Tra Etica ed Estetica :Il cinema dei Fratelli Taviani. Ricordando Vittorio

Tra Etica ed Estetica

 Il cinema dei Fratelli Taviani. Ricordando Vittorio

di Maria Teresa Raffaele

 

Nell’ambito dell’importante Evento estivo in S. Croce in Gerusalemme dal titolo Per il Cinema Italiano: memoria, presente e futuro promosso dal CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia  d’intesa con il MIBACT- Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo, nella Sezione dedicata alla filmografia dei Fratelli Taviani, si è tenuto un incontro-tributo alla memoria di Vittorio, scomparso a 88 anni nell’aprile scorso. Numerosa la partecipazione di pubblico e di attori legati ai Taviani come Lello Arena, Lino Capolicchio, Ascanio Celestini, Yvonne Sciò, venuti a ricordare Vittorio ed a rendere omaggio ai i familiari presenti: la vedova Carla, le figlie Francesca e Giovanna, il fratello Paolo.  L’incontro inizia con i saluti iniziali  del Presidente del CSC Felice Laudadio, che informa la platea del Restauro già effettuato di 3 film riconosciuti come capolavori da salvaguardare: Good Morning Babilonia, La Notte di San Lorenzo e S. Michele aveva un gallo, lavoro di recupero presentato  rispettivamente ai Festival di Locarno, Venezia e Roma. Il giornalista Franco Mariotti,  coordinatore dell’incontro, nel ricordare i 50 anni di attività dei Taviani, introduce gli ospiti...

  Primo a parlare è Bruno TORRI, per moltissimi anni Presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici che molto ha scritto sul Cinema dei fratelli Taviani anche se le sue parole più sentite riguardano il lungo rapporto di amicizia con loro. Due i concetti, secondo Torri, che caratterizzano l’opera dei due Registi: Impegno e Volontà Artistica, in altre parole Contenuto e Stile. Parla anche di Cinema metaforico  e della costante tensione dei due verso la ricerca della Verità.  Inoltre sottolinea nel lavoro dei Taviani il dialogo sempre presente con l’umanesimo, la cultura, la letteratura (riferimenti a Goethe, Tolstoj, Pirandello) individuando, nel procedere della loro attività, un secondo periodo più attento al pubblico in cui prevale lo spirito del racconto e la volontà di affabulazione.  Anche Vito ZAGARRIO, regista, critico, docente di Cinema, evidenzia il rapporto dei Taviani con la Letteratura e a tale proposito ricorda il David di Donatello del 1985 per la sceneggiatura di Kaos tratto dalle Novelle di Pirandello. Definisce i Registi utopisti esagerati, capaci di segni ricorrenti, come nei pittori,  la cui visionarietà può essere ritrovata in epigoni come Sorrentino e Garrone. Parla del loro stile definendolo un Realismo con filtro visionario, celebra la loro abilità particolare nella contaminazione tra mito, sogno, storia, ne loda la capacità molto post-moderna di attualizzarsi, usando una sorta di metalinguaggio. Il gesuita Virgilio FANTUZZI, coltissimo esperto di Cinema,  confessa la sua forte emozione dopo la visione del Film La notte di San Lorenzo ed il suo intervento si focalizza sul modo di procedere dei due registi che operano per blocchi separati tra giustapposizioni e sovrapposizioni, quasi come in una polifonia nella quale i contrasti si compongono magistralmente. La psicologa dell’Arte Paola DEI trova la definizione perfetta per la cinematografia dei nostri: tra etica ed estetica. Si sofferma poi in particolare sull’ultimo film girato dai due: Una questione privata ispirato dal libro di Beppe Fenoglio, film pieno di archetipi: amore, morte, guerra - film contemplativo, con il senso del sublime, quasi un testamento tra vita e morte.  Con la sua sensibilità da psicologa, la Dei individua nell’inquadratura finale del film ripresa di quinta, quasi un saluto di Vittorio. Massimo NARDIN, docente universitario di Teoria e Tecnica del Linguaggio audiovisivo, esperto di comunicazione, fa un esauriente excursus su alcuni aspetti cardine della filmografia dei Registi, accostandoli alla modalità narrativa di Tarkovskij ed evidenziandone i tratti in comune: la decontestualizzazione, cioè l’abilità a legare, in un tempo unico, inserti fantastici e realtà – la capacità di far coincidere  il privato con l’universale – l’uso della semplicità delle immagini: terra, pane, colline …  - l’attenzione agli umili, ma ogni personaggio è di altissimo spessore, anche quelli negativi,  non esistono macchiette o minori ma protagonisti collettivi - la compenetrazione dell’Architettura con la Natura e la rappresentazione della Natura come  coprotagonista insieme all’Uomo – l’abilità all’adattamento di un testo letterario in modo così personale da far diventare “proprio” il riferimento -  l’uso di un tessuto sonoro attentissimo in grado di far esplodere l’immagine -  lo sguardo preciso, ma non didascalico, sulla Storia e sulla Realtà - la modalità di ripresa della scena: dal fondo, senza la violenza della frammentazione e dei tagli,  in una sorta di “farsi magico”. Ultimo intervento  è quello di Sergio NAITZA, giornalista cinematografico nuorese che porta il suo contributo all’Incontro con la presentazione del teaser di un documentario ben più ampio girato per i 40 anni  del film Padre padrone, Palma d’oro a Cannes nel 1977. Il documentario si basa sulla ricerca di 21 persone che hanno partecipato al film che parlano della lontana esperienza con ricordi pieni di affetto e riconoscenza per i Registi e le cui espressioni possono sintetizzarsi nella frase di uno degli intervistati: L’umanità crea amore. La parola finale è lasciata a Paolo TAVIANI che alla classica domanda su come si sia potuto lavorare così proficuamente in due, ricordando il fratello Vittorio,  risponde con un commosso, misterioso, suggestivo: un segreto di due è un segreto di Dio!