OSINT – Open Source Intelligence, di Roberto VACCA. PDF Stampa E-mail

OSINT – Open Source Intelligence, CLASS  9/10/2021 - di Roberto VACCA.

 

Il dittatore nord-coreano Kim Jong Un diffuse con orgoglio la sua foto mentre  carezzava la sua bomba H. Gli analisti della CIA, però, analizzarono un’altra foto in cui Kim era accanto a Denis Rodman, noto giocatore di baseball americano, dai cui dati corporei calcolarono il diametro della testa del dittatore e, quindi, le misure esatte della bomba. È, questo, un curioso e modesto esempio di uso, disponibile a chiunque, dell’insieme chiamato OSINT – Open Source Intelligence [Informazione da Fonti Aperte].

Chi accede ai dati e ai link OSINT può raccogliere, sfruttare e disseminare a privati ed enti pubblici: informazioni legalmente disponibili al pubblico e generate da scienziati (articoli anche inediti e preprint), siti web, brevetti, circolari, fonti governative, commerciali, periodici, foto e dati geospaziali da satellite.

Nel 2005 il Direttore della National Intelligence USA ha creato un Open Source Center che integra  il materiale citato da fonti aperte ed ha assunto dalla CIA l’analisi di tutte le trasmissioni internazionali radio e TV, originariamente iniziata durante la 2°  Guerra Mondiale.

Anche organizzazioni non governative americane raccolgono e diffondono dati aperti. Fra queste: il Centro di Studi sulla Non Proliferazione di Armi Nucleari  di Monterey (California) e Geo4NonPro - un gruppo privato che analizza immagini satellitari di miniere di uranio in India e di fabbriche di armi chimiche in Siria.

Nel 2014 Eliot Higgins ha fondato Bellingcat, un collettivo di ricercatori, giornalisti e cittadini  che documentò l’origine russa del missile  che in Ucraina distrusse il volo malese MH117.

Bellingcat ha indagato anche sull’avvelenamento dell’agente segreto russo Sergej Skripal, che dal 1995 era stato al soldo dei britannici cui aveva fornito migliaia di documenti sui sistemi militari e di difesa russi. Skripal fu arrestato in Russia nel 2010 e condannato  a 13 anni di reclusione, ma, 5 anni dopo, fu graziato e scambiato con spie russe catturate in America. Nel 2018 la figlia Yulia lo venne a trovare a Salisbury, ove si era stabilito; il 4 Marzo furono trovati in fin di vita in un parco e diagnosticati come affetti da Novachok, un micidiale veleno nervino sovietico. I medici inglesi riuscirono a salvarli dopo lunghe cure. Il Collettivo Bellingcat condusse ricerche lunghe e meticolose consultando immagini degli spostamenti di Skripal e di agenti russi oltre a  documenti russi aperti: passaporti, certificati immobiliari, di residenza e di esami scolastici, foto di gruppo, assicurazioni auto e così via. Individuarono così gli autori dell’attentato a Skripal nel colonnello A. Chepuga dei servizi segreti russi e nel medico militare A. Mishkin. Il governo russo negò le accuse e contro-accusò i britannici.

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Equo compenso a misura di professionista L’intervento del presidente di Confprofessioni, Stella PDF Stampa E-mail

Equo compenso a misura di professionista L’intervento del presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella

 

La ripresa dell’esame della proposta di legge in materia di equo compenso delle prestazioni professionali alla Camera è senza dubbio una buona notizia, perché il diritto all’equo compenso rappresenta un ineludibile strumento di attuazione della Costituzione nella prospettiva di uguaglianza tra lavoratori. Partendo da questo principio, la Consulta per il lavoro autonomo del Cnel ha inviato al Governo e al Parlamento una serie di proposte di revisione del testo all’esame della Commissione Giustizia – che nell’attuale formulazione non può soddisfare le aspettative dei professionisti – con l’obiettivo di migliorare un provvedimento che da troppo tempo annaspa tra veti, rinvii e bocciature. Non si tratta – come spesso viene rubricata – di una questione di bottega che riguarda i “soliti” professionisti, la disciplina sull’equo compenso coinvolge l’intero sistema economico del Paese. Se da un lato, infatti, il progetto di legge mira a eliminare le distorsioni contrattuali tra professionisti e committenti “forti”; dall’altro lato, rappresenta la garanzia di un corretto equilibrio economico tra imprese, finanza, P.A. e professionisti, come emerge dal lavoro della Consulta del lavoro autonomo del Cnel, punto di mediazione tra tutte le parti sociali coinvolte.

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proposta di legge in tema di equo compenso delle prestazioni professionali PDF Stampa E-mail

CNEL Consulta per il lavoro autonomo

 

Linee programmatiche per una proposta di legge in tema di equo compenso delle prestazioni professionali

La Consulta per il lavoro autonomo condivide l’urgenza, espressa da tutto il mondo delle professioni e recepita dalle forze politiche in Parlamento, di una riforma – da lungo tempo attesa – della disciplina in materia di equo compenso delle prestazioni professionali. La disciplina attualmente vigente risulta infatti complessa, anche in ragione della sua conformazione mediante rinvio alla legge forense, limitata sotto il profilo del campo di applicazione, irragionevolmente discriminatoria nella differenziazione che introduce tra professioni ordinistiche e non ordinistiche, ed inefficace, in ragione della carenza di strumenti di controllo e sanzione. Muovendo dal presupposto che il diritto all’equo compenso rappresenta un ineludibile strumento di attuazione della Costituzione nella prospettiva dell’uguaglianza tra lavoratori, la Consulta intende contribuire all’avanzamento del processo legislativo in corso attraverso la formulazione di proposte di revisione del testo unificato attualmente all’esame della Commissione competente per materia della Camera dei deputati. 1. L’equiparazione professioni ordinistiche/non ordinistiche. 

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