Una nuova vittoria di Marevivo

Una nuova vittoria di Marevivo:
Le oloturie (Cetrioli Di Mare) finalmente protette

 


 

Un'altra campagna importante per il benessere dei nostri mari è stata portata a termine con un successo che ci rende orgogliosi: è stato approvato il decreto che vieta la pesca delle oloturie (Echinodermi della classe Holoturoidea, parenti di stelle e ricci di mare) comunemente chiamate “cetrioli di mare”...


 


 

      Le oloturie svolgono importanti funzioni nell'ecosistema del Mar Mediterraneo, paragonabili a quelle dei lombrichi negli ecosistemi terrestri: scavano nei fondali (proprio come i lombrichi a terra) ingerendo il sedimento e digerendo la materia organica, in esso contenuto. Il sedimento “trattato” viene espulso dall’apparato digerente. Le gallerie permettono l’ingresso di acqua ricca di ossigeno nei sedimenti, favorendo l'attecchimento e il benessere di altri organismi.

Le oloturie sono da sempre mangiate nei Paesi asiatici, dove vengono consumate fresche o essiccate (trepang). Il sovrasfruttamento delle popolazioni asiatiche ha portato prima a svilupparne l’allevamento, ma, negli ultimi anni, le oloturie sono state vittime di una pesca e commercializzazione sfrenata, nonostante non facciano parte della dieta mediterranea. Con la richiesta del mercato asiatico si è diffuso il prelievo senza regole che ha impoverito, in poco tempo, il nostro mare rischiando di compromettere il buon funzionamento degli ecosistemi.

Un’altra vittoria, dopo quella sulle microplastiche e cotton fioc non biodegradabili. In tre mesi siamo riusciti ad ottenere tre leggi in difesa del mare, continuamente minacciato da pesca illegale e inquinamento. Siamo grati al Sottosegretario con delega alla pesca, Giuseppe Castiglione, che ha firmato il decreto tanto sollecitato e al Direttore generale Riccardo Rigillo per la sensibilità dimostrata per la tutela delle risorse marine viventi.

 

 

 

NELL'AMBITO DELLA CAMPAGNA MAREMOSTRO
LANCIAMO UN NUOVO APPELLO:


Riduciamo la plastica monouso,
cominciamo con le cannucce.
#Ecocannucce #StrawFree

 


 

Quanto tempo si impiega ad usare una cannuccia in plastica? 20 minuti. Quanto tempo è necessario invece per smaltirla? 500 anni. In tutto il mondo si utilizzano quotidianamente più di un miliardo di cannucce, solo negli Stati Uniti ogni giorno se ne consumano 500 milioni, secondo i dati della Plastic Pollution Coalition. In Europa, le cannucce sono tra i primi 5 rifiuti raccolti sulle coste.

In generale, le plastiche monouso, come le cannucce, si utilizzano soltanto una volta, per pochi minuti, e in molti casi finiscono nei nostri oceani, dove resteranno per centinaia di anni, sminuzzandosi in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti dai pesci, entrando nella nostra catena alimentare.

Nel 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe è stata trovata plastica nello stomaco come dimostrano le ricerche citate dallo Strawless Ocean Movement. Basterebbero piccoli cambiamenti, eliminare il superfluo e preferire soluzioni più sostenibili per combattere l’impatto dell’inquinamento marino. Marevivo ha deciso di continuare la sua campagna di sensibilizzazione per ridurre l’uso della plastica monouso con le cannucce.

Abbiamo deciso di lanciare questa campagna perché le abitudini dell’uomo non possono sempre avere ripercussioni sugli animali e l’ambiente, soprattutto quando esistono valide alternative per evitarle.

Un buon cocktail non si misura certo dalla sua decorazione e così l’associazione chiede a tutti gli esercenti, bar e ristoranti di smettere di distribuire cannucce in plastica ai clienti e di spiegare ai consumatori perché sia importante rinunciare ad usarle o utilizzare materiali ecosostenibili per ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente.