Valutazioni critiche minime di Catello Masullo su 86 film PDF Stampa E-mail

75-esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia 2018

Valutazioni critiche minime di Catello Masullo, giorno per giorno

 

Martedì 28 agosto 2018

     

  1. REF N. 206/2018
  2.  

    21:00 SALA DARSENA

         

      1. PREAPERTURA - INVITI IN COLLABORAZIONE CON I QUOTIDIANI VENEZIANI
      2.  

         

      3. LA PROIEZIONE SARÀ SONORIZZATA CON LA MUSICA ORIGINALE DEL MAESTRO ADMIR SHKURTAJ COMMISSIONATA DALLA BIENNALE DI VENEZIA, ESEGUITA DAL VIVO DAL MESIMÈR ENSEMBLE
      4.  

         

      5. VENEZIA CLASSICI
      6.  

         

      7. DER GOLEM, WIE ER IN DIE WELT KAM (IL GOLEM - COME VENNE AL MONDO o BUG, L’UOMO D’ARGILLA) di Paul WEGENER (Germania, 76’, intertitoli tedesco s/t italiano/inglese)
      8.  

    L’anno scorso la pre-apertura della 74-esima Mostra ha visto la eccezionale proiezione di ROSITA (1923) di Ernst Lubitsch (Usa, 97’, intertitoli inglese s/t italiano), il primo film americano del grande genio del cinema Ernst Lubitsch, del 1923, con una partitura musicale ritrovata a New York e rieditata dalla musicologa Gillian Anderson, chiamata a dirigere la Mitteleuropa Orchestra , per un prestigioso ed unico commento dal vivo del film. Davvero straordinario. Questo anno la Mostra non ha voluto essere da meno. Ed ha riproposto un altro classico dell’epoca del muto, il Golem, mitica statua di argilla della tradizione ebraica cui dà vita Rabbi Loew nel 16esimo secolo a Praga per difendere il ghetto dalla persecuzione, che preconizza la creatura artificiale che si ribella al proprio creatore. Un tema che si ritrova nella cinematografia dei mostri e dei robot degli anni successivi. Il film anticipa anche il tema del mostro e della bambina, nonché della bella e la bestia. Un film archetipico. Capolavoro assoluto ed imprescindibile. Impreziosito da un inedito commento musicale dal vivo. Questa volta composto per l’occasione. Musica d’autore. Del maestro Admir Shkurtaj. Che mi e’ apparso , però un po’ invasivo. A volte predominante rispetto alle immagini. Peccato. Comunque, una imperdibile occasione.

     

    VALUTAZIONE SINTETICA : 8

     

    29 agosto 2017

     

     

  3. REF N. 207/2018
  4.  

         

      1. FIRST MAN di Damien CHAZELLE (USA, 138’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Ryan Gosling, Jason Clarke, Claire Foy
      2.  

         

      3. Nei film epici e di frontiera, in cui un uomo intrepido supera i confini di quanto sino allora tentato dagli esseri umani, gli americani sono imbattibili. Non fa eccezione questo First Man. D’altra parte cosa ci poteva essere di più archetipico per questo genere del primo uomo che ha mette piede sulla luna? Il giovane franco-canadese Damien Chazelle, che vive negli USA, dopo i successi planetari di "Wiplash" e di "La la land" costruisce un altro grande film. In cui non sbaglia quasi nulla. Senza farsi mancare i toni epici e spettacolari, ci fa conoscere il privato dell’uomo, piuttosto che il lato pubblico dell’eroe americano. Ricostruito con una minuzia incredibile, il film traspira credibilità da tutti i pori. Un lavoro straordinario sui rumori, ottenuti usando gli stessi originali scafandri e tutte spaziali indossate dai reali protagonisti, per ottenere i medesimi respiri. Immerge gli spettatori negli ambienti ristretti e claustrofobici che hanno visto materializzarsi la eccezionale avventura, esemplificata dalla celeberrima battuta di Neil Armostrong sulla scaletta del Lem, prima di poggiare il piede sul suolo lunare : "un piccolo passo per un uomo, un balzo enorme per la umanità!". Da non perdere.
      4.  

    VALUTAZIONE SINTETICA : 8

     

     

  5. REF N. 208/2018
  6.  

    16:00 SALA DARSENA

         

      1. ORIZZONTI - FILM DI APERTURA
      2.  

         

      3. SULLA MIA PELLE di Alessio CREMONINI (Italia, 100’, v.o. italiano s/t inglese) con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora, Milvia Marigliano
      4.  

         

      5. La vicenda di Stefano Cucchi e’ tutt’altro che conclusa. Il processo e’ ancora in corso. Ma Alessio Cremonini ha sentito l’urgenza di raccontare la settimana di incredibile e dolorosa agonia di questo ragazzo. Un racconto rigoroso. Che non concede nulla al voyeurismo. Senza una scena di violenza. Un film che lavora sulla sottrazione. Sulla enorme eloquenza del non detto, che , nel caso di specie pesa come un macigno. Un film che rasenta la perfezione. Sempre credibile. Documentassimo. Si basa sullo studio dettagliato delle oltre diecimila pagine degli atti giudiziari. Sulle testimonianze di amici, parenti, detenuti. La migliore interpretazione di sempre di Alessandro Borghi. Che si e’ scarnificato per entrare nel personaggio. Perdendo 18 chili, e con loro il buon umore e la socievolezza. Ancora una grande prova drammatica di Max Tortora. Sempre impeccabile Jasmine trinca. Da non perdere.
      6.  

    VALUTAZIONE SINTETICA : 8

     

    30 agosto 2017

     

     

  7. REF N. 209/2018
  8.  

    16:00 SALA DARSENA

         

      1. VENEZIA 75
      2.  

         

      3. THE MOUNTAIN di Rick ALVERSON (USA, 106’, v.o. inglese/francese s/t italiano/inglese) con Tye Sheridan, Jeff Goldblum, Hannah Gross, Denis Lavant, Udo Kier – V.M. 14*
      4.  

         

      5. Film originale. Fuori del coro. Realizzato con una estetica programmaticamente disturbante. In modo da lasciare un segno nello spettatore, che permanga per giorni e provochi una riflessione. Giocato in sottrazione. Film rigoroso ed antispettacolare. Non passa inosservato. Dotato di potenti metafore che, prendendo lo spunto da pratiche mediche aberranti degli anni ’40 e ’50 (vietate in alcuni stati USa solo negli anni ’70), assurgono a significati di scottante attualità.
      6.  

    VALUTAZIONE SINTETICA : 7

     

     

  9. REF N. 210/2018
  10.  

    16:00 SALA DARSENA

         

      1. FUORI CONCORSO –CANDIDATO AL PREMIO DI CRITICA SOCIALE – SORRISO DIVERSO VENEZIA 2018
      2.  

         

      3. ISIS, TOMORROW. THE LOST SOULS OF MOSUL di Francesca MANNOCCHI, Alessio ROMENZI (Italia, Germania, 80’, v.o. arabo s/t italiano/inglese)..... (SEGUE)

 

 

  • Straordinario documento della guerra di liberazione dal dominio dell’Isis, della citta’ di Mosul, nel nord dell’Iraq. Girato in 16 mesi, con un a decina di missioni nei luoghi della guerra. Un film che ci mostra, forse per la prima volta, il punto di vista degli affiliati al Califfato. Con rispetto e con precisione. Sottolineando la necessità, negata, di riconoscere diritti umani elementari anche per i parenti dei guerriglieri islamici. Da non perdere.
  •  

     

  • Curiosità : ho chiesto : "il film si sforza di non giudicare, ma solo di raccontare. Anche se, Francesca, hai appena usato per due volte il termine "colpevoli", per riferirti agli affiliati Isis, con un implicito giudizio. Nel raccontare il punto di vista degli affiliati ad Isis, siete riusciti a intuire le vere motivazioni della scelta? Al di là di quelli religiosi? Si tratta forse della percezione degli attacchi dal cielo da parte degli occidentali come di veri e propri atti di terrorismo da ripagare con uguale moneta? ". Questa la risposta di Francesca Mannocchi, una dei registi : " dicevo colpevoli per la percezione comune in Iraq. Questa distinzione esiste solo sulla carta. Mosul e’ una città non occupata militarmente. Ha accolto ed aderito al progetto Isis nel 2014. Con mille zone d’ombra e mille sfumature. I sodati irakeni a presidio della città erano inferiori al convoglio Isis entrato in città ed hanno abbandonato tutto. Come viene percepito l’attacco aereo. Come sproporzionato nella misura e nella forza. USA ha speso 14 milioni al giorno per la guerra al terrorismo. Ha parlato di guerra di annientamento del stato islamico. In una conferma in Qatar, le comunità internazionali hanno detto che : non siamo costruttori di paesi. Non e’ nella nostra responsabilità’. Le bombe hanno raso al suolo mezza città. A maggio tiravano ancora fuori i cadaveri. Non si sa ancora quante siano le vittime civili."
  •  

       

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      1. REF N. 211/2018
      2.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. ROMA di Alfonso CUARÓN (Messico, 135’, v.o. spagnolo/mixteco s/t italiano/inglese) con Yalitza Aparicio, Marina de Tavira, Marco Graf, Daniela Demesa, Carlos Peralta, Nancy García
          4.  

             

          5. Uno spaccato della borghesia messicana degli anni ’70. Un film largamente auto-biografico, in cui Alfonso Cuaron ha fatto praticamente tutto : sceneggiatura, regia, direzione della fotografia, montaggio e produzione. Non si può dire non sia un film d’autore. Realizzato in un preciso e nitido bianco e nero, in formato quadrato. Con due protagoniste native non professioniste. Senza mai far leggere la sceneggiatura agli attori. Costruendo il film giorno per giorno. Cogliendo sempre una grande spontaneità’. Una conferma del buon momento del cinema messicano.
          6.  

             

          7. Curiosità : Roma e’ il nome di un quartiere borghese di Città del Messico.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

         

      3. REF N. 212/2018
      4.  

        14:00 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. EROM (STRIPPED) di Yaron SHANI (Israele, Germania, 119’, v.o. ebraico s/t italiano/inglese) con Laliv Sivan, Bar Gottfried – V.M. 14*
          4.  

             

          5. Film sperimentale dell’israeliano Yaron Shani. Che ha accumulato tanto di quel materiale filmato da indurlo a dividere in tre il film stesso, in una trilogia dedicata all’amore.
          6.  

             

          7. Curiosità : ho chiesto al regista : "ci sono due frasi, una e’ il titolo di un libro, scuoti le sbarre della gabbia. Ed un’altra scritta su uno specchio : non ho mai amato così prima d’ora. Cosa raccontano del messaggio del film? ". Questa la risposta del regista : "si, il libro di Alice che e’ scuotere le sbarre della gabbia un invito per se stessa. Il significato della vita. Se siamo fermi siamo morti. Dobbiamo andar e verso i nostri limiti. Le domande che ci dobbiamo fare : Chi sono? Chi posso essere? Siamo i nostri peggiori nemici. Scuotere le sbarre della gabbia rappresenta il liberarsi da noi stessi. E l’altra frase non ha mai amato così ci dice con l’amore e la depressione che fa perdere il controllo e permette ad altro di entrare. La trilogia e il film dell’amore. Capire un sentimento così complesso ed ambivalente come quello dell’amore".
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5/7

         

         

      5. REF N. 213/2018
      6.  

        17:15 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. L’ENKAS di Sarah MARX (Francia, 85’, v.o. francese s/t italiano/inglese) con Sandor Funtek, Sandrine Bonnaire, Virginie Acariès, Alexis Manenti
          4.  

             

          5. Opera di esordio alla regia della giovane Sara Marx, la quale con soli 800.000 euro e 5 settimane e mezza di riprese realizza un film che sbarca al Lido, nella prestigiosa selezione di Orizzonti. Un film di formazione, di un ragazzo che ha la necessità di passare alla età adulta e diventare genitore accidente della madre gravemente malata di depressione. Deriva da un precedente documentario fatto nelle carceri ed un successivo laboratorio di improvvisazione teatrale. Esordio più che promettente.
          6.  

             

          7. Curiosità : "Encas", in francese e’ l’equivalente di "snak", qualcosa da mettere sotto i denti.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

        31 agosto 2017

         

         

      7. REF N. 214/2018
      8.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. A STAR IS BORN di Bradley COOPER (USA, 135’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Lady Gaga, Bradley Cooper, Andrew Dice Clay, Dave Chappelle, Sam Elliott
          4.  

             

          5. Doppio esordio in questo film, quello del pluripremiato attore Bradley Cooper alla regia, e quello della super star pop Lady Gaga come attrice. Siamo al terzo remake del film "È nata una stella", diretto nel 1937 da William A. Wellman, dopo il musical del 1954 e il musical rock del 1976. Questo film e’ un vero turbinio di emozioni. Una storia d’amore trascinante e disperata. Con straordinarie performance musicali, scritte ed interpretate dagli stessi Bradley Cooper e Lady Gaga. Grande chimica tra i due, che, entrambi, bucano lo schermo. Diffidate dei critici cinematografici "duri e puri", che hanno da tempo anestetizzato i loro sentimenti, e, per questo, sono intenti a demolire tutti i film che "osano" toccare le corde dell’anima. . Questo e’ un grande, commovente, emozionante ed imperdibile film.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 9

         

         

      9. REF N. 215/2018
      10.  

             

          1. FUORI CONCORSO – EVENTO SPECIALE
          2.  

             

          3. THE OTHER SIDE OF THE WIND di Orson WELLES (USA, 122’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con John Huston, Oja Kodar, Peter Bogdanovich, Susan Strasberg, Norman Foster
          4.  

        Davvero un bel colpo quello della 75-esima Mostra di Venezia nell’essersi aggiudicata la anteprima mondiale dell’ultimo inedito film di Orson Welles. Icona intramontabile e mitica della storia del cinema. Un film sofferto. Girato, a più riprese, nel corso di oltre 6 anni tra il 1970 e il 1976, insieme a registi ed amici quali Peter Bogdanovich, John Huston, Norman Foster, Susan Strasberg, Oja Kodar e Joseph McBride. E mai concluso per la prematura scomparsa del grande maestro. Il film che viene proposto oggi e’ un tentativo di dare vita alla sua ultima provocazione, che racconta la storia dell'ultima notte di un vecchio regista, J.J. "Jake" Hannaford, ormai in via di "dismissione", che sta per girare un film a basso costo, pieno di nudi, estremista, sorta di meditazione sull'arte e il mestiere del cinema. Prima della sua morte, avvenuta nel 1985, Welles riuscì a montarne solo 45 minuti, ma oltre mille pizze, rimasero bloccate a Parigi per conflitti tra i titolari dei diritti di proprietà, tra i quali la figlia Beatrice e la compagna di Welles, Oja Kodar. Il regista Peter Bogdanovich, al quale Welles si rivolse chiedendogli di finirlo nel caso gli "dovesse succedere qualcosa", dichiarò che stava tentando di terminarlo allo scopo di presentarlo al Festival di Cannes nel 2010, ma la situazione si sblocca solo nell'ottobre del 2014 quando viene annunciata la possibile uscita in occasione del centenario della nascita del regista, il 6 maggio 2015.

        Finalmente nel 2017 Netflix ha acquistato i diritti per la distribuzione del film. Il film e’ a tratti fascinoso. Spesso corrosivo, sembra prendersi gioco della macchina Hollywoodiana. Un film d’autore a tutto tondo. Certamente ancora incompleto e diseguale. Ma impedibile per ogni cinefilo.

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      11. REF N. 216/2018
      12.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. DOUBLES VIES di Olivier ASSAYAS (Francia, 107’, v.o. francese s/t italiano/inglese) con Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Christa Théret, Pascal Greggory
          4.  

             

          5. Mai banale Olivier Assayas. Costruisce un film, forse un po’ verboso, ma sempre intellettualmente stimolante, fino ad essere s a tratti strepitoso ed irresistibile. Peccato fatichi un po’ a trovare il finale.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5

         

         

      13. REF N. 217/2018
      14.  

        14:00 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. SEGUE Q&A DOPO LA PROIEZIONE
          4.  

             

          5. DESLEMBRO di Flavia CASTRO (Brasile, Francia, Qatar, 105’, v.o. portoghese/francese/spagnolo s/t italiano/inglese) con Jeanne Boudier, Hugo Abranches, Arthur Vieira Raynaud, Sara Antunes, Eliane Giardini
          6.  

             

          7. Una rappresentazione sofferta della memoria, attraverso il racconto di una storia degli anni di piombo tra Brasile e Cile degli anni ’70. La regista Flavia Castro pesca nelle sue memorie di adolescente. Ma solo come spunto per costruire una storia intima, con una mirabile analisi dei caratteri. E che può contare su una straordinaria 15-enne franco/brasiliana al suo esordio sul grande schermo.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      15. REF N. 218/2018
      16.  

        16:30 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. SEGUE Q&A DOPO LA PROIEZIONE
          4.  

             

          5. AMANDA di MIkhaël HERS (Francia, 107’, v.o. francese s/t italiano/inglese) con Vincent Lacoste, Isaure Multrier, Stacy Martin, Ophélia Kolb, Marianne Basler, Jonathan Cohen, Greta Scacchi
          6.  

             

          7. Un tragico romanzo di formazione di un ragazzo operoso e multitasking che, si trova a doversi prendere cura della nipote di 7 anni. Con una mirabile costruzione del senso di paternità, che cresce di pari passo con la conquista della fiducia di tutte le donne che sono in relazione con lui. Impeccabile il giovane Vincent Lacoste, ma gli ruba la scena la sorprendente e strepitosa piccolissima Isaure Multrier, per nulla intimidita a prendere il microfono e parlare in una sala da 1340 posti la Lido di Venezia.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

        1 Settembre 2017

         

         

      17. REF N. 219/2018
      18.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. SUSPIRIA di Luca GUADAGNINO (Italia, 152’, v.o. inglese/tedesco/francese s/t italiano/inglese) con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Chloë Grace Moretz – V.M. 14*
          4.  

             

          5. Vi ricordate il celeberrimo "Suspiria" di Dario Argento (scritto con Daria Nicolodi)?. Bene. Questo film di Luca Guadagnino e’ un’altra cosa. Quello di Argento faceva paura. Questo no. Al solito Guadagnino conferma una capacità’ di messa in scena formidabile, anche se con tendenza al calligrafismo, piuttosto che la film che faccia vibrare le corde dell’anima. Inoltre nella (eccessivamente lunga) scena clou del finale, tra l’orgiastico/demoniaco e lo splatter, un po’ più di misura, avrebbe giovato. Infine mi piacerebbe ricordare a Guadagnino che Alfred Hitchcock, uno che di cinema se ne intendeva, usava dire che la durata di un film non deve mai oltrepassare la capacità di ritenuta di una vescica umana. In verità il film di Guadagnino non e’ l’unico alla Mostra a non rispettare la regola di Hitchcock. Ce lo aveva anticipato il direttore Barbera nella conferenza stampa di presentazione del programma, a Luglio, a Roma. Mi era venuto, in quella occasione, l’impulso di fare una domanda tra l’impertinente ed il sarcastico e se cioè la Mostra per questo anno avesse previsto offerte speciali per una accoppiata accredito più catetere..., poi, per ragioni di buon gusto, mi sono astenuto dal farla.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      19. REF N. 220/2018
      20.  

        14:00 SALA PERLA

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA - [email protected] – EVENTO SPECIALE
          2.  

             

          3. SUGARLOVE di Laura LUCHETTI (Italia, 7', v.o. italiano s/t inglese) – film d’animazione
          4.  

             

          5. Strepitoso film di animazione a passo uno (stop motion). Romantico. Tenerissimo, imperdibile.
          6.  

         

        VALUTAZIONE SINTETICA : 9

         

         

      21. REF N. 221/2018
      22.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA – [email protected]
          2.  

             

          3. FINO ALLA FINE di Giovanni DOTA (Italia, 15', v.o. italiano/dialetto napoletano s/t italiano/inglese) con Lino Musella, Nello Mascia, Vincenzo Nemolato, Riccardo Maria Manera
          4.  

             

          5. Una vera rivelazione questo corto di camorra. Di una comicità irresistibile. Trovata geniale. Come la realizzazione.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 10

         

         

      23. REF N. 222/2018
      24.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA
          2.  

             

          3. CANDIDATO AL PREMIO DI CRITICA SOCIALE, SORRISO DIVERSO, VENEZIA 2018
          4.  

             

          5. SAREMO GIOVANI E BELLISSIMI di Letizia LAMARTIRE (Italia, 92', v.o. italiano s/t inglese) con Barbora Bobulova, Alessandro Piavani, Massimiliano Gallo, Federica Sabatini
          6.  

             

          7. Felice esordio alla regia di lungometraggio di Letizia Lamartire, che si era già distinta lo scorso anno, alla stessa Mostra di Venezia, con un fulminante cortometraggio. Costruzione sempre credibile della messa in scena. Interpreti di livello. Mirabile la costruzione dei personaggi, che affronta, con garbo, anche il tema sensibile di un rapporto madre/figlio con profili di patologia, fatto di gelosie, di interdipendenze, di esclusività’, ma anche d’amore.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      25. REF N. 223/2018
      26.  

        16:45 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. SEGUE Q&A DOPO LA PROIEZIONE
          4.  

             

          5. LA NOCHE DE 12 AÑOS di Álvaro BRECHNER (Spagna, Argentina, Uruguay, Francia, 123’, v.o. spagnolo s/t italiano/inglese) con Antonio de la Torre, Chino Darín, Alfonso Tort
          6.  

             

          7. Potentissimo questo film uruguagio. Che racconta un a storia poco conosciuta. Ma indispensabile, per il grande esempio di resilienza umana che e’ personificazione della speranza per il futuro del genere umano. Da non perdere.
          8.  

             

          9. Curiosità : ho chiesto al regista : "quanto e’aderente alla realtà quello che si e’ visto nel film? E’ stato visto dagli interessati? Quali reazioni? ". Questa la sua risposta : " la prima domanda e’ impossibile rispondere. Il percorso di sviluppo della scrittura e’ durato molti anni di ricerca e documentazione. Le persone con le quali abbiamo parlato di più tutti e tre gli ostaggi. Uno e’ morto l’anno scorso. Quando Mujica ha parlato con noi a detto questo e’ il materiale, ma questa e’ la vostra storia. Pensando alle speranze per il futuro. Mujica non ha ancora visto il film finito. Ha partecipato al montaggio. E’ cosciente che ci sono diversi punti di vista e moti punti di vista con i quali si può raccontare la storia. Ognuno di noi si documenta. Per molti anni. Avete visto 3 ostaggi. In realtà erano 9 divisi in tre gruppi. Questo e’ il nostro punto di vista.
          10.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5 /8

         

         

      27. REF N. 224/2018
      28.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. PETERLOO di Mike LEIGH (UK, USA, 154’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Rory Kinnear, Maxine Peake, Pearce Quigley, David Moorst, Rachel Finnegan, Tom Meredith
          4.  

             

          5. Mike Leigh e’ un riconosciuto maestro della scuola inglese di cinema, la migliore del mondo. Non sbaglia un film. E questo non fa eccezione. Una ricostruzione storica strepitosa. Che, per una volta, non si sofferma sui potenti e sui famosi dell’epoca (che ha sempre riguardato non più dell’1% del totale), ma sul modo di sentire, di vivere delle genti comuni. L’episodio storico e’ importante. Non tanto per la dimensione dell’eccidio (ce ne sono stati, statisticamente, di molto più gravi), ma perché, forse per la prima volta nella storia moderna, ha avuto una copertura di stampa inusuale. Ed ha provocato la fondazione di uno dei quotidiani più autorevoli di oltre Manica, The Guardian. Da non perdere.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5/8

         

         

      29. REF N. 225/2018
      30.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. AQUARELA di Victor KOSSAKOVSKY (UK, Germania, 89’, v.o. russo/inglese s/t inglese/italiano)
          4.  

             

          5. Viktor Kossakovsky e’ definito nel settore il "Rembrandt dei documentari". Questo non e’ dei suoi migliori. Ha inseguito l’acqua in tutto il mondo. Ma non con inedita originalità. La sequenza delle onde marine riprese da una barca a vela d’altura, sono, ad esempio viste più volte e la insistenza nel rappresentarla sconfina con il maggiore nemico del cinema, la noia. Inoltre la musica heavy metal che le commenta, sono invasive e disturbanti.
          6.  

             

          7. Curiosità : mi pare di aver riconosciuto nella sequenza finale la cascata idrica più alta del globo, "El Salto Angel", in Venezuela, nei pressi di Canaima, dove l’acqua salta di oltre mille metri e non arriva la solo, dato che l’attrito con l’aria la nebulizza totalmente.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

        2 Settembre 2017

         

         

      31. REF N. 226/2018
      32.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. THE SISTERS BROTHERS di Jacques AUDIARD (Francia, Belgio, Romania, Spagna, 120’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed
          4.  

             

          5. Quando un grande regista europeo si cimenta nel genere americano per elezione, come il western, raramente il risultato e’ banale. Non fa eccezione questo film del francese Jacques Audiard. Un film potente. Iconico. Di grande ironia. Curiosamente prodotto anche dai fratelli Dardenne.
          6.  

             

          7. Curiosita’, ho chiesto a regista ed attore protagonista : "Jacques, ti sei cimentato su un genere cinematografico che per decenni e’ stato monopolio del cinema americano. Poi in Europa qualche regista, come Sergio Leone, ha provato a rivisitare il genere con uno sguardo originale. Hai avuto qualche riferimento come ispirazione? A John invece vorrei invece chiedere che sapore aveva il ragno". Queste le risposte . Jacques Audiard : : "non so se ci sono stati riferimenti . Credo quello che ci ha influenzato di più e’ stato "la notte del cacciatore" con Charles Laughton. E’ più una fiaba. Non ho pensato a Leone. Forse "Missouri Break". Ma non c’erano riferimenti western. Nel western c’e’ una mitologia, il paesaggio, che non ho mai avuto, dato che sono europeo, oppure cosa si fa della violenza dei padri fondatori degli antenati". Reilly : ho capito di stare tranquillo quando ci sono ragni vicini a te. Non abbiamo ucciso nessun ragno. Comunque, domanda interessante.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 8

         

         

      33. REF N. 227/2018
      34.  

             

          1. FUORI CONCORSO – PROIEZIONI SPECIALI
          2.  

             

          3. L’AMICA GENIALE di Saverio COSTANZO (Italia, Belgio, 120’, v.o. dialetto napoletano s/t italiano/inglese) con Elisa Del Genio, Ludovica Nasti, Margherita Mazzucco, Gaia Girace
          4.  

             

          5. La Mostra di Venezia, a differenza del Festival di Cannes, nella selezione non ha fatto distinzione tra opere prodotte per la sala da quelle prodotte per le piattaforme tv, come Netflix o Hbo. Ed ha fatto bene. La Mostra si rivela sempre proiettata verso il futuro ed aperta alle novità. E’ ad esempio l’unico grande festival cinematografico ad aver dedicato una intera, importante sezione ai prodotti di Realtà Virtuale. Oggi i maggiori investimenti cinematografici sono concentrati sulle grande piattaforme. Ed e’ quindi normale che attirino i migliori registi, sceneggiatori, attori ed artisti dell’audiovisivo in genere. Singolare questa operazione di trasposizione in immagini in movimento della tetralogia di Elena Ferrante. Che e’oramai un best seller mondiale. Si tratta della prima serie prodotta da Hbo in lingua straniera (il napoletano, per la specie). La regia e’ affidata a Saverio Costanzo. Che trova due bimbe strabilianti come protagoniste. I primi due episodi visti al lido sono di eccellente qualità di messa in scena. Resta però una differenza dal cinema propriamente detto: i ritmi ed i tempi dilatati, tipici dei prodotti per la tv. Peccato.
          6.  

             

          7. Curiosita’ : i credits ci dicono che l’autrice dei romanzi dai quali la serie e’ ispirata, Elena Ferrante, ha collaborato anche alla sceneggiatura. Ma nessuno ha mai visto la Ferrante in carne ed ossa. Ed anche in questo caso, non si e’ fatta vedere. Ha collaborato, con puntualità, sempre solo per e.mail. La strategia, dal punto di vista commerciale, sta funzionando alla grande. Si sono fatte tante ipotesi. Qualcuno dice sia un uomo. Io azzardo la mia : Elena Ferrante non esiste. E’ solo un sofisticato programma di computer. Che sceglie le frasi e gli argomenti, tra miliardi di testi della rete, che meglio si avvicinano al gusto popolare. E che, quindi, fanno incassare di più. A giudicare dai risultati, vorrei essere il (furbo) proprietario di quel computer...
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5

         

         

      35. REF N. 228/2018
      36.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. CANDIDATO AL PREMIO DI CRITICA SOCIALE – SORRISO DIVERSO – VENEZIA 2018
          4.  

             

          5. WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? di Roberto MINERVINI (Italia, USA, Francia, 123’, v.o. inglese s/t italiano) con Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King, Kevin Goodman, The New Black Panthers Party for Self Defense
          6.  

             

          7. Roberto Minervini sta diventando un documentarista di culto. Con la sua fedelissima troupe ha già girato prima di questo 4 documentari di successo. Sempre con lo stesso approccio. Nessuna sceneggiatura precostituita. Film che si costruisce giorno per giorno, di istinto e di fiuto. Facendosi sorprendere dalla realtà. Molte ore di girato e lunga sessione di montaggio per estrarre le migliori e più significative sequenze. Questo format, però, trova difficoltà’ nel reperire finanziatori. Grazie alla sensibilità’ di Rai Cinema, che ha sposato la linea editoriale del cinema del reale, questo film arriva nel concorso del festival di cinema più importante. Film urgente ed imprescindibile. Sulla questione della discriminazione razziale alla quale sono da svariati decenni, ed ancora oggi, sottoposti gli afro-americani. Minervini in effetti andava in cerca di musica afro-americana. E poi il progetto e’ cambiato in corsa. Soprattutto dopo i casi recenti di uccisione di cittadini di colore disarmati da parte delle forze dell’ordine USA. Senza che gli autori degli omicidi vengano puniti. Minervini ha scelto alcune storie che possano raccontare una comunità di neri d’America di New Orleans. Ne ricava uno spaccato di grande impatto. Di sacrosanta rivendicazione dei diritti umani fondamentali da parte di emarginati, di veri e propri paria. Vittime di una preoccupante rinascita del razzismo più odioso, feroce e pericoloso, quello del Ku-Klux-Klan.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      37. REF N. 229/2018
      38.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. LA QUIETUD di Pablo TRAPERO (Argentina, 117’, v.o. spagnolo/francese s/t italiano/inglese) con Martina Gusman, Bèrènice Bèjo, Graciela Borges, Edgard Ramirez, Joaquim Furríel – V.M. 14*
          4.  

             

          5. Pablo Trapero un paio di anni fa si era fatto moto apprezzare alla Mostra con "El Clan". Questo anno porta ancora una volta una storia su una famiglia. Ancora una volta ne analizza le dinamiche, le perversioni, le violenze, non solo fisiche, ma, anche quelle più sottili e subdole, quelle psicologiche. Ancora una conferma della vitalità e qualità del cinema argentino.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      39. REF N. 230/2018
      40.  

        17:00 SALA PERLA

             

          1. GIORNATE DEGLI AUTORI – MIU MIU WOMEN’S TALES
            V.M. 14*
          2.  

             

          3. HELLO APARTMENT di Dakota FANNING (Italia, Stati Uniti, 11’, v.o. inglese s/t italiano) con Eve Hewson, Tom Sturridge, Christina Rouner
          4.  

             

          5. Dakota Fanning, la famosa attrice USA, che quando aveva meno di 10 anni era l’attrice più pagata di Hollywood, arriva al Lido in veste da regista. Di un cortometraggio d’autore di buona originalità. Con pochi dialoghi. Ma con immagini molto significative.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      41. REF N. 231/2018
      42.  

             


          1. GIORNATE DEGLI AUTORI – MIU MIU WOMEN’S TALES
            THE WEDDING SINGER’S DAUGHTER di Haifaa AL-MANSOUR (Italia, Stati Uniti, 8’, v.o. arabo s/t italiano/inglese) con Haylie Neimann, Adam Neimann, Rotana Tarabzouni
          2.  

             

          3. Efficace rappresentazione della borghesia saudita, attraverso il disegno della preparazione di un banchetto nuziale con musica dal vivo. Buona la rappresentazione e le interpretazioni.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      43. REF N. 232/2018
      44.  

             


          1. GIORNATE DEGLI AUTORI
            DOMINGO di Clara LINHART, Fellipe BARBOSA (Brasile, Francia, 95’, v.o. portoghese, s/t italiano) con Ítala Nandi, Camila Morgado, Augusto Madeira
          2.  

             

          3. Una ampia famiglia di possidenti terrieri brasiliani, si riunisce nei loro possedimenti. Sullo sfondo la vittoria di Lula alle elezioni presidenziali. Analisi puntale dei vari caratteri. Interpretazioni adeguate, anche se a tatti sopra le righe.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5/7

         

         

      45. REF N. 233/2018
      46.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA – EVENTO SPECIALE – FILM D’APERTURA
          2.  

             

          3. TUMBBAD di Rahi Anil BARVE, Adesh PRASAD (India, Svezia, 104', v.o. hindi/inglese/marathi s/t inglese/italiano) con Sohum Shah, Deepak Damle, Jyoti Malshe, Anita Date, Ronjini Chakraborty, Mohd Samad
          4.  

             

          5. Horror d’autore. Originale ed efficace. Visionario. Etico.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      47. REF N. 234/2018
      48.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA
          2.  

             

          3. AKASHA (THE ROUNDUP) di Hajooj KUKA (Sudan, Sudafrica, Qatar, Germania, 78', v.o. arabo s/t italiano/inglese) con Ekram Marcus, Kamal Ramadan, Ganja Chakado, Abdallah Alnur
          4.  

             

          5. Un film rispettoso delle tradizioni sudanesi. Con qualche finezza, come l’uso di un mortaio alimentare come percussione sonora e due tazzine sbattute per dare il tempo. Purtroppo il racconto procede con qualche fatica, mancando di fluidità.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6

         

         

      49. REF N. 235/2018
      50.  

        SETTIMANA DELLA CRITICA

        ADAM UND EVELYN di Andreas GOLDSTEIN (Germania, 95’, v.o. tedesco s/t italiano/inglese) con Florian Teichtmeister, Anne Kanis, Lena Lauzemis

        Il film inizia con uno stile di tipo contemplativo. Poi l’intreccio psicologico e sociale prende forma, con un film che si potrebbe esemplificare con atmosfere che sono tra Bergman e De Oliveira.

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

        3 Settembre 2017

         

         

      51. REF N. 236/2018
      52.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. AT ETERNITY’S GATE di Julian SCHNABEL (USA, Francia, 110’, v.o. inglese/francese s/t italiano/inglese) con Willem Dafoe, Rupert Friend, Oscar Isaac, Mads Mikkelsen, Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Niels Arestrup
          4.  

             

          5. L’artista degli artisti, Vincent Van Gogh, raccontato da una grande artista contemporaneo come Julian Schnabel. Una gioia per gli occhi. L’artista colto nel suo momento creativo. La ricerca dei paesaggi, e soprattutto, della luce. E poi le tecniche compositive. Da corpo a Vincent Van Gogh, il grandissimo Willem Dafoe. L’unica nota stonata, la evidente eccessiva età dell’attore rispetto al personaggio da interpretare, il doppio.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

         

      53. REF N. 237/2018
      54.  

             

          1. FUORI CONCORSO
            DRAGGED ACROSS CONCRETE di S. Craig ZAHLER (Canada, USA, 159’, v.o. inglese s/t italiano) con Mel Gibson, Vince Vaughn, Tory Kittles – V.M. 14*
          2.  

             

          3. Un gangster movie d’autore. Con atmosfere da tragedia greca. Ottima realizzazione. Intreccio ben congegnato. Adrenalina. Colpi di scena. Finale non banale. E tre attori in grande spolvero : Mel Gibson, Vince Vaughn e Tory Kittles
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5/8

         

         

      55. REF N. 238/2018
      56.  

             

          1. VENEZIA 75
            NAPSZÁLLTA (SUNSET) di László NEMES (Ungheria, Francia, 142’, v.o. ungherese/tedesco s/t italiano/inglese) con Juli Jakab, Vlad Ivanov
          2.  

             

          3. I costumisti, ed in special modo gli stilisti e gli artigiani cappellai, fanno in questo film sfoggio della loro arte e maestria. Una ricostruzione storica accuratissima. La costruzione sembrerebbe non sempre precisa. E la protagonista appare dotata di una unica espressione facciale per due ore e mezza. In perenne sguardo ossessionato. Se non ché, un finale sorprendente e spiazzante fa riconsiderare (e maggiormente apprezzare) tutto. Da vedere due volte.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      57. REF N. 239/2018
      58.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. EL PEPE, UNA VIDA SUPREMA di Emir KUSTURICA (Argentina, Uruguay, Serbia, 74’, v.o. spagnolo s/t italiano/inglese) con Pepe Mujica
          4.  

             

          5. Una legge che non ammette eccezioni. Se l’oggetto del documentario e’ strepitoso, lo e’ anche il film. Pepe Mujica e’ un a vera forza della natura. Una vita del tutto fuori della norma. Sindacalista, attivista anti regime, dirigente dei guerriglieri Tupamaros, imprigionato per 12 anni in isolamento assoluto, torturato per farlo impazzire. Riconquistata la liberta’, diventa parlamentare e poi presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015. Un uomo umile, che non ha fatto l’università’. Ma geniale. Dalle idee chiarissime. Sempre contro corrente. Sempre dalla parte degli ultimi. L’interista di Emir Kusturiza ci rende un uomo irresistibile. Che ha fatto cose eccezionali. Da non perdere.
          6.  

             

          7. Curiosità : nel giro di due giorni, alla Mostra, due film sulla vita di Pepe Mujica, questo documentario ed il film di finzione LA NOCHE DE 12 AÑOS, di Álvaro BRECHNER
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 9

         

         

         

         

      59. REF N. 240/2018
      60.  

        14:30 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. YOM ADAATOU ZOULI (THE DAY I LOST MY SHADOW) di Soudade KAADAN (Siria, Libano, Francia, Qatar, 94’, v.o. arabo s/t italiano/inglese) con Sawsan Arsheed, Reham Al Kassar, Samer Ismael, Oweiss Moukhallalati, Ahmad Morhaf Al Ali
          4.  

             

          5. Una troupe ed un cast tutto al femminile e tutto siriano, per raccontare il drmma e lo strazio della guerra siriana. Girato in Libano, con enormi problemi di visti, dal momento che talune attrici venivano dalla Francia, altre dalla Germania. Un film che si deve vedere per capire.
          6.  

             

          7. Curiosita’ : ho chiesto alla regista : "Jalal viene trovato morto da Sana, che gli chiude gli occhi, ma non ha segni di ferite. Poi arriva un soldato che gli spara di nuovo. E solo allora si vede la macchia di sangue sul torace, cosa peraltro strana, dato che un cadavere, non avendo un cuore che batte, non sanguina. Come mai?". Questa la risposta : " quando arriva Sana non sa ancora se e‘ vivo o morto. Una amica che ha visto il film e’rimasta molto contenta di questa scena,dato che in Siria quando qualcuno sparisce non si trova nemmeno il cadavere. Questa volta ho voluto fare in modo che almeno il corpo fosse trovato". In effetti ci deve essere stato qualcosa perso nelle traduzione in araba fatta alla regista della mia domanda in sala fatta in italiano. Alla fine della intervista, mi sono avvicinato alla regista e le ho ripetuto la domanda in inglese. Mi ha risposto che durante la guerra succedono cose strane... forse ancora una volta c’e’ stato qualcosa "lost in translation"...
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      61. REF N. 241/2018
      62.  

        17:00 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. CANDIDATO AL PREMIO DI CRITICA SOCIALE – SORRISO DIVERSO – VENEZIA 2018
          4.  

             

          5. LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO di Emanuele SCARINGI (Italia, 99’, v.o. italiano/francese s/t inglese/italiano) con Simone Liberati, Valerio Aprea, Pietro Castellitto, Laura Morante
          6.  

             

          7. Strepitosa opera di esordio di Emanuele Scaringi. Che ha conquistato il Lido. Un film originale, fresco, moderno. Con battute e gag irresistibili. Che affronta temi alti e sensibili. Come la emarginazione degli abitanti della periferia romana. Ma lo fa con maestria e leggerezza e sempre con il sorriso sulle labbra.
          8.  

             

          9. Curiosità : ho chiesto al regista : "sarei curioso di sapere il ruolo avuto da Johnny Palomba nella sceneggiatura. Siete riusciti a vederlo senza maschera? Non e’ che e’ come Elena Ferrante, che nessuno sa chi sia? ". Questa la risposta del regista : "in effetti Johnny Palomba e’ Elena Ferrante! Hanno scritto una bellissima sceneggiatura.". Ha poi chiosato il produttore Domenico Procacci : "e’ stato Johnny Palomba che mi ha portato il libro e mi ha detto di leggerlo"..
          10.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5/8

         

         

      63. REF N. 242/2018
      64.  

        09:15 SALA GIARDINO

             

          1. SCONFINI
            CANDIDATO AL PREMIO DI CRITICA SOCIALE – SORRISO DIVERSO – VENEZIA 2018
          2.  

             

          3. CAMORRA di Francesco PATIERNO (Italia, 70’, v.o. italiano/dialetto napoletano s/t inglese/italiano)
          4.  

             

          5. Francesco Patierno fa un uso virtuoso del materiale di repertorio, senza alcuna aggiunta di filmato originale. Ne ricava uno spaccato del fenomeno camorristico che e’ un vero, angosciante cazzotto allo stomaco, stemperato dalla poesia delle immagini. Da non perdere.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 8

         

         

      65. REF N. 243/2018
      66.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA
          2.  

             

          3. BÊTES BLONDES di Alexia WALTHER, Maxime MATRAY (Francia, 101', v.o. francese s/t italiano/inglese) con Thomas Scimeca, Basile Meilleurat, Agathe Bonitzer
          4.  

             

          5. Pur dando il senso di raccontare una serie di avvenimenti apparentemente senza senso, il film possiede un potente fascino di metafora ed allegoria creativa continua.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5

         

         

      67. REF N. 244/2018
      68.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. MONROVIA, INDIANA di Frederick WISEMAN (USA, 143’, v.o. inglese s/t italiano/inglese)
          4.  

             

          5. Frederick Wiseman, considerato il re dei documentaristi, sta diventando un ospite fisso della Mostra di Venezia. Questa volta concentra la sua attenzione su Monrovia, un comune degli Stati Uniti d'America, situato nello Stato dell'Indiana, nella contea di Morgan, con poco più di mille abitanti. Un campione dell’America agricola profonda. Dove la locale loggia massonica conferisce ad un suo affiliato, con pomposa cerimonia, la medaglia d’oro per i 50 anni di appartenenza, alla scuola pubblica si magnifica la tradizione nel basket degli anni ’20, la pizza gigante si fa con l’ananas, il pastore fa "ripetizioni" private ai più fedeli, la gente e’ dedita alla agricoltura estensiva ed all’allevamento di mucche e maiali. .
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      69. REF N. 245/2018
      70.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. ACUSADA di Gonzalo TOBAL (Argentina, Messico, 108’, v.o. spagnolo s/t italiano/inglese) con Leonardo Sbaraglia, Lali Espósito, Inés Estevez, Daniel Fanego, Gerardo Romano
          4.  

             

          5. Un impeccabile film giudiziario. Con una costruzione che rasenta la perfezione. Interpreti credibili e sempre all’altezza. Ancora una buona prova al Lido del cinema Argentino.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

        4 Settembre 2017

         

         

      71. REF N. 246/2018
      72.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. VOX LUX di Brady CORBET (USA, 110’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Natalie Portman, Jude Law, Raffey Cassidy, Stacy Martin, Jennifer Ehle
          4.  

             

          5. Non basta l’ennesima prova attoriale superlativa di Natalie Portman, non basta la calda voce narrante di Willem Dafoe, non bastano originali titoli di testa (che salgono) e di coda (che scendono). Non basta tutto questo per fare un grande film. Con l’aggravante di un insopportabile finale, con frastuoni e costumi di un kitch di raro riscontro.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA :6.5

         

         

      73. REF N. 247/2018
      74.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. WERK OHNE AUTOR (OPERA SENZA AUTORE) di Florian HENCKEL VON DONNERSMARCK (Germania, 188’, v.o. tedesco/russo s/t italiano/inglese) con Tom Schilling, Paula Beer, Sebastian Koch, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci
          4.  

             

          5. La cosa più strabiliante di questo film e’ che durante le 3 ore ed 8 minuti di durata, non ti viene mai la voglia di guardare l’orologio. Come invece ti viene di fare durante la visione di film cerebrali e noiosi, la cui durata e’ meno della metà, ma e’ percepita come più del doppio. I grandi festival cinematografici mettono a dura prova la resistenza degli addetti ai lavori. Vedere 5 o 6 film (a volte anche più) al giorno, e poi scriverne, pur rinunciando ai pasti, ti lascia per dormire veramente pochissime ore. E’ quindi frequente vedere colleghi critici cinematografici soggetti a momentanei (e salutari) attacchi "narcolettici" durante le proiezioni. Direi che il numero dei critici svegli... e’ direttamente proporzionale alla capacità’ di attrarre l’attenzione da parte del film. Per una classifica alternativa (ed impertinente...) si potrebbero sostituire alle classiche stellette, dei cuscini. Zero cuscini per film di altissimo interesse. 4 cuscini per film dalla noia mortale (e gradi intermedi). Questo film tedesco e’ decisamente zero cuscini. Sempre appassionante. Con il fascino e l’emozione del momento creativo dell’artista. Con l’interessante analisi del terrore che provano i regimi autoritari nei confronti delle manifestazione artistiche , che rendono le menti più aperte e libere. Scene da antologia, come il suicidio del padre del protagonista che si scorge attraverso le lenzuola stese. Attori in grande spolvero. Un regista, Florian Henckel Von Donnersmarck, che sa il fatto suo, Oscar per miglior film straniero, 12 anni fa, con "Le Vite degli Altri", ed un successivo discreto successo di pubblico con "The Tourist". Da non perdere.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      75. REF N. 248/2018
      76.  

        14:30 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. JINPA di Pema TSEDEN (Cina, 86’, v.o. tibetano s/t italiano/inglese) con Jinpa, Genden Phuntsok, Sonam Wangmo
          4.  

             

          5. L’esergo del film e’ notevole, un vecchio proverbio tibetano : "se ti racconto un sogno potresti dimenticarlo. Se agisco come nel mio sogno, potresti ricordarlo. Ma se ti faccio entrare nel mio sogno, potrebbe diventare anche il tuo". Il film ha lo stile ed i tempi del cinema orientale. Con canoni estetici molto lontani da quelli del cinema occidentale. Ritmi rallentati, pochi dialoghi, tasso di spettacolarità molto basso. Di assoluto interesse per i cultori.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

         

         

      77. REF N. 249/2018
      78.  

             

          1. GIORNATE DEGLI AUTORI
          2.  

             

          3. RICORDI? di Valerio Mieli (Italia, Francia, 106', v.o. italiano s/t inglese) con Luca Marinelli, Linda Caridi, Giovanni Anzaldo, Camilla Diana
          4.  

             

          5. Valerio Mieli aveva stregato tutti con la sua opera prima "Dieci Inverni", proprio qui alla mostra del Cinema. I meccanismi perversi della nostra industria ne fa passare (quasi) altrettanti, di inverni, prima che Mieli potesse arrivare alla sua (attesa) opera seconda. Che, devo dire subito, mi ha un po’ deluso. Con tre quarti del film che alterna continui incroci temporali ed incroci di ricordi. Per ritrovare qualcuna delle emozioni dell’esordio, occorre arrivare al finale. Che riscatta solo in parte un film, che, con un eccesso di cervello, a scapito del cuore, rischia di rasentare la zona grigia più pericolosa per un film, quella della noia.
          6.  

             

          7. Curiosità, ho chiesto : "Valerio, hai appena accennato al clarinetto come strumento musicale adatto ad evocare i ricordi. Ma e’ il bandoneon tipico di un tango argentino che irrompe ad un certo punto nel film, nella scena del ballo nei locali dell’ITS Galilei di Roma. Il tango e’ la musica della "nostalgia". E quindi del dolore del ricordo. Come hai lavorato nel coniugare i ricordi con la nostalgia?. Questa la risposta di Valerio Mieli : "la nostalgia non e’ ricordo, ma ne ha bisogno. Lei in quel momento prova una forte nostalgia. La sento ma mi trattengo. C’e una battuta che abbiamo tagliato : io l’ho imparata con il tempo la nostalgia".
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5/7

         

         

      79. REF N. 250/2018
      80.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. AMERICAN DHARMA di Errol MORRIS (USA, UK, 95’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Stephen K. Bannon
          4.  

             

          5. Se Frederick Wiseman e’ considerato il re dei documentaristi per la descrizione di luoghi, Errol Morris e’ certamente il re delle interviste filmate. Oggetto di questa ultima intervista e’ Steve Bannon, il responsabile del comitato elettorale che ha portato Donald Trump a vincere le lezioni presidenziali, contro ogni pronostico. Morris e’ incalzante, al solito. E Bannon non si ira indietro. E spiega chiaramente il suo pensiero. Che ha intercettato (e forse anticipato e teorizzato) il malessere crescente dei ceti medi americani ( e non solo). Con la paura di perdere il proprio lavoro a causa della immigrazione, di vedere compromesso il proprio tenore di vita, vedere a rischio la propria sicurezza. E parallelo aumento dei fenomeni di odio, di razzismo, di egoismo. Illuminante, ed imperdibile. Anche per i cinefili, essendo numerose e colte le citazioni cinematografiche dell’intervistato.
          6.  

             

          7. Curiosita’ : Steve Bannon ci informa che per "Dharma" si intende una combinazione di dovere, fato e destino.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

        5 Settembre 2017

         

         

      81. REF N. 251/2018
      82.  

        17:00 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. CANDIDATO AL PREMIO DI CRITICA SOCIALE – SORRISO DIVERSO – VENEZIA 2018
          4.  

             

          5. UN GIORNO ALL’IMPROVVISO di Ciro D’EMILIO (Italia, 89’, v.o. italiano s/t inglese) con Anna Foglietta, Giampiero De Concilio, Massimo De Matteo, Lorenzo Sarcinelli Giuseppe Cirillo, Biagio Forestieri, Fabio De Caro, Alessia Quarantino, Franco Pinelli
          6.  

             

          7. Opera di esordio di Ciro d’Emilio. Un film potente e convincente. Sempre credibile, grazie ad un apprezzabile dominio del mezzo espressivo e una sapiente direzione di attori straordinari, sopra di tutti i protagonisti: Anna Foglietta, alla sua migliore interpretazione di sempre, ed il sorprendente, giovanissimo, e strepitoso Giampiero De Concilio.
          8.  

             

          9. Curiosita’ : ho chiesto al regista : "Ciro, mi piacerebbe potessi approfondire, tra i tanti del tuo film, due temi tra loro collegati. Quello della perdita dell’infanzia, efficacemente rappresentata nello scambio di battute tra il protagonista e la sua ragazza : "abbiamo 17 anni! Non me ne sono mai accorto!". E l’altro della discriminazione sociale di madre single e figlio, messi ai margini del contesto, tra gli svantaggiati cronici, ed animati da un disperato desiderio di integrazione". Questa la risposta di Ciro d’Emilio : "Il nucleo e’ una storia di relazione che si trovano a vivere all’interno di una società, una provincia mai definita geograficamente. La più universale possibile. E non allo sfondo. Volevamo raccontare la denuncia che appartiene al mondo delle relazioni. Se miglioriamo le relazioni, lo sfondo viene migliorato. Esistono le persone. Era inevitabile si sviluppassero i temi dell’adolescenza mancata, la necessità di integrazione delle persone in un ambito come quello".
          10.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      83. REF N. 252/2018
      84.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. 22 JULY di Paul GREENGRASS (Norvegia, Islanda, 143’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Anders Danielsen Lie, Jonas Strand Gravli, Jon Øigarden, Isak Bakli Aglen, Seda Witt, Maria Bock, Thorbjø Harr
          4.  

             

          5. Film dalla costruzione drammaturgica perfetta, nella integrazione millimetrica tra momenti pubblici e dolorosi drammi privati. Diretto da Paul Greengrass, specialista di film-verità, come 'The Murder of Stephen Lawrence', che ha vinto un premio Bafta come miglior film drammatico del 1999, e di film che inchiodano lo spettatore alla poltrona, come nel 1989 con 'Resurrected', 'La teoria del volo', con Kenneth Branagh e Helena Bonham Carter, "United ‘93" e tutta la serie di Jason Bourne. In definitiva un regista che non ti induce mai a guardare l’orologio mentre vedi i suoi film, nemmeno quando durano 143 minuti, come questo suo ultimo.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 8

         

         

      85. REF N. 253/2018
      86.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. LES ESTIVANTS di Valeria BRUNI TEDESCHI (Francia, Italia, 126’, v.o. francese/italiano s/t italiano/inglese) con Valeria Bruni Tedeschi, Pierre Arditi, Valeria Golino, Noémie Lvovsky, Yolande Moreau, Laurent Stocker, Riccardo Scamarcio
          4.  

             

          5. Valeria Bruni Tedeschi, come regista, ad ogni film aumenta di un po’ la qualità cinematografica delle sue opere. Ha preso oramai totalmente confidenza con il mezzo espressivo. Si circonda di uno stuolo di attori di grande qualità, che dirige con disinvoltura, come un "allenatore in campo", dato che recita sempre nei film che dirige. La sua cifra stilistica e’ la leggerezza, il garbo, la piacevolezza. Difficile trovare note stonate o aspetti sgradevoli. Che vogliamo di più da un film?
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      87. REF N. 254/2018
      88.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. THE NIGHTINGALE di Jennifer KENT (Australia, 136’, v.o. inglese/palawa kani/gaelico s/t italiano/inglese) con Aisling Franciosi, Sam Claflin, Baykali Ganambarr, Damon Herriman, Harry Greenwood, Ewen Leslie, Michael Sheasby, Charlie Shotwell – V.M. 14*
          4.  

             

          5. Tostissimo revenge/road movie. Di eccellenti confezione e prove attoriali. Ci immerge nel profondo delle inesplorate ed immense foreste australiane. Un tempo frequentate dai soli nativi. Sempre avvincente. Al punto tale che, all’epilogo finale, la sala Darsena del Lido, destinata alle proiezioni anticipate per i giornalisti, strapiena nei suoi 1340 posti, e’ esplosa in un liberatorio , partecipato e fragoroso applauso a scena aperta. Da curva di stadio del calcio.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      89. REF N. 255/2018
      90.  

        14:15 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. TCHELOVEK KOTORIJ UDIVIL VSEH (THE MAN WHO SURPRISED EVERYONE) di Natasha MERKULOVA, Aleksey CHUPOV (Russia, Estonia, Francia, 105’, v.o. russo s/t italiano/inglese) con Evgeniy Tsiganov, Natalya Kudryashowa – V.M. 14*
          4.  

             

          5. Film basato su una storia vera (oppure su una legenda consolidata...). Realizzato con stile rigoroso, tipico russo. Fatto di silenzi. Di lunghi piani sequenza. Con attori di alta professionalità’. Certamente di interesse.
          6.  

             

          7. Curiosita’ : ho chiesto ai registi : ""il travestimento per ingannare la morte e’ chiaro, ma perché la scelta del mutismo per il protagonista, senza fornire alcuna spiegazione del suo bizzarro comportamento, in quel contesto, da lui ben conosciuto?" . Di seguito la risposta di Natasha Merkulova : "da noi e’ l’elemento segreto che esce fuori. Da noi in Russia la lotta contro la morte e’ un segreto molto intimo, senza dirlo a nessuno".
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      91. REF N. 256/2018
      92.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA
          2.  

             

          3. TI IMAŠ NOĆ (YOU HAVE THE NIGHT) di Ivan SALATIĆ (Montenegro, Serbia, Qatar, 81', v.o. serbo/croato s/t italiano/inglese) con Vana Vuković, Momo Pićurić, Nikola Stojanović, Luka Petrone, Jasna Djuričić, Boris Isaković
          4.  

             

          5. Film depressivo sulla depressione di una comunità rimasta senza lavoro e senza speranze. Stile documentaristico, antispettacolare e rigoroso, con poche musiche aggiunte, primi piani sui particolari (specie le scarpe), o inquadrature con teste tagliate, alternati a campi lunghissimi. Gli sparuti dialoghi vengono ripetuti piu’ volte con esattezza, cosi’ pure i rumori di scena, con una scelta stilistica che non appare dare reali contributi alla storia.
          6.  

             

          7. Curiosità : il clima depressivo generale e’ leggibile perfino nel rumore del calcio balilla, solitamente concitato e qui, invece, lentissimo.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

         

        6 Settembre 2017

         

         

      93. REF N. 257/2018
      94.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. CAPRI-REVOLUTION di Mario MARTONE (Italia, Francia, 122’, v.o. italiano/dialetto napoletano/inglese/francese/tedesco/russo s/t italiano /inglese) con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Gianluca Di Gennaro, Eduardo Scarpetta, Jenna Thiam, Ludovico Girardello, Lola Klamroth, Maximilian Dirr, Donatella Finocchiaro - V.M. 14*
          4.  

             

          5. Mario Martone non e’ mai banale. Completa, con questo "Capri Revolution", la sua importante trilogia storica. Portando alla conoscenza del grande pubblico un episodio storico poco conosciuto. Quello di una comune che si era stabilita nell’isola di Capri ai primi del ‘900. Che, per la produzione teorica e la messa in atto sperimentale di uno stile di vita basate sul vegetarianismo, sulla medicina omeopatica, sul contatto diretto con la natura, sul pacifismo, sull’arte come forma esperienziale di vita, ecc. era talmente innovativa ed anticipatrice da risultare rivoluzionaria. E questo e’ uno dei meriti fondamentali del film. Quello che mi sembra indebolisca il film e’ una ricerca insistita di immagini estetizzanti, fatte di contro sole, di silhouettes, di danze esoteriche. Belle, invece, le immagini naturali, trovate non solo a Capri, ma anche nel Salento ed a Gaeta. Si tratta in ogni caso di un signor film d’autore, che mette l’accento su una pluralità di temi di grande importanza ed attualità. Come i rischi della fede cieca in metodi e pratiche anti-scientifiche, indotta dal culto della personalità e dal carisma di chi le propugna.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

         

         

      95. REF N. 258/2018
      96.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. YING (SHADOW) di ZHANG Yimou (Cina, 116’, v.o. cinese s/t italiano/inglese) con Deng Chao, Sun Li, Zheng Kai, Wang Qianyuan, Wang Jingchun, Hu Jun, Guan Xiaotong, Wu Leo
          4.  

             

          5. Film straordinario. Per fascinosità’ delle immagini. Per visionarietà. Per la portentosita’ delle scenografie. Per la strabiliante qualità delle coreografie delle scene di guerra. Per i costumi immaginifici. Per le interpretazioni di alto livello. Un tripudio per gli occhi.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      97. REF N. 259/2018
      98.  

        14:30 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. HAMCHENAN KE MIMORDAM (AS I LAY DYING) di Mostafa SAYYARI (Iran, 73’, v.o. farsi s/t italiano/inglese) con Nader Fallah, Elham Korda, Majid Aghakarimi, Vahid Rad, Mohammad Rabbani
          4.  

             

          5. La scuola iraniana di cinema si conferma tra le più attrezzate a raccontare storie di dinamiche familiari. Un road movie con cadavere fornisce lo spunto per analizzare rapporti interpersonali tra fratelli e a far emergere dal passato problematiche irrisolte. Fine costruzione dei caratteri. Narrazione rigorosa ed antispettacolare.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      99. REF N. 260/2018
      100.  

        17:00 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. CANDIDATO AL PREMIO DI CRITICA SOCIALE – SORRISO DIVERSO = VENEZIA 2018
          4.  

             

          5. SONI di Ivan AYR (India, 97’, v.o. hindi s/t italiano/inglese) con Geetika Vidya Ohlyan, Saloni Batra
          6.  

             

          7. Storia sul tema della violenza sulle donne, con un punto di vista particolare ed originale, quello degli agenti di polizia di sesso femminile in India. Un film duro e convincente. Con eccellente ritmo ed interpreti.
          8.  

             

          9. Curiosità : ho chiesto al regista : "durante la scena del compleanno della nipotina del Commissario Kalpana uno dei parenti dice che queste donne hanno problemi quotidiani di violenza domestica ed e’ quindi comprensibile che siano aggressive. Piuttosto che fare segregazioni sui bus e mettere un poliziotto su ogni bus, non sarebbe meglio educare i bambini al rispetto delle donne? E poi, una curiosità, a casa di Soni, piatti e bicchieri sono di acciaio, forse una metafora che si riferisce al carattere della stessa?". Questa la risposta del regista : "per la prima domanda, certamente si. L’ipotesi dei mezzi di trasporto separati si sta dibattendo. La maggioranza delle donne sono contrarie. Ed anche le poliziotte. Non può rappresentare una soluzione. Anzi creerebbe altri problemi. Certamente da piccoli va insegnata la coesistenza ed il rispetto. Piatti di acciaio, si tratta di una indicazione della classe sociale. Non posso pensare di aver fatto questa finezza che ha adombrato. Ma solo per dare l‘idea di quello che le poliziotte si possono permettere".
          10.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5

         

         

      101. REF N. 261/2018
      102.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. ZAN (KILLING) di Shinya TSUKAMOTO (Giappone, 80’, v.o. giapponese s/t italiano/inglese) con Sousuke Ikematsu, Yu Aoi, Tatsuya Nakamura, Shinya Tsukamoto, Ryusei Maeda
          4.  

             

          5. Shinya Tsukamoto e’ uno specialista riconosciuto in film d’azione. In genere particolarmente truculenti. Questa storia di Samurai non fa eccezione. Spettacolare. Avvincente. Immancabile per i cultori del genere.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      103. REF N. 262/2018
      104.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. PROCESS di Sergei LOZNITSA (Paesi Bassi, 127’, v.o. russo s/t italiano/inglese)
          4.  

             

          5. Il 54-enne ucraino Sergei Loznitsa, con studi ed attività professionale nel mondo della matematica, si e’ formato alla VGIK, scuola cinematografica di Mosca, per poi trasferirsi dal 2001 in Germania. Nel 2010 il suo film "My Joy" fu selezionato per partecipare in concorso al Festival di Cannes 2010, vincendo il Premio FIPRESCI. Anche nel 2012 compete per la Palma d'oro al Festival di Cannes 2012 con "Anime nella nebbia". Ottiene la nomination agli European Film Awards 2013 nella categoria "miglior cortometraggio". Tra i suoi documentari vi sono "Maidan" (proiettato fuori concorso al Festival di Cannes 2014), "Ponts de Sarajevo" (collaborativo), "Northern Light" e "Austerlitz" (presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2016). Con questo "Process", realizzato con materiale di archivio degli anni ’30, fa immergere lo spettatore in uno dei processi falsi delle famose "purghe" staliniane. Un documento agghiacciante. Di grande interesse storico.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      105. REF N. 263/2018
      106.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA
          2.  

             

          3. M di Anna ERIKSSON (Finlandia, 90’, v.o. inglese s/t italiano) con Anna Eriksson, Petri Salo, Gail Ferguson, Axel Sutinen, Ari Vieno
          4.  

             

          5. Film sperimentale. Con musiche allucinate. Scene simboliche che si susseguono, dall’insetto messo sotto pelle con operazione chirurgica, alla donna nuda che fa sollevamento pesi in tacchi a spillo, primissimi piani ravvicinati di labbra con rossetto, rumori assordanti, musica metallica, ecc. Un esercizio calligrafico che dovrebbe essere annoverato più al capitolo dell’arte visiva che a quello del cinema.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6

         

        7 Settembre 2017

         

         

      107. REF N. 264/2018
      108.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. UNA STORIA SENZA NOME di Roberto ANDÒ (Italia, Francia, 110’, v.o. italiano/inglese s/t italiano/inglese) con Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Alessandro Gassmann
          4.  

             

          5. Ad ogni nuovo film Roberto Andò si avvicina sempre di più al capolavoro assoluto. Questo "Storia Senza Fine", ispirato a un fatto di cronaca realmente avvenuto, quando nel 1969 a Palermo fu rubato in circostanze misteriose il celebre quadro di Caravaggio Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi, e’ un film geniale. Brillante. Avvincente. Battute fulminanti. Intreccio bene congegnato. Godibili e colti riferimenti cinefili. Una nazionale attori italiani di altissima classe. Imperdibile.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 8.5

         

         

      109. REF N. 265/2018
      110.  

        14:00 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. KUCUMBU TUBUH INDAHKU (MEMORIES OF MY BODY) di Garin NUGROHO (Indonesia, 106’, v.o. indonesiano/giavanese s/t italiano/inglese) con Muhammad Khan, Raditya Evandra, Rianto, Randy Pangalila, Whani Darmawan – V.M. 14*
          4.  

             

          5. Film indonesiano connotato da canoni estetici lontani dal cinema occidentale. Ritmi rallentati. Messa in scena rigorosa ed anti spettacolare. Di grande interesse culturale, antropologico e politico. Con straordinari attori.
          6.  

             

          7. Curiosità : ho chiesto al regista : "il fatto di avere in unico corpo la parte femminile e quella maschile, nella vostra società e’ accettata oppure e’ oggetto di discriminazione?". Questa la risposta : "in questo film vedete due tipi di danza tradizionale. Uno in cui l’uomo si traveste da donna. In un’altra danza deve fare una danza maschile. Due tipi di danza radicate nella nostra cultura. Adesso il radicalismo politico e religioso si oppone a questa danza tradizionale. Ma io sostengo che questa faccia parte della danza tradizionale. Ma oggi e’ un problema".
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      111. REF N. 266/2018
      112.  

        17:15 SALA DARSENA

             

          1. ORIZZONTI
          2.  

             

          3. KRABEN RAHU (MANTA RAY) di Phuttiphong AROONPHENG (Thailandia, Francia, Cina, 105’, v.o. thailandese s/t italiano/inglese) con Wanlop Rungkamjad, Aphisit Hama, Rasmee Wayrana
          4.  

             

          5. Film tailandese sul tema dello scambio di identità, di grande interesse. Con interpretazioni di livello. I ritmi contemplatici rischiano di perdere l’attenzione degli spettatori. Non tutte le scene risultano giustificate dal racconto filmico. E non tutti i passaggi appaiono congruenti.
          6.  

             

          7. Curiosità : ho chiesto al regista ed agli autori delle musiche : "come avete lavorato alle musiche, che sembrano andare oltre il commento? Alcune canzoni sembrano essere state realizzate per il film e più che commentare sembrano portare avanti il racconto del film, con valore diegetico". Queste le risposte : 1) Regista : "per la musica prima sviluppo le immagini e poi collaboro con gli autori delle musiche. Mi piacciono molto le basse frequenze che prendono la frequenza del battito cardiaco". 2) Autrice della musiche, europea, scarpe rosse : "non e’ stata una cosa decisa in anticipo. E’ venuta spontaneamente. Abbiamo registrato vedendo le immagini. La musica e’ divenuta un personaggio del film. Abbiamo capito che la storia può continuare la storia, può dire di più". . 3) Autore delle musiche, altissimo, scarpe rosse, europeo : "non e’ stato facile. Il regista ha deciso di adottare una colonna sonora diversa da quella che avevamo pensato noi".
          8.  

         

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

         

         

      113. REF N. 267/2018
      114.  

             

          1. FUORI CONCORSO – FILM DI CHIUSURA
          2.  

             

          3. DRIVEN di Nick HAMM (UK, USA, Portorico, 108’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Lee Pace, Jason Sudeikis, Judy Greer, Corey Stoll
          4.  

             

          5. Film che ibrida i generi classici con disinvoltura. Si passa dal gangster movie avvincente, alla spy story ben congegnata, alla commedia brillante con battute fulminanti e gag sapide. Da non perdere.
          6.  

             

          7. Curiosità : il film e’ stato girato a Porto Rico. Appena iniziate le lavorazioni un devastante uragano ha praticamente raso al suolo l’isola. La produzione cinematografica ha fatto un gran lavoro. In pochissimi giorni ha restaurato tutte le locations. Ha mantenuto tutti gli impegni con gli oltre 200 lavoratori della industria cinematografica locale coinvolti con la lavorazione. Continuando ad erogare i loro salari anche durante i giorni di sospensione obbligati dalla catastrofe naturale. Quanto di meglio si potesse fare per aiutare queste popolazioni sciagurate, non far venire meno a loro il lavoro ed il reddito.
          8.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5/8

         

         

      115. REF N. 268/2018
      116.  

        22:15 SALA DARSENA

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. INTRODUZIONE ALL’OSCURO di Gastón SOLNICKI (Argentina, Austria, 71’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Gastón Solnicki
          4.  

             

          5. Hans Hurch, il direttore della Viennale, avrebbe voluto lasciare nel 2018. Purtroppo il suo cuore ha smesso di battere nel luglio 2017, a Roma, durante un viaggio di lavoro, a visionare film, incontrare registi, scoprire nuovi talenti, altri tasselli per il programma del festival. Hans Hurch se n’è andato a soli 64 anni. Gastón Solnicki gli dedica questo docufiction. Un vero omaggio/inno di venerazione. Con uno stile originale e personale. Con riprese a macchina fissa che indugiano a lungo su particolari ed azioni, per i quali non si avverte sempre la pertinenza.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6

         

        8 Settembre 2017

         

         

      117. REF N. 269/2018
      118.  

             

          1. VENEZIA 75
          2.  

             

          3. THE FAVOURITE di Yorgos LANTHIMOS (UK, Irlanda, USA, 120’, v.o. inglese s/t italiano/inglese) con Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult, Joe Alwyn – V.M. 14*
          4.  

             

          5. Yorgos Lanthimos decisamente ha fiuto per i festival. I suoi film, di grande originalità e forte impronta autoriale, in genere, mettono un po’ in soggezione le giurie, le quali finiscono con (l’arrendersi... ed) il premiarlo . C’e’ riuscito pure alla Mostra di Venezia. Dove, pur con un film in costume, su una storia classica relativa alla monarchia inglese, e pur con paletti della produzione difficili da rimuovere, ha dato la sua nuova zampata. Portando a casa due premi pesanti, il Leone d’Argento, Gran Premio della Giuria, e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Olivia Colman. Meritati? Forse. Ma forse c’erano film in concorso di levatura superiore. In ogni caso "The Favourite" e’ film di spessore. Con tre attrici strepitose, Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, che avrebbero meritato un premio collettivo. E che valgono da sole il prezzo del biglietto. Per la sottigliezza, la perfidia, l’astuzia, la rabbia delle loro impareggiabili interpretazioni. Il "Lanthimos touch", tenuto al guinzaglio per buona parte del film, riemerge prepotente nella magistrale scena finale, di crudele e corporale riaffermazione del dominio di un essere umano su un altro.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5/8

         

         

      119. REF N. 270/2018
      120.  

        11:00 SALA GIARDINO

             

          1. ORIZZONTI - CORTOMETRAGGI
          2.  

             

          3. NINFE di Isabella TORRE (Italia, 12’, v.o. senza dialoghi) con Isabella Torre, Franco Arduca, Koudous Seihon, Pantalone Lisotti, Francesca Raffa, Rocco Zito, Daniela Crea
          4.  

             

          5. Messa in scena suggestiva. Senza dialoghi. Con immagini dense di simbolismi e metafore. Con prevalenza dei bui sulla luce.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      121. REF N. 271/2018
      122.  

             

          1. LEOFOROS PATISION (PATISION AVENUE) di Thanasis NEOFOTISTOS (Grecia, 12’, v.o. greco s/t italiano/inglese) con Marina Symeou
          2.  

             

          3. Una giovane madre, disperata perché deve andare ad una audizione molto importante e che non trova chi badi al suo figlioletto restato solo a casa, arranca affannosamente per strada, parlando al cellulare, mentre intorno a lei scoppiano disordini e bombe lacrimogene. Viene ripresa solo di nuca. In un unico piano sequenza ad angoscia crescente. Perfettamente riuscito.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 8

         

         

      123. REF N. 272/2018
      124.  

             

          1. LOS BASTARDOS di Tomas POSSE (Argentina, 16’, v.o. spagnolo s/t italiano/inglese) con Malena Villa, Fernando Malfitano, Juan Ruax, Marta Cosetino
          2.  

             

          3. Il titolo si adatta perfettamente a descrivere i protagonisti. Il film e’ costruito su atmosfere inquietanti. In crescendo. Bene realizzato ed interpretato.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      125. REF N. 273/2018
      126.  

             

          1. STRANO TELO (FOREIGN BODY) di Dušan ZORIĆ (Serbia, 20’, v.o. serbo s/t italiano/inglese) con Marko Grabe, Dubravka Kovjanić
          2.  

             

          3. Quale e’ l’interesse per un film, sebbene di soli 20 minuti, che proponga solo un lungo , interminabile (e noioso), amplesso sessuale? Ai posteri...
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 5

         

         

      127. REF N. 274/2018
      128.  

        15:00 SALA GIARDINO

             

          1. ORIZZONTI - CORTOMETRAGGI
          2.  

             

          3. KADO (A GIFT) di Aditya AHMAD (Indonesia, 15’, v.o. indonesiano/dialetto makassarese s/t italiano/inglese) con Isfira Febiana, Anita Aqshary Thamrin
          4.  

             

          5. Una ragazzina si veste da maschio, per stare assieme ai compagni. Ma, vivendo nel paese islamico maggiore del mondo, per poter frequentare una amichetta, si deve mettere il velo e la gonna. Fulminante analisi della difficoltà’ ad essere se stessi, in un paese in cui le leggi di convivenza civile sono fortemente discriminatorie.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      129. REF N. 275/2018
      130.  

             

          1. GLI ANNI di Sara FGAIER (Italia, Francia, 20’, v.o. italiano s/t inglese)
          2.  

             

          3. Memorie, immagini di repertorio. Fotogrammi sporchi, sgranati (provenienti dalla cineteca sarda). Interessante. .
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

         

         

      131. REF N. 276/2018
      132.  

             

          1. ALL INCLUSIVE di Corina SCHWINGRUBER ILIĆ (Svizzera, 10’, v.o. senza dialoghi)
          2.  

             

          3. Se avete sempre sognato di fare un viaggio su una grossa nave da crociera, e non lo avete mai fatto, guardate questo film. Cambierete idea. Veramente agghiaccianti queste immagini di un imponente grattacielo galleggiante dove migliaia di persone incasellate ed imbozzolate si affollano in estenuanti attività di fitness, di balli di gruppi, di intrattenimenti kitch, ecc. .
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7

         

         

      133. REF N. 277/2018
      134.  

             

          1. MANILA IS FULL OF MEN NAMED BOY di Andrew STEPHEN LEE (Filippine, USA, 20’, v.o. tagalog/inglese s/t italiano/inglese) con Jon Norman Schneider, Rafael Roco Jr, Reynald Raissel Santos, Lou Veloso, Michael SJ Uy, Nel Estuya
          2.  

             

          3. Fulminante film che racconta come a Manila e’ possibile "comprare" , con facilità, un bambino o un ragazzo da adottare e portarlo via, seduta stante, come un pacco da un supermercato. Agghiacciante.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 8

         

         

      135. REF N. 278/2018
      136.  

             

          1. STAIRCASE di Mohnsen BANIHASHEMI (Iran, 20’, v.o. farsi s/t italiano/inglese) con Sara Bahrami, Toomaj Danesh Behzadi, Faezeh Yousefi, Kamelia Ghazali
          2.  

             

          3. Le aberrazioni a cui si può arrivare quando due genitori si contendono con violenza il figlio comune. Un vero cazzotto nello stomaco. Diretto e veloce. Un capolavoro.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 9

         

         

      137. REF N. 279/2018
      138.  

             

          1. SEX, STRAKH I GAMBURGERY (SEX, FEAR AND HAMBURGERS) di Eldar SHIBANOV (Kazakistan, 19’, v.o. russo s/t italiano/inglese) con Chingiz Kapin, Aissulu Azimbayeva, Victoria Mukhamedzhanova
          2.  

             

          3. Come mi ha fatto notare una collega giornalista, questa edizione della Mostra di Venezia, curiosamente, ha messo assieme in inusitato alto numero di lavori cinematografici in cui la masturbazione e’ presente, in modo più o meno esplicito. Anche questo corto non fa eccezione. Con una disinvoltura degna di migliore sorte.
          4.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

         

         

      139. REF N. 280/2018
      140.  

             

          1. SETTIMANA DELLA CRITICA – [email protected] - EVENTO SPECIALE - CORTOMETRAGGIO DI CHIUSURA
          2.  

             

          3. SI SOSPETTA IL MOVENTE PASSIONALE CON L’AGGRAVANTE DEI FUTILI MOTIVI di Cosimo ALEMÀ (Italia, 15', v.o. italiano s/t inglese) con Irene Ferri, Anna Ferraioli, Pilar Fogliati, Nina Fotaras, Marco Giuliani, Marco Giallini
          4.  

             

          5. Efficace. In soli 15 minuti la storia viene sviluppata. Con la sua trama, i (ripetuti) colpi di scena. Ben congegnato e messo in scena. Interpreti all’altezza.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      141. REF N. 281/2018
      142.  

             

          1. FUORI CONCORSO
          2.  

             

          3. UN PEUPLE ET SON ROI di Pierre SCHOELLER (Francia, Belgio, 121’, v.o. francese s/t italiano/inglese) con Gaspard Ulliel, Adèle Haenel, Olivier Gourmet, Luis Garrel, Izïa Higelin, Noémie Lvovsky, Céline Sallette, Denis Lavant
          4.  

             

          5. Vibrante storia degli effetti della rivoluzione francese . Con una particolare ed efficace ricostruzione degli accesi dibattiti nella nascente Assemblea Nazionale. Uno stuolo di attori di altissima professionalità’ rendono del tutto credibile la messa in scena.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5

         

         

      143. REF N. 282/2018
      144.  

             

          1. GIORNATE DEGLI AUTORI
          2.  

             

          3. PEARL di Elsa AMIEL (Svizzera, Francia, 82’, v.o. francese/inglese s/t italiano/inglese) con Julia Föry, Peter Mullan, Vidal Arzoni, Arieh Worthalter, Agata Buzek
          4.  

             

          5. Se si riesce a passare sopra ad una assurdità di sceneggiatura (come e’ possibile che in un enorme albergo di lusso, dove si tiene un contest internazionale, non si riesca a trovare una baby sitter per badare ad un ragazzino per un paio d’ore?), il film e’ ben messo in scena ed interpretato. E racconta un mondo, poche volte visto sul grande schermo, quello dei concorsi competitivi per culturisti, sia maschili che femminili.
          6.  

             

          7. VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5
          8.  

         

         

      145. REF N. 283/2018
      146.  

             

          1. GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI
          2.  

             

          3. GOODBYE MARILYN di Maria DI RAZZA (Italia, 13', v.o. italiano s/t inglese) con Maria Pia Di Meo, Gianni Canova, Lucia Rocco
          4.  

             

          5. Fulminante film di animazione di Maria Di Razza. Tratta da una graphic novel edita dal Becco Giallo, dalla quale estrae alcuni brani e conserva i disegni originali, animati da due delle animatrici de "La Gatta Cenerentola" di Alessandro Rak, della scuola napoletana di animazione, che lascia sempre il segno, per raffinatezza di tratto e per elegante visionarietà. "Goodbye Marilyn" e’ un film fascinoso. Con una cinefilia che sprizza da tutti i pori. Ed una idea geniale di base. Con un grande regalo : la inconfondibile ed avvolgente voce di Maria Pia Di Meo , impareggiabile doppiatrice di tutte le dive del grande schermo. Imperdibile.
          6.  

             

          7. VALUTAZIONE SINTETICA : 9
          8.  

         

         

      147. REF N. 284/2018
      148.  

             

          1. GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI
          2.  

             

          3. GIORNATE DEGLI AUTORI
          4.  

             

          5. VILLE NEUVE di Félix DUFOUR-LAPERRIÈRE (Canada, 76’, v.o. francese s/t italiano/inglese) con Robert Lalonde, Johanne-Marie Tremblay, Théodore Pellerin, Gildor Roy, Paul Ahmarani
          6.  

             

          7. Animazione bianco e nero stilizzata. Poco fluida, naive. Ma con un suono perfetto, che e’ eccellente raccontatore ed arriva là dove le animazioni fanno fatica ad arrivare. Il film soffre di eccessive verbosità e letterarietà.
          8.  

             

          9. VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5
          10.  

         

         

      149. REF N. 285/2018
      150.  

             

          1. GIORNATE DEGLI AUTORI
          2.  

             

          3. MAFAK – SCREWDRIVER di Bassam JARBAWI (Palestina, USA, Qatar, 108', v.o. arabo/ebraico s/t italiano/inglese) Ziad Bakri, Areen Omari, Jameel Khoury, Yasmine Qaddumi, Mariam Basha, Amir Khoury
          4.  

             

          5. L’eterno conflitto palestinese-israeliano e’ fonte di infinite tragedie. Ma anche di creatività artistica. Che ci regala film come questo "Mafak". Con un intreccio ben architettato. Eccellenti interpretazioni. Scrittura drammaturgica di livello.
          6.  

             

          7. VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5
          8.  

         

         

      151. REF N. 286/2018
      152.  

             

          1. GIORNATE DEGLI AUTORI
          2.  

             

          3. C’EST ÇA L’AMOUR di Claire BURGER (Francia, 98', v.o. francese s/t italiano/inglese) con Bouli Lanners, Justine Lacroix, Sarah Henochsberg, Cécile Remy-Boutang, Antonia Buresi, Tiago Gandra, Célia Mayer, Lorenzo Demanget, Yasmina Douair, Gaëtan Terrana
          4.  

             

          5. Film delicato ed intimista questo di Claire Burger. Che esalta le capacità attoriali di Bouli Lanners anche in contesti drammatici, non consueti per lui. Con almeno una scena da antologia : quella del bacio collettivo di scena nella rappresentazione teatrale. Davvero toccante e coinvolgente.
          6.  

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.

         

         

         

      153. REF N. 283/2018
      154.  

        GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI

        GOODBYE MARILYN di Maria DI RAZZA (Italia, 13', v.o. italiano s/t inglese) con Maria Pia Di Meo, Gianni Canova, Lucia Rocco

        Fulminante film di animazione di Maria Di Razza. Tratta da una graphic novel edita dal Becco Giallo, dalla quale estrae alcuni brani e conserva i disegni originali, animati da due delle animatrici de "La Gatta Cenerentola" di Alessandro Rak, della scuola napoletana di animazione, che lascia sempre il segno, per raffinatezza di tratto e per elegante visionarietà. "Goodbye Marilyn" e’ un film fascinoso. Con una cinefilia che sprizza da tutti i pori. Ed una idea geniale di base. Con un grande regalo : la inconfondibile ed avvolgente voce di Maria Pia Di Meo , impareggiabile doppiatrice di tutte le dive del grande schermo. Imperdibile.

        VALUTAZIONE SINTETICA : 9

         

         

      155. REF N. 284/2018
      156.  

        GIORNATE DEGLI AUTORI - EVENTI SPECIALI

        GIORNATE DEGLI AUTORI

        VILLE NEUVE di Félix DUFOUR-LAPERRIÈRE (Canada, 76’, v.o. francese s/t italiano/inglese) con Robert Lalonde, Johanne-Marie Tremblay, Théodore Pellerin, Gildor Roy, Paul Ahmarani

        Animazione bianco e nero stilizzata. Poco fluida, naive. Ma con un suono perfetto, che e’ eccellente raccontatore ed arriva là dove le animazioni fanno fatica ad arrivare. Il film soffre di eccessive verbosità e letterarietà.

        VALUTAZIONE SINTETICA : 6.5

         

         

      157. REF N. 285/2018
      158.  

        GIORNATE DEGLI AUTORI

        MAFAK – SCREWDRIVER di Bassam JARBAWI (Palestina, USA, Qatar, 108', v.o. arabo/ebraico s/t italiano/inglese) Ziad Bakri, Areen Omari, Jameel Khoury, Yasmine Qaddumi, Mariam Basha, Amir Khoury

        L’eterno conflitto palestinese-israeliano e’ fonte di infinite tragedie. Ma anche di creatività artistica. Che ci regala film come questo "Mafak". Con un intreccio ben architettato. Eccellenti interpretazioni. Scrittura drammaturgica di livello.

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

         

         

      159. REF N. 286/2018
      160.  

        GIORNATE DEGLI AUTORI

        C’EST ÇA L’AMOUR di Claire BURGER (Francia, 98', v.o. francese s/t italiano/inglese) con Bouli Lanners, Justine Lacroix, Sarah Henochsberg, Cécile Remy-Boutang, Antonia Buresi, Tiago Gandra, Célia Mayer, Lorenzo Demanget, Yasmina Douair, Gaëtan Terrana

        Film delicato ed intimista questo di Claire Burger. Che esalta le capacità attoriali di Bouli Lanners anche in contesti drammatici, non consueti per lui. Con almeno una scena da antologia : quella del bacio collettivo di scena nella rappresentazione teatrale. Davvero toccante e coinvolgente.

        VALUTAZIONE SINTETICA : 7.

         

         

         

      161. REF N. 299/2018
      162.  

      SCONFINI

      IL BANCHIERE ANARCHICO di Giulio BASE (Italia, 82’, v.o. italiano s/t inglese) con Giulio Base, Paolo Fosso

      Dal romanzo "O banqueiro anarquista" di Fernando Pessoa, scritto 73 anni fa, ma di una attualità sconvolgente. Il 54-enne torinese Giulio Base ha sognato di fare l’attore sin dalla tenera infanzia, quando suo padre vendeva i pop corn nei cinema. Debutta a teatro all’eta’ di 15 anni, ed a 18 va a studiare con Vittorio Gassman alla Bottega di Firenze. Appare sul grande schermo in "Caro diario" di Nanni Moretti, in "Il Macellaio" di Aurelio Grimaldi, nella "Lingua del santo" di Carlo Mazzacurati. La sua opera prima da regista nel 1991 con "Crack" che vince il premio per la migliore opera prima al festival di San Sebastian. Seguono, nel 1992 "Lest" primo capitolo di una tetralogia che comprenderà anche l'ovest, il nord e il sud, nel 1994 "Poliziotti", nel ’96 "Lovest", vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria ad Annecy, nel 1999 "La bomba" . Dopo molta tv, ritorna al cinema con questo film, molto particolare. Trasposizione per il grande schermo di un’opera di schietta impostazione teatrale, già’ portata in teatro in gioventù’ dallo stesso Giulio Base, anche in quella occasione con lo stesso partner del film, Paolo Fosso. Si prende il lusso del teatro di posa. Un unico grande ambiente, senza confini. Arredato in modo spartano, in cui tutto e’ immerso in un buio denso. Squarciato da squarci di luce ad inquadrare le azioni. Campi lunghi e lunghissimi. I primi piani arrivano solo dopo un’ora di film. Impianto solo apparentemente teatrale. Ma qui siamo di fronte ad una esercitazione di cinema puro. Purissimo. Quasi al confine con lo sperimentalismo. Con uno stile originalissimo. Imperdibile per i palati fini.

      Curiosità : ho chiesto al regista : "Giulio, vorrei tentare di tornare all’aspetto stilistico. Che e’ importante, perché riesce a combattere, con carrelli, zoom, dolly, riprese circolari, ecc, quello che potrebbe essere il rischio della noia di due soli attori in un unico ambiente. Il film comincia in bianco e nero, poi si accende nel colore con il fiammifero che accende il sigaro. E poi torna il bianco e nero, con la elegante candela nera della torta, sempre con la fiamma. Con una struttura circolare che ritorna all’inizio con una forma quasi palindroma. Perché?". Questa la risposta di Giulio Base : " una risposta che non ho mai dato e che oggi do. Pessoa era uno studioso dell’esoterismo era un Rosa Croce massone. In tutti i riti lo fuoco e’ la iniziazione del rito. Mi sembrava di dare un segno. Un messaggio esoterico. L’amico gli parla. E lui gli chiede se vuole aprire veramente gli occhi. Nei riti si toglie il velo. Rivelare e’ velare un’altra volta. Nell’anello c’e’ una rosa che in mezzo ha una croce. Sono messaggi a cui Pessoa era interessato. Mi e’ sembrato importane dare un cambiamento . All’inizio del rito, fino alla fine del rito. Se il banchiere e’ già iniziato, l’amico viene iniziato. E conclude alla iniziazione e torna all’inizio, al palindromo che dicevi".

      VALUTAZIONE SINTETICA : 7.5

       

       
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      © 2018 Il Parere dell ingegnere

      Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
      ISSN 2281-5554