Il Rotary club presenta "A pranzo con Grunda" evento dedicato al tema della violenza e del femminici

Il Rotary club presenta "A pranzo con Grunda" evento dedicato al tema della violenza e del femminicidio.


Si è svolto presso il ristorante "il Venezia" di Ostia l'evento "A pranzo con Grunda", dedicato al tema della violenza di genere. Iniziativa che ha tenuto conto della normativa COVID 19.

All'incontro erano presenti, oltre che le speaker della giornata, il direttore generale della ASL Roma 3 Marta Branca e il direttore del Pronto Soccorso della Medicina d'urgenza del presidio ospedaliero Giovan Battista Grassi di Ostia, Giulio Maria Ricciuto. Giulio Maria Ricciuto, è stato eletto socio onorario del Rotary Club Ostia per essersi distinto nel corso del tempo per i suoi servizi resi alla comunità Ostiense.

“È stato scelto di affrontare un tema fortemente sentito anche qui, nel X Municipio, che riguarda la violenza di genere, situazione molto preoccupante in questo momento storico, poiché molte donne hanno perso il lavoro (già precario) e sono costrette a non denunciare queste violenze, perché, più delle volte non indipendenti economicamente” ha detto il Presidente del Rotary Club di Ostia, Roberto Cepparotti.

Il tema della violenza di genere è stato analizzato anche a livello di esperienza territoriale con Maria Rosaria Forte, Maria Gaia Pensieri e Emanuela Del Zompo.

Maria Rosaria Forte, assistente sociale, referente dell’emergenza Codice Rosa dell’Ospedale Grassi di Ostia da otto anni segue i casi di violenza di genere. Durante l’incontro ha evidenziato che la violenza di genere è innanzitutto un problema socio culturale dato che ci troviamo ancora in una società patriarcale dove l’uomo considera la donna di sua proprietà dominandola e controllandola sia dal punto di vista fisico che psicologico. Il ruolo assegnato alla donna, ancora oggi, in taluni casi, è alla fine molto distorto benché dovrebbe essere, al contrario, considerato importantissimo, a supporto della società e della famiglia. La violenza di genere colpisce tutte le fasce sociali anche quelle più elevate sia a livello culturale che economico, quelle in cui magari la posizione privilegiata del marito in ambito lavorativo, non consente alle vittime di poter denunciare. Il futuro, il cambiamento, per la riduzione della violenza di genere potrà avvenire solo applicando l’informazione e la prevenzione, nelle scuole, nelle famiglie. Tuttavia la complessità di raggiungere un risultato positivo è ancora ben lontana. Senza dimenticare i programmi di recupero per gli uomini maltrattanti.

Anche per Maria Gaia Pensieri, sociologa e criminologa, il problema è socio culturale. La donna è ancora inserita, in talune fattispecie, in un contesto di retaggio maschilista che non prevede la parità tra donna e uomo. Un problema non di facile e immediata soluzione che si consolida, ancora oggi, nelle famiglie di origine, dove la differenza di genere proviene dall’educazione impartita in maniera non idonea, purtroppo.
Anche se la recente legislazione ha in qualche modo consentito un passo avanti rispetto a leggi del codice Rocco come ad esempio il delitto d’onore o al matrimonio riparatore, siamo ancora molto indietro nella risoluzione delle problematiche con cui tante donne devono fare i conti. Nel maggio 2011 il Consiglio d’Europa con la Convenzione di Instanbul, attuata nel regolamento italiano nel 2013 ( L. 77/2013) ha messo a disposizione un nuovo strumento internazionale giuridicamente vincolante per il riconoscimento della violenza contro le donne quale violazione dei diritti umani, oltre che forma di discriminazione contro le donne.

E, sempre per parlare di strumenti normativi a disposizione, per combattere la violenza di genere almeno dal punto di vista giuridico, in Italia sono stati previsti diversi nuovi reati, ma alla fine c’è sempre da fare i conti con chi subisce queste forme di violenze, della loro fragilità e della loro impotenza.

Emanuela Del Zompo, giornalista, attrice e autrice ha presentato: ‘Grunda, l’angelo dalle ali rotte’, fumetto sul tema del femminicidio presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e alla 69° edizione di Berlino e "Kaira" nobildonna di un antico casato che sta per sposarsi contro la sua volontà. Indipendente e libera rifiuterà il suo legittimo consorte e questo gli costerà la vita.

E allora da dove ripartire ?

Sicuramente da una formazione nelle scuole per le nuove generazioni, da una formazione nelle famiglie e da un forte intervento da parte delle Istituzioni per contrastare la violenza di genere e la violenza domestica e magari, proprio partendo da una comunicazione diversa fatta ai giovani, come i fumetti, arrivare alle nuove generazioni in maniera più veloce, con lo scopo di cambiare lo scenario della violenza di genere nel minor tempo possibile.