La leggibilità dei testi misurata da software – di Roberto Vacca PDF Stampa E-mail

La leggibilità dei testi misurata da software – di Roberto Vacca – CLASS, 6/6/2020

 

 

 

I risultati dei tuoi studi e i tuoi progetti servono poco se non li comunichi bene. Per scrivere rapporti sui tuoi lavori professionali, devi sapere come scegliere, pianificare e organizzare i contenuti. Non basta.  Devi curare anche la struttura del testo. Come scegliere le parole e costruire le frasi perché il testo sia più facile da leggere? Alcuni esperti nella redazione di testi tecnici (1) dicono che la domanda non ha senso. Non ci sarebbero regole. Scrive bene chi sa la grammatica, ha esperienza e sensibilità. Scriveremo  in modo semplice per un pubblico poco colto; in modo più complesso per i più colti.

Io non credo che sia così.

Anche se ci si rivolge a un pubblico di cultura superiore, conviene evitare paroloni pretensiosi, e contorte frasi subordinate. Paul Samuelson, premio Nobel per l'economia, scrisse il suo famoso manuale Economics in una prosa semplicissima: si legge senza difficoltà;  si afferrano facilmente princìpi e concetti complessi su capitale, produzione, redditi, prezzi.  Anche il  prof. Tullio De Mauro al Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell'Università di Roma, organizzò nel 1986  un convegno sulla leggibilità   (gli atti sono pubblicati in Leggibilità e comprensione, Roma, Coop. Spazio Linguistico).

Le regole per scrivere in modo leggibile sono semplici. Si basano sul fatto che un testo è più leggibile se le frasi sono corte e le parole sono corte. Rudolph Flesch aveva suggerito  già nel 1949 una formula (2) per misurare la leggibilità di un testo inglese.  La scala dell'indice di leggibilità, IL, va da 100 per i libri di lettura di prima elementare, a 60 per libri di buoni autori a zero e sotto zero per documenti come i regolamenti doganali in cui si trovano frasi lunghe varie  pagine.

L’italiano ha parole in media più lunghe dell’inglese,  ma ne usa meno. Nel 1978  costruii empiricamente una formula  che pubblicai sul “Tuttolibri” de LA STAMPA. L’indice di leggibilità così definito risultava  10 per C.E. Gadda,  22 E. Berlinguer,  33 A. Fanfani,  35 G. Andreotti,  47 G.Bocca,  49  G. Leopardi, 57 P. Levi, 70 A. Moravia

Io e Valerio Franchina presentammo al convegno  di cui  sopra organizzato da De Mauro uno studio su come adattare all'italiano la formula di Flesch. Partimmo da due versioni dello stesso libro scritte da me in italiano e in inglese. Contenevano circa 400 frasi e oltre 6.000 parole. E presumibile che siano leggibili in ugual misura, dato che sono scritti dalla stessa persona e che io conosco ugualmente bene italiano e inglese.

La formula che calcolammo esprime IL, l'indice di leggibilità, come:

 

IL= 217 – 1.3 (Numero Parole / Numero Frasi) – 61.8 (Numero Sillabe / Numero Parole)

 

Contare parole e sillabe senza un computer è un lavoro lungo e noioso. Per fortuna il calcolo si può fare anche al computer.  Valerio Franchina ha scritto un efficace software che determina in un istante  l’indice di leggibilità di testi italiani (o inglesi) in Word o -pdf.

Nei decenni  in cui ho adoperato la formula ormai nota  come Flesch-Vacca, ho cominciato a scrivere in modo diverso. Mi viene spontaneo di spezzare le frasi troppo lunghe che pure continuano ad affacciarsi alla mente. Evito le parole lunghe, specie se astratte e se finiscono in “-zione”  - e i miei libri hanno avuto maggiore successo.

 

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(1) Fra questi H.J. Tichy, autrice del manuale Effective Writing for Engineers,  Managers, Scientists - [Scrivere  efficacemente – per ingegneri, manager, scienziati], pubblicato da Wiley-lnterscience nel 1988

(2) F = 206,84 – 0,85 W – 1,02 S,  ove S  è il numero medio di sillabe che si contano in 100 parole consecutive del testo  e W è il numero medio di parole per frase.

 
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