MASSIMO RISPETTO MA ANCHE MASSIMO CONTRASTO AI NOVAX, di Catello Masullo

MASSIMO RISPETTO MA ANCHE MASSIMO CONTRASTO AI NOVAX

Catello Masullo

 

Premetto che ho il massimo rispetto per l’idea novax, come per molte delle idee umane. In questo sono con Evelyn Beatrice Hall: “Non condivido quello che dici, ma darei la vita perché tu possa liberamente continuare a dirlo”. Ma sono, al tempo stesso, per il massimo contrato all’idea novax. Per i motivi che provo ad elencare di seguito. Si è parlato di questione ideologica circa la specie. Credo invece sia una questione squisitamente “politica”. La politica si occupa della tutela di legittimi interessi. Ed è di conseguenza teatro di scontro tra legittimi e confliggenti interessi. L’idea novax confligge fortemente con i miei interessi (e non solo miei, direi anche con quelli della maggioranza degli italiani e degli esseri umani in generale).

Prima di elencare i motivi di questo conflitto di interessi, vorrei ancora premettere che considero totalmente fuori luogo ed irricevibile la principale delle obiezioni avanzate dalla idea novax, quella secondo cui i vaccini sono un farmaco sperimentale di cui i vaccinati sarebbero cavie umane. I vaccini non sono farmaci “sperimentali”, ma farmaci “sperimentati”. I più sperimentati della storia della umanità. Non troverete mai nella più fornita delle farmacie un farmaco che abbia avuto una sperimentazione superiore a quella cui sono stati sottoposti gli attuali vaccini contro il covid19. Leggere i rapporti delle agenzie del farmaco europeo ed italiani. Che sono le agenzie del farmaco più rigorose e severe della terra. Premetto ancora che non considero nemmeno commentabili fandonie tipo “l’ossido di grafene contenuto nei vaccini è finalizzato al controllo degli esseri umani vaccinati tramite il 5G da parte di un “grande fratello” definito “nuovo ordine mondiale”. Non meglio definito, con la sola “certezza” che ne faccia parte Bill Gates, con il progetto criminale, modello Spectre, di sterminio del genere umano. Quello stesso Bill Gates che è notoriamente uno dei massimi benefattori mondiali con la sua fondazione filantropica. Uno dei maggiori finanziatori, ad esempio, della operazione di eradicazione dal mondo del flagello della poliomelite, di cui è stato ideatore ed esecutore negli ultimi 30 anni il Rotary International. Una delle azioni che maggiormente mi inorgoglisce di portare al bavero la rotella dentata del Rotary. Dicevo, di queste fandonie non mi occupo. Servono solo al cabaret di emissioni umoristiche come LA ZANZARA di radio 24 di Cruciani e Parenzo. Che seguo con gusto a fine giornata, perché mi fa ridere. E molto. Gli italiani che credono che il covid19 non esista sono il 5.9%. Una percentuale molto simile a quelli che credono la terra sia piatta, il 5.8%. Fate voi.

Un’ultima premessa la voglio fare da una condizione per me inusuale, da nostalgico conservatore. Sono nostalgico dell’Italia della mia infanzia. L’Italia della competenza e del rispetto. Quando gli italiani si fidavano delle persone competenti e rispettavano i propri insegnanti, ed il prossimo in generale. Quando gli italiani si fidavano del loro medico curante per i problemi medici e non del loro antennista. Una delle cose più devastanti nella Italia di oggi è “l’uno vale uno”. Che è perfetto per il voto alle elezioni. Ogni voto vale uno, che sia espresso da un diciottenne inesperto di tutto, oppure da un premio Nobel. Ma in tutto il resto “l’uno vale uno” è una pura bestialità. Per ogni problema serio il parere di un esperto di settore, che abbia fatto seri studi specifici e possa dimostrare che almeno negli ultimi 30 anni si sia occupato ad alto livello della materia, vale molto di più di chi di quella materia non si sia mai occupato. Queste cose sono misurabili in modo preciso ed inconfutabile. Almeno per le materie scientifiche, comprese quelle mediche, con il cosiddetto “impact factor”. Una misura dell’impatto che gli studi e le ricerche di un individuo hanno sul progresso della scienza di cui si occupa. Se in Italia ognuno facesse, il meglio possibile, il proprio mestiere e si limitasse a parlare delle cose che sa, l’Italia sarebbe un paese migliore. Con i filosofi che fanno i filosofi, i professori di greco che fanno i professori di greco, gli architetti che fanno gli architetti, e così via.

Torniamo alla specie.  I motivi per cui l’idea novax confligge con i miei interessi sono sostanzialmente i seguenti.


 1)      Se per un incidente, o un grave malore, dovessi aver bisogno (io, oppure mio figlio, ad es.) di una sala di rianimazione e la trovassi occupata da un novax (attualmente il 90% delle sale rianimazione è occupate da novax che si sono infettati), questa evenienza contrasterebbe fortemente con il mio interesse.

 

2)      2) Io mi sono vaccinato con due dosi di Astra Zeneca e, così facendo, ho gravato sul servizio sanitario per tre euro e quaranta centesimi. E non mi sono contagiato. Un novax, che ha una probabilità di contagiarsi di svariate volte maggiore rispetto ad un vaccinato, che venga contagiato e vada in ospedale, si fa almeno 21  giorni e costa al servizio sanitario circa trentamila euro, cioè quasi novemila volte quanto sono costato io. Se poi va in terapia intensiva il costo crescerebbe di alcune volte ancora. Anche se è ovvio che è diritto del novax usufruire del servizio sanitario nazionale, tuttavia la sua scelta provoca una forte inefficienza della spesa pubblica, e quindi uno spreco. A danno delle tasse che pago io. Quindi contro i miei interessi.

3)      3) Il novax ha, di tutta evidenza, un comportamento non etico ed antisociale, come un evasore fiscale, un parassita che vive a spese degli altri. E confligge fortemente con i miei interessi.

4)     4)  Il novax, essendo molto più contagiabile di un vaccinato, contribuisce fortemente alla circolazione del virus. Più il virus circola e più muta, producendo varianti. Sempre più contagiose. Come fanno tutti i virus, fanno il loro mestiere. Questo fa sì che anche il mio rischio di contagiarmi cresce. E questo contrasta i miei interessi.

5)      5) Il novax contribuisce molto di più dei vaccinati a mantenere alto il numero dei contagi ed a mantenere, o, peggio, aggravare lo stato di emergenza e portare a misure di limitazione della libera circolazione, della libera intrapresa e del normale svolgimento delle attività umane, economiche, di relazione, culturali, ricreative, ecc. Questo è contro i miei interessi.

6)      6) I novax, con le loro continue e reiterate manifestazioni di protesta, molte delle quali hanno dato luogo a violenze, danneggiamenti, vandalismi, ecc., richiedono un ingente impegno delle forze dell’ordine, il cui costo è pagato dalle mie tasse. Questo è contro i miei interessi.

7)      7) Il novax, essendo molto più contagiabile di un vaccinato, rende più rischiosi i luoghi pubblici, metro, Bus, supermercati, e mi costringe a limitarne l’uso e la frequentazione. Questo è contro i miei interessi.

 Molti novax, quando tenti l’impresa disperata di farli ragionare sulle assolute evidenze dei numeri e sulla irragionevolezza dei loro comportamenti, ti sfidano con una delle parole d’ordine che ripetono a pappagallo: “allora istituite “l’obbligo vaccinale”. In effetti, da oltre cento anni questo obbligo è stato istituito più volte, da quello anti-vaiolo a quelle multiple per i bambini ancora in vigore. Ma in Italia non si può fare sul covid19. Per una ragione semplicissima: i due partiti che vengono dati per vincenti alle prossime elezioni politiche, Fratelli d’Italia e Lega, sono contrari a tale obbligo. Probabilmente sperando di lucrare i voti dei circa sei milioni di irriducibili. In mancanza, proporrei, in alternativa a “l’obbligo vaccinale”, almeno “l’obbligo vaginale”, distenderebbe i nervi degli individui più esagitati, con generale beneficio.