LETTERA APERTA AL SEGRETARIO DEL PD MATTEO RENZI

 

 

 

Prot. 494/2013

 

LETTERA APERTA AL SEGRETARIO DEL PD MATTEO RENZI

Di Catello MASULLO

 

Caro Matteo,

pur nella consapevolezza di essere solo uno dei 60 milioni di italiani allenatori della nazionale di calcio convinti di poter dare la formazione giusta per vincere la coppa del mondo, e solo uno dei 60 milioni di presidenti del consiglio convinti di sapere cosa serve per salvare il paese, vorrei comunque provare a dare un suggerimento al più probabile futuro premier. Rappresentato nel diagramma a blocchi seguente e meglio , seppur sinteticamente, esplicitato nel seguito.

 

 

RIVOLUZIONE PACIFICA

PER ABOLIRE I PRIVILEGI

MEDIANTE EQUITA’, MERITOCRAZIA

E SOLIDARIETA’

 

 

RESISTENZE DA PARTE

DEI PRIVILEGIATI

 

VOLONTA’ POPOLARE ESPRESSA

CON REFERENDUM, ANCHE PROPOSITIVI, SENZA

QUORUM, OGNI ANNO IN UN ELECTION DAY


 CONCORSO PUBBLICO PER TITOLI ED ESAMI PER

INDIVIDUARE I MIGLIORI GOVERNANTI DA SOTTOPORRE

A VOTO POPOLARE

 

PROGRAMMA DI GOVERNO INFORMATO DA:

1)      LA CASTA (STELLA E RIZZO)

2)      LA DERIVA (STELLA E RIZZO)

3)      MERITOCRAZIA (ROGER ABRAVANEL)

 

 

 

1)     RIVOLUZIONE PACIFICA

L’Italia è notoriamente uno dei paesi più ingessati è più diseguali. Non esiste ascensore sociale. Pochissimi privilegiati, specie dalla nascita, diventano sempre più agiati, mentre le classi media e bassa diventano sempre più povere. La mancanza di meritocrazia non fa crescere l’economia, fa scappare all’estero i cervelli migliori, e ruba il futuro ai nostri giovani. Per cambiare questa situazione ci vuole una vera rivoluzione (più che il bisturi, ci vuole la motosega!). L’unica rivoluzione che abbia serie chances di riuscire è quella pacifica e democratica.

 

2)     RESISTENZE DA PARTE DEI PRIVILEGIATI

E’ scontato che chi possiede dei privilegi farà del tutto per mantenerli. Negli ultimi decenni c’è riuscito alla grande, grazie ad un sofisticato quanto efficace sistema di veti incrociati, che cristallizza tutto in un sostanziale immobilismo.

 

3)     VOLONTA’ POPOLARE

Un solo strumento si è rivelato di una qualche efficacia per superare il sistema immobilizzante dei veti incrociati : il referendum popolare. Unico capace di dare spallate destabilizzanti alla ingessatura generale. In passato la partitocrazia è riuscita in molti casi ad aggirare la volontà popolare. Il più clamoroso dei quali quello del finanziamento pubblico ai partiti. Ma il vento sembra cambiare. E apparrebbe quindi meno possibile nell’immediato futuro fare ancora giochetti sporchi come quelli del passato. Decisioni politiche rivoluzionarie, nel senso della equità, della attenuazione dei privilegi, del riconoscimento del merito, e della solidarietà appaiono potersi effettuare solo ricorrendo ad una forte manifestazione diretta di volontà popolare. Affinché la volontà della maggioranza dei votanti possa trovare una vera attuazione , non mediata da una rappresentanza, impedita nella maggioranza dei casi di attuare a pieno le proprie promesse elettorali. Per essere efficace lo strumento del referendum dovrà essere profondamente modificato, eliminando il quorum di validità e ammettendo anche il referendum propositivo, sia di proposta popolare che governativa. Come in molti paesi avviene, gli elettori potrebbero essere convenientemente chiamati ad esprimersi anche su più quesiti . Individuati nei primi sei dei dodici mesi precedenti il referendum e dibattuti nei secondi sei mesi. A tal fine si potrebbe individuare un election day, fisso, ogni anno (ad esempio la seconda domenica di Giugno), nel quale accorpare tutte le elezioni ed i referendum (il cittadino medio potrà anche dedicare 2 ore all’anno alla cosa pubblica, se avrà la consapevolezza che la propria volontà potrà davvero contare).

 

4)     IL GOVERNO DEI VERI MIGLIORI

Sarebbe certamente rivoluzionario ed innovativo se il PD si presentasse alla prossima scadenza elettorale politica con una squadra di governo formata dai migliori tra donne ed uomini che si possano trovare per la guida del paese. Selezionati con un processo di massima trasparenza e meritocrazia. Un grande concorso pubblico, per titoli ed esami, la cui commissione aggiudicatrice sia al di sopra di ogni sospetto, con ampio ricorso a personalità internazionali. Ed il cui verdetto potrebbe essere eventualmente anche sottoposto ad una preliminare ratifica popolare con il sistema delle primarie tra i primi classificati.  (Anche perché il risultato delle prossime elezioni non è scontato, con un quadro politico spaccato in tre grosse forze che si equivalgono ed ulteriormente frammentato in tanti partiti minori)

 

5)     PROGRAMMA DI GOVERNO

Un programma di governo di vera rivoluzione anti-privilegi, di equità, meritocrazia e solidarietà dovrebbe essere redatto tenendo ben presente, almeno le denunce contenute nei due testi di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo, “La Casta”  , e “La Deriva”. Ed in “Meritocrazia” di Roger Abravanel.

 

Il suggerimento è solo di metodo. Non avendo intenzione alcuna di entrare nel merito delle mille, pressanti emergenze del paese. Prime tra tutte la legge elettorale ed il lavoro, sulle quali i primi passi intrapresi dal nuovissimo corso del PD mi sembrano andare nella direzione giusta. E senza dimenticare il necessario, urgente ed indifferibile disinquinamento legislativo, il cambio di paradigma per la eliminazione  del dissesto ideologico che provoca il dissesto idrogeologico, e via elencando. Tutte emergenze che non potranno essere avviate a soluzione senza un solido e legittimato strumento di governo (suggerimento metodologico di cui alla specie).

 

In bocca al lupo! Ne abbiamo tutti un disperato bisogno.

E serene festività, ove possibile.