8 Aprile 17 - I medici per l'ambiente

INCREDIBILE!  LA NEO ASSESSORA ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI ROMA, GIUSEPPINA MONTANARI, INTRODUCE UN SEMINARIO SCIENTIFICO E POI RESTA FINO ALLA FINE AD ASCOLTARE TUTTI GLI INTERVENTI SUCCESSIVI

(Sottotitolo : Il Prof Edward Blakely, Cattedra “Urban Policy”, Università di Sydney, dichiara : “Katrina è stato il più rilevante disastro degli USA, a parte la elezione di Trump!”. 

Catello Masullo

 

 

Giuseppina Montanari , neo Assessora all’Ambiente del Comune di Roma

 

Incredibile dictu! Avrebbero commentato i nostri padri latini. La regola, fino ad oggi senza eccezione, è che il politico o l’amministratore di turno arriva ad un convegno (quando e se arriva...), prende subito la parola, fa il suo intervento e poi va via, precipitosamente, come se la sala andasse a fuoco, a stento scusandosi a causa di altri improrogabili impegni. Ed invece , alle 9 di mattina di sabato 8 aprile (già di per sé orario per solito infrequentabile dagli amministratori pubblici…), puntualmente, la neo Assessora all’Ambiente del Comune di Roma, Giuseppina Montanari, si è presentata nell’augusta Aula Magna della Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma per il Seminario di Studio organizzato dai medici per l’Ambiente di Isde, in occasione della visita a Roma del prof. Edward Blakely, scienziato californiano della Università di Sydney.

Titolo del seminario (piuttosto ambizioso): “Costruire (o Ricostruire) una città: ad esempio Roma”. L’ Assessora, dopo aver parlato per prima, come da programma, invece di andar via, è restata ad ascoltare tutti gli interventi ed anche il dibattito che ne è scaturito. E questo è il vero “scoop” di questo articolo di resoconto. 

Giuseppina Montanari, di fresca nomina, ha esordito dicendo che ci teneva molto a partecipare a questo incontro, nonostante questi giorni siano molto impegnativi per la Giunta Capitolina. “Le tematiche che state affrontando sono centrali”, ha proseguito l’Assessora, “la relazione ambiente-salute deve essere una chiave di volta delle nostre politiche. Sono qui da 3 mesi. Uno dei primi atti è stato di istituire un osservatorio ambiente e salute. Sul modello di quello fatto a Genova. La prima costatazione che ho fatto è che questo tema è profondamente sentito. Appena arrivata mi sono imbattuta nel parco di Centocelle. Improvvisamente del materiale sepolto in modo superficiale, rifiuti, ha cominciato a diventare dei roghi. La cosa sconvolgente è che già 10 anni fa, quando fu fatto questo parco straordinario, c’era un campo rom, con rifiuti stratificati nel tempo fino a 10 metri di profondità, fin nelle fungaie di Mussolini. La bonifica non è stata fatta come si deve. Adesso stiamo cercando di caratterizzare questi rifiuti. Abbiamo scoperto una decina di metri di rifiuti abbandonati. Questo collega il tema dei rifiuti a quello della salute. Abbiamo iniziato con una ordinanza e ad intervenire sulla parte superficiale. E con una bonifica vera e propria. Ho trovato già 50 siti censiti di questo tipo a Roma. Ho attivato un tavolo tecnico presso Centocelle. Ho ritenuto fondamentale istituire questo Osservatorio. I cittadini potranno essere auditi e spiegare il loro punto di vista. Poi assieme agli esperti ed alle associazioni potranno dare raccomandazioni alla Giunta, che cercherà di intervenire. Ritengo che il ruolo dell’Osservatorio sia fondamentale. Un luogo dove essere formalmente auditi. Si sta studiando la percezione del rischio. Ma credo che i cittadini debbano trovare ascolto dalla PA, in modo serio e formale. Anche se questo sarà sempre più difficile. Avviare questa strada credo sia fondamentale. Il Forum Ambiente accoglie i contributi delle associazioni. L’assessorato deve lavorare in profonda sinergia con le associazioni che lavorano da tempo nel territorio per una città sostenibile. Io vengo dall’Emilia Romagna dove le polveri sottili sono 180 microgrammi e quindi a Roma mi sembra sempre di respirare meglio. I piani di risanamento della qualità dell’aria dovevano essere fatti. Ma non sono stati fatti. Il nodo di Roma è il traffico. Un tema centrale. Stiamo ragionando su una mobilità davvero sostenibile. Ma Roma è un insieme di 7 città grandi italiane. 8400 km di strade a fronte dei 1700 di Milano. Le alternative vanno costruite con grande efficienza amministrativa. Il nostro obiettivo di mobilità sostenibile è la salute. Altro problema è quello dell’inquinamento elettromagnetico. L’uso dei telefonini che ne fanno i bambini è sconsiderato, con il cellulare sotto il cuscino. Il nostro obiettivo è anche un piano della telefonia mobile. Ed anche un problema di educazione ed informazione. A Roma dobbiamo rivedere il regolamento delle antenne nelle vicinanze dei luoghi sensibili. L’acqua di Roma è straordinaria. Nel Piano Rifiuti invitiamo a non utilizzare più le plastiche, ma a bere le acque di Roma. Il nostro Piano Rifiuti, che è centrale,  prevede una riduzione di 200.000 tonnellate al 2021. Con una serie di azioni misurabili. Vorremmo raggiungere questo obiettivo. I “rae”, rifiuti elettronici, non sono smaltiti correttamente. Ho fatto studi epidemiologici a Reggio Emilia, con sostanze molto pericolose. Oggi vanno a finire nell’indifferenziato. Mentre contengono oro e argento e ricchezza. Il nostro piano prevede anche la possibilità per i cittadini di sottrarre questi rifiuti a questi rischi gravi. Svilupperemo l’aerobico. Pensiamo a 3 impianti, che dovranno trattare alla fine 100.000 tonnellate di organico. E anche il compostaggio domestico e quello di comunità. Compreremo 12 compostiere di comunità, per gli orti domestici. Costano 100.000 euro. Pensiamo che possano contribuire a risolvere il problema. Fortini (Presidente Ama, ndr.) sostiene che non abbiamo messo discariche e inceneritori nel nostro piano. Ma sono orgogliosa del piano della Giunta Raggi. Che non prevede discariche ed inceneritori. È un piano coraggioso che ha bisogno del sostegno di tutti. Ci sono pareri contrari che fanno riferimento alle emergenze. Come se per avere una discarica o un inceneritore funzionante non ci volessero almeno 4 anni. Io penso che il nostro piano sia sostenibile e avrà come risultato di sottrarre i rifiuti pericolosi da uno smaltimento non corretto. La società sostenibile non ci sarà se non sarà socialmente desiderabile.Inoltre tengo moltissimo agli alberi, per l’assorbimento di CO2. Credo che la città sia disastrata da questo punto di vista, per la mancanza di manutenzione e di gestione del verde. Stiamo approntando un piano di manutenzione e di gestione del verde. La mia intenzione è di partite subito con mille alberi già nei prossimi mesi. Il servizio giardini ha solo 180 giardinieri in tutta Roma per gestire 330.000 alberi. Cercheremo di mettere in piedi dei corridoi ecologici che aiutino a salvaguardare canali di biodiversità in relazione alla città che deve diventare una ragnatela di verde. In cui il verde non deve diventare un elemento residuale. “Metto il cemento, poi di residuo faccio un parco”. Che poi diventa deserto con pochi alberi. L’elemento verde deve diventare centrale. C’era un libro di 30 anni fa, dal titolo Roma giardino d’Europa. Me lo hanno ritrovato nella biblioteca del Servizio Giardini, fortunatamente ne avevano ancora una copia. La natura a Roma va assecondata. Il verde è centrale”.

Questa è stata la mirabile conclusione. 

 

Il Prof. Roberto Ronchetti, Presidente della Sezione Laziale dei Medici per l’Ambiente, nonché Professore Emerito di Pediatria dell’Università La Sapienza di Roma, qui in veste di organizzatore e di moderatore del Seminario , ha definito il processo ecologico come strumento per studiare e conoscere un problema , per proporre le soluzioni alle popolazioni. “La comunicazione la facciamo a tutto il popolo”, ha dichiarato il Prof. Ronchetti, “La gente è fatta da persone che hanno problemi gravi e non ci possono ascoltare. E da persone altre. Che sono quelle che ci possono ascoltare. La situazione attuale è pessima. La città di Roma è la meno vivibile di Europa. La città meno sostenibile di Europa. Abbiamo il 22% dei laureati. La media europea è 38%. La ricerca e sviluppo riceve la metà della media europea, l’1,5% del PIL. Lo Stato è incapace di riscuotere le tasse. 350 miliardi di evasione. Contro una media europea di 70/80. Nel Sud non si pagano le tasse. Siamo i primi per corruzione. Perché? Siamo più sciocchi? Oppure non funzioniamo noi ecologisti? Per la prima volta ho sentito un piano organico che ci dice : non arrendiamoci. Come potete fare a che la popolazione si schieri verso la vostra parte? La nostra idea è di fare filmini di 5 minuti che facciano vedere cosa succede se non eliminiamo i pesticidi, oppure certi rifiuti. Il comune di Roma deve mettere a disposizione gli orti. La gente deve cominciare a prodursi il proprio cibo. Non è difficile. Ad esempio l’agricoltura facile che non ha bisogno di aratura. Si mettono le piante e quelle vengono”.

 

Il Parlamentare europeo che accompagnava l’Assessora Montanari ha informato l’uditorio che è stato varato il nuovo regolamento europeo sulle etichettatura. “Da medico”, ha precisato, “ho preferito andare nella commissione dove nascono i problemi, quella dei cibi. A Roma c’è una stratificazione di funzionari eletti dalla politica in decenni. Con l’arrivo di Pinuccia non ci sono più gli accumuli di spazzatura per strada. Qualche luce si vede. Sia a livello locale che continentale ci sono resistenze dello status quo. La storia credo vada nella direzione che noi vogliamo, verso il cambiamento. Per progredire più velocemente del cambiamento climatico e dei conflitti bellici. Non tutto si riesce a fare in un giorno. Per il nuovo modello energetico si cita il termine prosumer. Ma non ha una definizione legale. Abbiamo combattuto per inserire nelle proposte legislative la definizione legale di produttore consumatore. E i regolamenti. Altro passaggio verso la sostenibilità”.

 

Il Seminario ha visto quindi lo svolgersi delle relazioni programmate. Di estremo rilievo ed interesse scientifico. Ma anche pratico.

 

Le proposte dei Medici per l’Ambiente.

“Le diseguaglianze nell’ambito cittadino”. Valerio Gennaro, Isde Genova, ha sottolineato un dato allarmante. “L’aspettativa di vita sana dai 65 in su in Italia era nel 2004 quasi al top, avevamo ancora una dozzina di anni di prospettiva. Adesso invece siamo al di sotto dei livelli europei. Siamo passati dalla prospettiva di 12 anni a soli 7 anni. Metà della media europea. I posti letto per 100.000 residenti sono molto sotto all’Europa. E c’è tendenza a ridurli ancora. La mortalità standardizzata per età e per 10.000 abitanti è disastrosa in alcune regioni rispetto ad altre. A Genova è stato condotto uno studio sulle disuguaglianze delle morti nei vari quartieri. Nelle zone verdi c’è minore mortalità. Nei quartieri inquinati con l’acciaieria è molto superiore. Questi dati ci danno il termometro di come sta la popolazione”.

 

“La qualità dell’aria, regolamentare. Le conseguenze del consumo di energia in città”

“Non si parla mai di traffico aereo!” è stato l’incipit di Antonella Litta, Isde Viterbo, “Il cielo sopra Roma è cambiato. Se andate a vedere i quadri di 200 anni fa c’era una trasparenza che non c’è più. Il trasporto aereo è una fonte di inquinamento rilevantissima. Il 92% della popolazione mondiale respira aria inquinata. Il trasporto aereo produce inquinamento da kerosene. Con particolato sottile ed ultra sottile, cancerogeno. 500 persone ogni giorno muoiono di cancro, 1000 ogni giorno ricevono una diagnosi di cancro. Le persone che vivono nei pressi di aeroporti sono quelle che subiscono di più. I bambini sono più sensibili. Stiamo compromettendo lo sviluppo neuro-cognitivo dei bambini. Con aumento drammatico dello spettro autistico. Abbiamo il dovere della verità per il giuramento di Ippocrate. Lavoriamo in scienza e coscienza. Abbiamo il dovere di dirlo ai decisori politici”.

 

 

Ugo Corrieri, Isde Grosseto

“Il sistema economico è basato sul paradigma del consumo. Su 14 milioni di persone  in Inghilterra, 11.000 morti per inceneritori. Dobbiamo smettere di incenerire”.

 

Carlo Romagnoli, Isde Umbria. “Come smaltire, l’economia circolare: Partecipazione di comunità urbane nel riuso e riciclo”

“L’economia circolare è stata teorizzata dalla fondazione Ellen McArthur. La Cina è il paese che ci lavora di più. Una volta che il bene sia stato consumato sia immediatamente riciclabile: “dalla culla alla culla” e non più dalla culla alla tomba. Nel dicembre 2015 la Ue ha fatto un direttiva sull’economia circolare. Gran parte dei materiali che ricicliamo da noi vanno nei paesi del terzo mondo dove vengono reimpiegati. Masse di rifiuti vanno nelle periferie delle grandi città africane dove vengono bruciati per recuperare le materie prime seconde. Producendo grande inquinamento. Dobbiamo iniziare a pensare ad una società del futuro in cui siamo portati a produrre beni in base alla sostenibilità ambientale”.

 

Giuseppina Montanari: “Il nostro piano prevede la riduzione delle plastiche. Prevediamo di dare forza al riutilizzo, il vuoto a rendere. L’ economia lineare produce valore che va perso.  E quindi è uno svantaggio”.

 

Catello Masullo: “Gli imballaggi a Roma rappresentano metà dei rifiuti. In Germania a chi compra un televisore glielo scartano e se lo porta via così com’è, perché chi lo vende ha l’obbligo di smaltire l’imballaggio. E’ l’uovo di Colombo. Con un semplice regolamento dimezziamo i rifiuti, perché non farlo anche a Roma?”.

 

Giuseppina Montanari aggiunge: “La normativa in Italia lo prevede : l’uno contro zero. Ma non si applica. Abbiamo cominciato a Porte di Roma a fare la raccolta porta a porta”. 

 

Pietro Massimiliano Bianco, ISPRA

“Roma è una città ad alta biodiversità. Ha 131.700 mq. di verde per abitante. Una delle città più verdi di Europa. Con grandissima ricchezza delle oasi naturali. Come la lecceta di Castelfusano, la sughereta del parco del Pineto. Che si autorigenerano. Per difendere il mondo vegetale occorre evitare discariche, evitare gli incendi, evitare l’addomesticazione con sfalci troppo frequenti. Sensibilizzare la popolazione al rispetto. Le specie secolari, come il pino, che hanno radici superficiali è stupido piantarle vicino alle strade. Sono più adatti alberi a radici profonde come querce e sughere. Il prato all’inglese è un modello costosissimo. Meglio utilizzare gli animali erbivori, che mantengono la biodiversità, ed il modello a pascolo. Conversione delle città all’autoconsumo con gli orti urbani. Che rappresentano un presidio di aree problematiche. Occorre evitare l’uso di pesticidi. Rispettare gli usi degli animali. Bloccare l’espansione urbana”.

 

Infine l’intervento clou.

Le proposte di uno specialista: Edward Blakely, Cattedra “Urban Policy”, Università di Sydney. “Protezione civile: modelli di gestione e coinvolgimento dei cittadini”.

“Quando creiamo effetti globali, incrementiamo le emigrazioni climatiche verso i nostri paesi. Stiamo creando un grandissimo inquinamento in Africa con il trasporto lì di molti rifiuti elettronici che non usiamo più. Se viviamo in una casa e le diamo fuoco, non dobbiamo essere sorpresi se veniamo bruciati. Nel 1963 vivevo vicino a Reggio Emilia e non era così inquinata (Valestra di Baiso, 10 km da casa dell’Assessora, ndr). Questi sono i disastri in tutto il mondo e ce ne saranno molti di più. Se avete un grande disastro avete la possibilità di rigenerare lo spazio non mantenendo le tradizioni del luogo ma ridisegnandolo in un’ottica di sviluppo sostenibile. Tutta Italia è costellata di punti a rischio. Non potete pensare che forse ci sarà un disastro. Sicuramente ci saranno altri disastri. Quindi ci dobbiamo preparare per i disastri che avverranno. Non potete ricostruire una comunità pensando alla dimensione fisica degli edifici fino a quando non pensate in modo ecologico. Quando ho visitato le zone colpite dai disastri in Italia mi sono accorto che non c’era alcuna attenzione agli aspetti ambientali. Dovete prepararvi a subire lo stesso tipo di evento che avete già avuto se pensate così. Ma questa non è una strategia. La fortuna non è una strategia. La vostra strategia sembra essere basata sulla fortuna. Ho lavorato per la rigenerazione di NY e New Orleans. Dopo l’uragano di NY abbiamo realizzato un vasto piano di ricostruzione e di ri-pianificazione di NY. Ed ha funzionato. Katrina è stato il più rilevante disastro degli USA, a parte la elezione di Trump! Questo invece è un vostro disastro (mostra una foto di una zona italiana colpita da sisma, con molte case crollate, ndr.). Le tecniche costruttive su mattoni non possono sopravvivere. Per New Orleans non era il problema ricostruire la città com’era e dov’era. Quello che ho fatto è prendere una bicicletta ed andare con cittadini nei diversi quartieri. La causa dei danni era semplice. Il Mississippi sarebbe dovuto passare attraverso la città, mentre grossi canali hanno spostato il fiume fuori della città. Milioni di dollari spesi ogni anno per tenere il fiume fuori della città. Era un errore. Perché è il fiume più veloce al mondo. Abbiamo cercato di costruire regole che permettessero di utilizzare il passato, ma non ripetere il passato. Ricostruire può essere anche riposizionare. I cittadini hanno pensato come ricostruire la città in rapporto al fiume e non contro il fiume. Abbiamo chiamato un esperto, che non aveva paura di portare lì conoscenze dal Giappone o dall’Olanda. Abbiamo permesso di far passare l’acqua vicino ai quartieri ed abbiamo fatto in modo che gli edifici amministrativi potessero essere vicini alle abitazioni per permettere di accedervi a piedi. Abbiamo preservato la dimensione ambientale di quartiere. Abbiamo utilizzato persone del luogo per ricostruire la città. Se le persone del luogo ricostruiscono la città diventano di nuovo comunità. E questo li ha aiutati molto a riparare i danni psicologici. Le persone stanno meglio se lavorano. In Giappone ho cercato di imparare come fare in ogni quartiere uno spazio pubblico. Abbiamo costruito in ogni quartiere uno spazio sicuro e riconosciuto con un leader capace di gestire le situazioni di emergenza. Il fiume Mississippi ha ridisegnato i quartieri. Abbiamo usato nuove tecniche costruttive. Organizzato in piccoli villaggi. In modo che le persone potessero ritornare in una dimensione di prossimità. Quando abbiamo evacuato la popolazione, abbiamo portato le persone in basi militari, ma facendo in modo che restassero assieme. Che potessero continuare le loro attività come comunità. Invece qui nel modo in cui gestite le emergenze disperdete le persone e quindi è più difficile ricostituirle. Altra cosa è stata di non perdere i giovani. Abbiamo costruito un programma per riportarli indietro. Ad esempio facendoli partecipare alla ricostruzione. La strada è stata fatta negli anni ’20, poggiata dove prima c’era il fiume. Contro la natura. Abbiamo eliminato questi tombamenti per permettere al fiume di scorrere di nuovo, migliorando la qualità ambientale dl quartiere. Abbiamo fatto attenzione ad usare questioni ambientali per risolvere i problemi della città. E attenzione  a riportare i nativi nei loro territori da dove erano stati spostati per la costruzione della città. Tutta questa area era coperta dalla esondazione. Abbiamo deciso di svuotarla, ripulirla per costruirci un nuovo complesso medico , il più grande della parte meridionale degli USA.  Se avessimo provato a ricostruire com’era sarebbe fallito. Se per due o tre anni di seguito i turisti non possono venire, siete cancellati dai tour. Rispetto al canale di Panama, New Orleans non era più ricercata dalle imbarcazioni che l’attraversavano. Il sindaco era ancora convinto che New Orleans fosse ancora il porto più importante per le navi che attraversavano il canale di Panama. E invece sono andate altrove. Abbiamo pensato a come ripensare e riposizionare la città nel sistema economico degli USA. Abbiamo costruito una nuova città ed una nuova economia. Abbiamo portato l’acqua nel centro storico. I giovani devono avere la possibilità di un posto di lavoro sicuro, una buona qualità sociale e sanitaria e buone opportunità. Così si ricostruisce una città”.

Ci vorrebbe un punto esclamativo a questa straordinaria conclusione. Non c’è dubbio, una grande lezione. Dalla quale noi abbiamo molto da apprendere. Ci sarebbe però da chiedersi, se il Prof. Blakely avesse avuto a disposizione le stesse magre risorse messe a punto dalla nostra asfittica economia, che cresce, quando cresce, allo zero virgola, avrebbe ottenuto gli stessi risultati? Ai posteri.

 

Alla fine del seminario si è aperta una vivace, partecipata e molto interessante discussione con domande e contributi di altissimi livello, da parte del parterre degli intervenuti che era di tutto rilievo.

 

Ne ho approfittato (impudicamente) anche io. Prima di tutto per complimentarmi con la neo Assessora. Focalizzando l’attenzione dei presenti (facendo, in effetti, un po’ fatica a riprendermi dalla emozione della sorpresa...) sul fatto che per me è stata la prima volta, in 64 anni di vita ed in 30 anni di volontariato nei comitati di quartiere, che ho visto un amministratore politico di spicco e di livello, restare a sentire tutti gli interventi degli esperti scientifici e partecipare attivamente anche al dibattito che ha seguito il seminario specialistico. Sottolineando inoltre di aver già avuto modo di apprezzare la straordinaria capacità di ascolto di Pinuccia Montanari, dimostrata con la istituzione di un Forum Ambiente per la città di Roma, aperta alle associazioni dei cittadini, riunita nella splendida Aranciera di San Sisto, lo scorso 29 marzo, dove era stato approntato un tavolo lunghissimo per ospitare gli oltre 40 soggetti intervenuti. Tra i quali l’ Associazione Abitanti Prato della Signora e Zone Collegate, che mi onoro di coordinare e presiedere da oltre un quarto di secolo. Soggetti, che sono stati ascoltati tutti, nessuno escluso. Un metodo, di raro riscontro,  confermato anche in questa occasione fornita dai Medici per l’Ambiente. Ho colto inoltre l’occasione per aggiungere, in punta di piedi, ai tanti temi trattati per approfondire il rapporto tra ambiente e salute, quello del cosiddetto “inquinamento indoor”. Una forma di inquinamento per nulla trascurabile, ancorché poco o nulla conosciuta ai non addetti ai lavori. Prima di tutto perché negli spazi “Indoor”, quelli cioè chiusi, con scarsa comunicazione con l’ambiente esterno, ci passiamo mediamente il 95% della nostra vita. E perché, cosa poco intuitiva, si dimostra scientificamente che gli inquinamenti atmosferico, luminoso ed elettromagnetico si concentrano negli spazi chiusi fino a raggiungere e superare svariati multipli (10, 20 volte e più) dei corrispondenti livelli dell’ambiente esterno. Costituendo cause di patologie gravi per gli esseri umani. Ho informato che da qualche anno giro licei ed istituti tecnici per illustrare e distribuire gratuitamente un manualetto pratico, di “istruzioni per l’uso”, sull’inquinamento indoor, scritto da me e pubblicato dal Rotary Club Roma Cassia, di cui sono membro dal ’93. Non posso nascondere la soddisfazione di aver registrato il commento della neo Assessora all’Ambiente del Comune di Roma, Giuseppina Montanari, che ha sottolineato come fosse di grande importanza non trascurare questa forma di inquinamento. 

Non c’è che dire, la Assessora è partita con il piede giusto e con l’acceleratore a tavoletta. Cominciando ad ascoltare con attenzione empatica (ed anche con una certa , apprezzabile, umiltà, dovessi dire) i cittadini che di ambiente e vivibilità a Roma si occupano attivamente da decenni. Speriamo che all’ascolto ed alle importanti dichiarazioni di intenti seguano fatti positivi per i cittadini romani. Per parte nostra assicuriamo che terremo sempre alta la attenzione , vigileremo, e, quanto meno, riferiremo ai nostri lettori.

 

 

Discussione