteghino), oppure per i vari tentativi di produrre questo film. Nel 2002 è protagonista del documentario "Lost In La Mancha - Ovvero la mancata realizzazione di don Quixote", in cui vengono raccontate le peripezie produttive e le sfortunate vicende del cast tecnico e artistico del suo progetto "The Man Who Killed Don Quixote", un film mai portato sugli schermi. Dopo "I fratelli Grimm e l'incantevole strega" e "Tideland - Il mondo capovolto" (entrambi del 2005), Gilliam si imbarca in un altro progetto penalizzato da una serie di sventure produttive: "Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo". Nel 2013 porta al Festival di Venezia "The Zero Theorem - Tutto è vanità". Ma chi la dura la vince. Dopo decenni di tentativi, finalmente questo “L'Uomo che uccise Don Chisciotte” vede la luce del grande schermo. Con la metà del budget di quello che aveva cominciato a girare con Jean Rochefort nei panni di Don Chisciotte e Johnny Depp in quelli di Sancio Panza. Ma con la stessa carica di visionarietà, inventiva, genialità. Con scene da antologia, come quella di Sancio Panza che scansa i sottotitoli con la mano e switcha tutto all’inglese, mandano alle ortiche i purismi che mettono barriere tra il film ed il pubblico. Interpretazioni superlative. Non sense a mani basse. Un piacere estetico e cinefilo. Da non perdere.

VALUTAZIONE SINTETICA : 8

 

 

 
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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
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