INARSIND CHIEDE AD INARCASSA MODIFICHE AL REGIME DI RAVVEDIMENTO

INARSIND

ASSOCIAZIONE DI INTESA SINDACALE

DEGLI ARCHITETTI E INGEGNERI

LIBERI PROFESSIONISTI ITALIANI

Roma, 15 Gennaio 2018

Prot. n. 4022

Lettera

Inviata via mail

Alla c.a. del

Presidente di Inarcassa

Arch. Giuseppe Santoro

Ai Componenti del Consiglio di Amministrazione di

Inarcassa

e p.c. Agli Architetti e Ingegneri componenti

del Comitato Nazionale dei Delegati di

Inarcassa

L O R O S E D I

OGGETTO: Richiesta modifica regime di ravvedimento posizioni debitorie e

sistema dilazione dei pagamenti.

Con la presente INARSIND vuole portare alla Vostra attenzione la

situazione di difficoltà, segnalataci da diversi colleghi, nel sanare la propria

posizione debitoria nei confronti di Inarcassa, pur manifestando l’assoluta

volontà di farlo, con le modalità a oggi consentite.

Riteniamo che la nostra cassa di previdenza debba mantenere, nel suo

stesso interesse, ed in particolare a seguito del momento di grave crisi che si

è verificato al 2008 ad oggi, una funzione solidaristica nei riguardi di quei

colleghi che, per ragioni indipendenti dalla propria volontà e dalle proprie

capacità professionali, hanno visto in questi anni i propri redditi

assottigliarsi fino ed oltre la soglia di povertà...

Continuare a pensare, dati reddituali alla mano a Voi ben noti, che

questi colleghi possano essere in grado di sanare la propria posizione nei

confronti di Inarcassa secondo le modalità attualmente in vigore è illusorio e

quindi dannoso per la sostenibilità stessa della cassa.

Va data ai colleghi la possibilità di pagare il dovuto al fine di

coprire il contributo previdenziale ed i relativi interessi con rateazioni

compatibili con il loro reddito e valutando la possibilità, per i casi

particolarmente critici, di rinunciare alla riscossione delle sanzioni (che

arrivano, allo stato attuale, a gravare del 60% il contributo dovuto) e degli

interessi sulle stesse, che possono rappresentare uno scoglio che insormontabile

per chi si trovi in condizioni di difficoltà e che, attualmente, in caso di

ravvedimento operoso, possono essere abbattute del 70%.

Non si tratta di una richiesta di rottamazione generalizzata delle

sanzioni maturate, ma di esame accurato delle situazioni debitorie dei colleghi,

al fine di consentire, a chi si trovi in condizione di difficoltà, di

regolarizzare la propria posizione.

Tecnicamente può risultare un’operazione complessa ma riteniamo che

 

Inarcassa abbia una grande responsabilità nei confronti del futuro degli

 

iscritti e non possa lasciare che migliaia di posizioni restino senza soluzione,

 

senza per questo creare dei problemi alla sostenibilità del sistema che

 

senz’altro è elemento fondamentale per il futuro di tutti gli iscritti.

 

E’ quindi a nostro avviso necessario:

 

 

- aumentare la durata della rateizzazione in modo da renderla fruibile da

 

 

 

chi si trovi in ristrettezze economiche (72-120 rate mensili a seconda

 

dell’entità del debito e della situazione specifica, con un minimo mensile

 

che potrebbe essere di 150 euro);

 

 

- consentire a chi arrivasse all’età pensionabile con un debito di poterlo

 

 

 

sanare con una trattenuta percentuale sulla pensione (considerando il

 

debito anche in relazione all’aspettativa di vita);

 

 

- valutare le situazioni di indigenza, in base ai redditi ed alla situazione

 

 

 

patrimoniale, per le quali rinunciare alla riscossione di sanzioni e

 

interessi sulle stesse (es. chi avesse per più di tre anni un reddito

 

inferiore a quello determinante il pagamento del contributo minimo);

 

 

- consentire la partecipazione alle procedure di affidamento di servizi di

 

 

 

ingegneria ed architettura bandite dalla PA anche in pendenza della

 

regolarità contributiva con l’impegno alla cessione del credito a

 

Inarcassa in caso di aggiudicazione dell’incarico e all’avviamento di un

 

processo di regolarizzazione con rateizzazione (andrebbe coperta prima la

 

parte contributiva e successivamente quella sanzionatoria).

 

Alla luce delle recenti modifiche approvate in merito alla riduzione

 

delle sanzioni ed alla possibilità di cessione del credito nei confronti dalla

 

PA a Inarcassa, si ritiene che quanto richiesto risulti compatibile con questi

 

recenti sviluppi e ne rappresenti un’estensione che nulla toglie alla stabilità

 

di Inarcassa mettendo invece in condizione di sanare i propri debiti quei

 

colleghi che altrimenti finirebbero in un “loop”: avendo una posizione

 

debitoria, non avendo disponibilità economica per affrontare un ravvedimento con

 

le attuali caratteristiche, non c’è la possibilità di accedere ad incarichi da

 

parte della PA non potendo esibire la regolarità contributiva, quindi la

 

posizione debitoria non può essere sanata anzi va costantemente ad aggravarsi e

 

qualora i colleghi inizino il percorso di ravvedimento operoso, con la

 

rateizzazione odierna, con il solo intento di poter accedere alle procedure di

 

affidamento, si vedono poi costretti a non portarlo avanti in quanto gli risulta

 

insostenibile.

 

Restiamo in attesa di Vostro, confidiamo, positivo riscontro e

 

inviamo i più distinti saluti.

 

IL SEGRETARIO NAZIONALE

 

(Dott. Ing. Ivan Locatelli)

 

IL PRESIDENTE

 

(Dott. Ing. Michela Diracca)