‘Visionarie’a Palazzo Merulana con il workshop “Unconscious bias” sui pregiudizi inconsapevoli PDF Stampa E-mail
Proseguono gli incontri di ‘Visionarie’a Palazzo Merulana
Con il workshop “Unconscious bias” sui pregiudizi inconsapevoli, ovvero quando la discriminazione è inconscia.
Con Adele Tulli regista di “Normal” a cui va il Premio “Millennial Visionaria” si parla di “Gender Gap”.


“Visionarie” è un progetto ideato e diretto da Giuliana Aliberti realizzato In partnership con Fondazione Elena e Claudio Cerasi, CoopCulture, Palazzo Merulana 

A Palazzo Merulana fino al 5 maggio 2019
(Via Merulana 121)
Roma, 4 maggio, al centro della seconda giornata di ”Visionarie” l’interessante workshop su come i pregiudizi inconsapevoli fanno leva sul nostro agire quotidiano, ovvero quando la discriminazione è inconscia.
A condurlo la produttrice Paula Alvarez Vaccaro, docente alla Kingston University di Londra e produttrice, che spiega come i pregiudizi inconsapevoli, i così detti “Unconscious bias”, si generano in giovane età e sono espressione di quella che potremmo definire “discriminazione di genere involontaria”, ovvero inconscia. Sotto la categoria di discriminazione inconscia si possono raggruppare – spiega - tutti quegli atteggiamenti che, essendo profondamente radicati nelle nostre abitudini, riteniamo normali ma che in realtà hanno un’origine discriminatoria. Su queste attitudini mentali, che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni, spesso formiamo le nostre percezioni, soprattutto senza rendercene conto. Parlare dei pregiudizi inconsapevoli - aggiunge Paula Alvarez Vaccaro - è un modo per decodificarli attraverso la presa di coscienza limitandone gli effetti negativi che ne derivano”. 
Dai pregiudizi inconsapevoli si passa al panel su “Gender Gap” a cui sono state chiamate a confrontarsi in merito a pregiudizi e diseguaglianze di genere nell’industria audiovisivaAdele Tulli, Paula Alvarez Vaccaro, Domizia De Rosa (Women in Film, Television & Media Italia) Maura Misiti (progetto ricerca DEA), Anna Kristina Kappelin (Console onorario di Svezia - Swedish Film Institute). E’ nella pratica che inizia il cambiamento – dice Domizia De Rosa - rispondendo alla domanda su “cosa si può fare”. In Svezia dice -Anna Kristina Kappelin - si sta puntando al rispetto delle quote tra uomini e donne - cinquanta cinquanta - per garantire pluralità e qualità e questo sistema sta funzionando, le strutture stanno cambiando – spiega – e le donne cominciano a fare newtwork e questa è una cosa importante. Si tratta di un’espressione di democrazia che sta producendo un cambiamento. In Svezia le logiche egualitarie stanno dando frutti” .
In Italia spiega invece Maura Misiti anche reperire i dati relativi alla presenza delle donne nel settore audiovisivo è molto complesso. Per Giuliana Aliberti, avvocato esperta di diritto d’autore “si tratta di costruire una nuova consapevolezza sociale anche con politiche pubbliche. Qualcosa in Italia si sta muovendo e la legge Franceschini promuove la parità di genere
Per Adele Tulli, regista di Normal distribuito da Istituto Luce Cinecittà e che vince ilPremio Millennial Visionaria, è importante una riflessione sulle dinamiche identitarie. “In Normal - dice - volevo sperimentare un cambio di prospettiva, concentrandomi proprio su ciò che viene considerato convenzionale, normativo, normale. L’idea è di creare degli accostamenti che riescano a provocare un senso di straniamento e di sorpresa davanti allo spettacolo della “normalissima” realtà di tutti i giorni. Normal intende suscitare una riflessione sulle complesse dinamiche sociali attraverso cui costruiamo e abitiamo le nostre identità di genere” 
Si tratta di temi sensibili che racconta nel suo documentario con sguardo lucido e non di rado leggero e venato di ironia, chiamando lo spettatore all’osservazione del contesto in cui normalmente viviamo. Un ‘Comizi d’amore’ di oggi, aggiornato a un paese che è cambiato ben più di quanto a volte i media o le rappresentazioni politiche possano raccontare.
Visionarie, che terminerà domani 5 maggio, vede a confronto donne protagoniste del mondo del cinema, dell’audiovisivo e della cultura in un’occasione di approfondimento che ben viene messa a fuoco da Letizia Casuccio, direttore CoopCulture che dice: "Credo che essere Visionarie stia nella sensibilità del racconto, del lavorare, del fare, andando oltre una prospettiva solo di genere. Visionaria è per me chi riconosce nell’altro la possibilità di arricchimento, emancipazione e autoaffermazione. Chi sa cogliere da una situazione di dialogo un’occasione di interrelazione, per unire le forze verso una prospettiva fatta di cooperazione, di ingaggio e di dialogo, dove rafforzarsi attraverso il supporto reciproco, nato dalla soddisfazione di esigenze complementari.
Questo è essenzialmente lo spirito con il quale facciamo le cose qui a Palazzo Merulana, nato dalla sinergia di fondazione Elena e Claudio Cerasi e di CoopCulture: un incubatore sociale e culturale di costante crescita e creatività, un centro di promozione culturale, fucina di scambio, condivisione e sviluppo di progetti sperimentali, tra cui proprio questo”.

“Visionarie” è realizzato In partnership con Fondazione Elena e Claudio Cerasi,CoopCulture, Palazzo Merulana, con il patrocinio del MIUR - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Istituto Giannelli, APA - Associazione Produttori Audiovisivi, con il supporto di Roma Lazio Film Commission, in collaborazione con Film Commission Regione Campania, CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia,SNGCI - Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volontè, Accademia di Cinema e Televisione Griffith,Swedish Film Institute, SIL - Società Italiana delle Letterate, media partner Rai Fiction, Dire, Bookciak Magazine, Fabrique du Cinema, partner Euro Forum Comunicazione, sponsor tecnici Arkage, Un Altro Caffè, Casale Del Giglio, La Parolina, è prodotto da GAFF. Un ringraziamento particolare va a Marilena Citelli Francese per il sostegno organizzativo, Kistina Kappelin per favorire i legami culturali tra Svezia e Italia ospitando la vincitrice del Premio Visionarie a Villa San Michele e Shirin Neshat per aver concesso l’utilizzo delle immagini simbolo della comunicazione.

 
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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
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