DICUSSIONE SULL’ARTICOLO “SALVINI : TU VUO’ FA L’AMERICANO” PDF Stampa E-mail

DICUSSIONE SULL’ARTICOLO “SALVINI : TU VUO’ FA L’AMERICANO”

A cura di Catello Masullo

Il mio articolo di fondo pubblicato sul precedente numero di questa testata giornalistica ha suscitato un sorprendente numero di commenti. La grande maggioranza dei quali di una condivisione talmente totale da sfiorare l’imbarazzo. E quindi non ne faccio cenno. Sono anche arrivati un paio di commenti critici. Quello più articolato e dettagliato dei quali è di Roberto Giua. Che me ne autorizza la pubblicazione. E quindi lo riporto di seguito, esattamente nella forma che mi è pervenuta. Alternando brani del mio articolo, ai suoi commenti. In fondo (per gli eroi che riusciranno ad arrivarvi nella lettura…) riporto le mie risposte alle tante ed approfondite osservazioni.

 

TESTO PERVENUTO DA ROBERTO GIUA:...

 

 Il mitico Renato Carosone, avesse scritto oggi la celeberrima canzone “Tu vuò fa’ l’americano”, l’avrebbe probabilmente dedicata a Matteo Salvini. L’esponente politico più popolare del momento. Perché Salvini al modello americano, di tutta evidenza, si ispira con le sue proposte in materia di facilitazione alla concessione del porto d’armi individuale e di chiusura a catenaccio alla immigrazione.

 

Comincio dalle armi da fuoco. Salvini vorrebbe che in ogni casa ce ne fosse una, e che si possa impunemente sparare a chiunque volesse entrarvi senza autorizzazione. Come negli USA. Il paese che ha il record dei record : solo il 5% della popolazione mondiale che detiene il 40% delle armi da fuoco di tutto il globo. Numeri significativi. Le cui conseguenze sono davanti agli occhi di tutti. Negli Usa non passa settimana che non si registri una strage realizzata con armi automatiche che si acquistano al supermercato, come lo yogurt. Realizzata uno studente, perché i compagni di scuola lo deridono. Oppure da un artigiano, perché il giornale locale scrive un articolo su di lui, che non gradisce. Un paese in cui il vicino di casa ti spara se gli mandi le foglie secche nel prato. Un paese in cui la polizia prima ti spara e poi ti chiede come ti chiami. Vi piace un paese così ?…

Caro Catello,

 

Ho riflettuto molto leggendo la tua mail ma non posso non sentire il dovere morale di provare a risponderti.

 

Cosa faccia Salvini, dalla costa del Pacifico, dove viviamo con Laura da oltre 14 mesi, non riesco a seguirlo bene ma fai  dei paragoni alquanto improbabili e poiché le tue articolazioni sono molto distribuite nel testo, ti scriverò punto per punto e in colore blu per differenziarmi.

 

Agli Americani piace avere le armi a casa e non solo, e comunque visto che oltre il 50% degli americani ha un'arma evidentemente quel 50% è d'accordo con il possedere un'arma, anche perché esiste il Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che stabilisce infatti che:

Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.

Affermare poi che le armi si comprano al supermercato come uno yogurt è falso e fuorviante, soprattutto dicendolo a chi in USA vi è stato magari solo per una settimana di vacanza all’anno.

 

In buona parte degli Stati americani chiunque abbia più di 21 anni può acquistare una pistola, mentre i maggiori di 18 anni possono acquistare un fucile o un fucile a canna liscia. Si deve presentare un documento di identità: il venditore registra i dati e associarli all’arma (ma nelle vendite tra privati la legge è meno restrittiva). Dal 1968, i colpevoli di reati, immigrati clandestini, le persone soggette a ordinanze restrittive, chi fa uso di stupefacenti o particolari farmaci e gli stranieri non possono acquistare o possedere armi.

 

Le statistiche  dicono che dal 1966 al 2015 ci sono stati 90 casi di stragi, e parliamo di più di 4 morti per evento, non di singoli omicidi, [in adesione alla definizione data dall’FBI di strage] e quindi 90 stragi in 49 anni fanno una strage ogni poco meno di due anni , in altre statistiche di associazioni delle vittime si parla di 96 stragi dall’1988 al 2018, ovvero in 36 anni, quindi 2,6 all’anno, e non una alla settimana, in ogni caso.

Il fatto poi che ci sia almeno un’arma in ogni casa, quindi in ogni famiglia, anzi molte di più, ci si potrebbe domandare: dove sono quelli che sono contrari, dato poi che Gallup rileva che il 38% degli americani vuole che le regole sul possesso di armi rimanga invariato e addirittura un 14% vorrebbe ancora meno restrizioni e solo il 48% è a vario titolo contrario?

Sempre solo per ragionare, ma che serve paragonare gli USA all’Italia? quando le nostre mentalità sono completamente diverse? Qui tutti i politici Democratici o Repubblicani parlano alla pancia della gente, come di ci tu. Solo perché Salvini chiede giustamente più rigore, come Trump, allora paragoniamo USA e Italia? Veramente azzardato.

 

Ti fai la domanda se ci può piacere un Paese così? e tu rispondi: NO

 

Io invece risponderei SI e ti dico perché:

 

Il lavoro dall'inizio dell'era Trump è sempre migliorato 

 

Come esempio ti riporto CNS News

 

155,965,000 Employed in June: 11th Record-Setter Under Trump By Susan Jones | August 3, 2018 | 8:40 AM EDT

(CNSNews.com) – Following last month’s strong employment report, the numbers released on Friday were even better in some respects.

The Labor Department's Bureau of Labor Statistics says a record 155,965,000 people were employed in July, the 11th record-breaker since President Trump took office 19 months ago.

"Our economy is soaring. Our jobs are booming. Factories are pouring back into our country, they coming from all over the world. We are defending our workers," President Trump told a campaign rally in Pennsylvania on Thursday.

BLS said the economy added 157,000 jobs in July (compared with a revised 248,000 in June).

The unemployment rate edged down to 3.9 percent, as the number of employed people reached new heights, and the number of unemployed persons declined by 284,000 to 6,280,000 in July. 

 

Ma un altro esempio è a casa mia; Laura da Post Doc, penso tu sappia cosa è in Sapienza, ormai da anni e senza speranza di nessun concorso, sarebbe rimasta tale fino alla pensione, posto che ci sarà ancora tra 30 anni; allora ha fatto tre application e l’hanno contattata per Skype, poi l’hanno invitata a spese loro due volte in California, non ad Ariccia, è ora è in carriera di Professore Associato, tra pochi mesi.

 

Vogliamo poi parlare di tasse?

Tax Cuts Bust ‘Secular Stagnation’

The Wall Street Journal

Recent explosive growth “should finally discredit three popular claims made by opponents of the president’s policies: that tax cuts would blow a hole in the deficit, that corporate tax cuts would serve only rich investors, and that secular stagnation was a valid excuse for the slow growth of the Obama era,” Mike Solon writes.

 

e ancora

Thanks to Trump, American Workers are Getting Big Raises

The Hill

“U.S. workers have finally received a pay hike — the best in nearly a decade. Forgive us for saying: We told you so,” Liz Peek writes. “Donald Trump ran for the presidency promising we could do better and arguing that U.S. workers deserved a raise. Skepticism from the left was cutting.”

 

e ancora

 

-CBN News

“The media and other Trump haters can’t seem to let themselves admit it, but Donald Trump scored a big victory for the American economy on trade last week,” Stephen Moore writes. President Trump and the European Union “agreed to shoot for zero tariffs on both sides of the Atlantic. Sounds like freer and fairer trade to me.”

 

e potrei continuare per molto.

Pertanto, se mi consenti, e visto che ho dei figli, oltre ad una giovane moglie, ritengo che un paese che dia queste opportunità sia un ottimo paese.

Ma tu invece  continui:

A me no. Io mi sentirei molto più sicuro in un paese in cui le armi da fuoco siano severamente vietate a tutti, tranne che alle forze armate ed a quelle di polizia. Ed anzi, sono profondamente nostalgico del modello di polizia del “Bobby” inglese, armato solo di fischietto e manganello. Autorevole e rispettato da tutti. Anche dai delinquenti abituali. Nessuno dei quali si azzardava a sparare loro.

Possedere un’arma da fuoco è il miglior modo di passare guai seri. Se un ladro ti entra in casa, e sa che se lo scopri gli puoi sparare, con alta probabilità, appena ti vede, ti spara prima lui. Nove su dieci spara meglio di te. E se, invece, per caso, riesci a sparagli prima tu, passerai una vita di inferno tra tribunali ed avvocati.

Su questo tema poi devi sapere che se hai  un’arma in casa, spesso i nonni portano al poligono figli e nipoti grandi, sopra i 18, normalmente di sabato, proprio per allenarsi; il nostro vicino di casa è uno di questi nonni. Se poi mi dici che in Italia la giustizia fa acqua da tutte le parti, e non vi è certezza del diritto, allora sono d’accordo.

In uno straordinario western crepuscolare, “Gli Spietati” (Unforgiven), del ’92 (4 Oscar), Clint Eastwood, regista e protagonista, ammonisce un suo compagno di ammazzamenti, sulla gravità del gesto che stanno per compiere : “Uccidere un uomo significa togliergli tutto quello che ha e quello che è”. D’altra parte anche Woody Allen in « Amore e guerra » , del 1975, avvertiva : “Mai uccidere un uomo se questo comporta togliergli la vita.”. E, un po’ più seriamente, da far riflettere, Roberto Benigni : “Chi uccide, uccide sé stesso. E il peggiore è chi permette che si uccida”. (I Dieci Comandamenti, Rai Uno, 2014).

Quindi, secondo me, per stare lontano dai guai, non date retta a Salvini, e non comprate mai una pistola.

Veniamo alla immigrazione, tema caldissimo del momento. Salvini, sul modello Americano Trumpiano, chiude tutti i porti. Dichiara guerra alla immigrazione. Chiude le frontiere a doppia mandata. E inneggia alla “vittoria” italiana all’ultimo summit europeo. Nel quale il premier Conte ha posto il veto (sbandierato come fosse la prima volta, mentre l’Italia, nei decenni passati, ha posto il veto decine di volte, senza clamore e senza fanfare, come fanno, d’altra parte, spesso e volentieri, tutti i paesi europei). E vediamoli un po’ i “grandi successi” conseguiti dal governo italiano

A prescindere che ci si dovrebbe rivolgere al Presidente del più grande, importante e democratico paese del mondo, Paese che ci ha salvato dal Nazismo,  con un pò più di rispetto di quanto non facciano i nostri “giornalai”, il tema in USA sulla migrazione clandestina, perché è questo di cui parla Trump e anche Salvini, da quanto mi risulta, non è neppure in discussione; non si può accogliere chi non sa un lavoro, chi ha già avuto problemi con la giustizia, chi si sa benissimo che non rispetterà le regole democratiche perché lo ha già dimostrato nei paesi di origine, chi non accetterà la storia, la cultura, il rispetto per le religioni altrui o tenta di imporre la propria religione su quella del paese ospitante etc.

1.   gli accordi di Dublino restano come sono (sono gli accordi che impongono che il profugo debba restare o essere ricondotto nel paese dove è entrato in Europa: che affarone per i paesi di frontiera come il nostro! Dove era Salvini quando il Governo Berlusconi/Lega lo approvò ?) ;

Qui anche tu stai dando spazio al più grande equivoco della nostra storia recente, perché gli accordi di Dublino sono infatti chiarissimi, il migrante rimane nel territorio dello stato che lo ha “salvato”.

Vedi, anche un laureando di infimo livello in giurisprudenza sa che il Diritto internazionale e in particolare quello della navigazione, [e mi meraviglio di tanti soloni che parlano a vanvera, ma avranno il loro tornaconto], prevede che se una nave battente bandiera, per esempio, olandese salva dei migranti, tali migranti sono a tutti gli effetti sul territorio olandese e lì devono rimanere, con buona pace delle ONG di Soros.

Quindi di cosa si parla?  Aria fritta, quindi accusare Salvini vuol dire proprio non sapere di cosa si parla, come spesso in Italia.

2.   i posti di accoglienza saranno realizzati solo su base volontaria (Macron, il meno ipocrita di tutti, ha già anticipato : “In Francia mai !”), quindi non li farà nessuno ;

Allora poiché Macron, il meno ipocrita, dichiara di non volere i posti di accoglienza sul territorio della Repubblica francese, Salvini che dice la stessa cosa è un razzista? mi viene da ridere.

3.   la Germania della Merkel, per evitare la crisi di governo minacciata dal “Salvini” tedesco (ognuno ha il suo…) vota una risoluzione che rispedisce al mittente i profughi che dovessero arrivare in Germania, e l’Austria subito si accoda.

Bene, questi tre esempi che fai, ma non sembra che siano letti nel senso giusto, dimostrerebbero  che Salvini ha perfettamente ragione nel fare “catenaccio” esattamente come i colleghi di oltralpe.

Quale è la differenza? Mah!

Dove stanno, quindi, questi successi ? A Salvini ed a Trump forse non farebbe male ricordare che gli USA nell’ultimo secolo sono diventati la più grande e solida economia del pianeta anche grazie alle decine di milioni di profughi stranieri che sono andati in America a cercar fortuna e l’hanno, in parte, trovata. Gli Usa sono stati abilissimi ad integrare questi lavoratori. Ed a farne produttori indefessi di PIL. Provate, ad esempio, anche se non lo fa nessuno (scappando via come se il cinema si stesse incendiando…), a leggere gli interminabili titoli di coda dei film americani. Provate a leggere i cognomi delle migliaia di artisti che ci hanno lavorato. Tutti raccontano della provenienza, più o meno recente. Molti cognomi italiani. Ma anche tanti europei, asiatici, sud americani, ecc.

Questo paragrafo, mi fa veramente sbellicare dalle risate, anche perché non ho voglia di perdere le staffe.

Prima di tutto torno a dire che ci si dovrebbe rivolgere a Trump, poi Salvini dirà la sua, con toni diversi e non pensando di fargli il “predicozzo”, anche perché non siamo certo all’altezza di farlo, ma come ti viene in mente di paragonare i nostri migranti, padri e madri di famiglia, con figli e nipoti spesso al seguito, che venivano tenuti in quarantena al largo di New York prima di essere “accettati” quasi come schiavi, ai fannulloni del Niger , Mali, e Africa sub sahariana e via discorrendo, tutti giovani baldi con qualche esclusione di povere donne con bambini, che comunque  hanno avuto dei soldi per imbarcarsi, o gli sono stati dati per poi averle in pugno per i più abbietti motivi di tratta umana,  altrimenti con il piffero che li lasciavano partire?

Ma stai veramente paragonando i tanti italiani, irlandesi, polacchi e anche coreani e filippini e messicani, tutte bravissime persone che si sono integrate, che da oltre cento anni infatti fanno l’America grande a questi immigrati economici che arrivano sulle nostre coste, trasportati con tanto di cellulari al seguito e biglietto di sola andata,  pagato generosamente da qualcuno che ha i suoi interessi?

È chiaro che Salvini parla alla pancia della gente. È molto più facile che parlare al cervello. Nove italiani su dieci, ne sono certo, sbatterebbero fuori dal suolo italico gli extracomunitari, a pedate nelle terga. Tutti, tranne la propria colf, la propria badante, il proprio autista, il proprio idraulico. Ai quali affidiamo le cose più care e gelose che abbiamo nella vita : i nostri figli piccoli, i nostri genitori anziani, le nostre chiavi di casa. Si, perché questi extracomunitari sono una eccezione. Non sono sporchi e puzzolenti, come la (quasi) totalità degli altri. Bensì, sono bravi, grandi lavoratori, onestissimi. Ci rendiamo conto delle nostre contraddizioni? Non sarebbe per noi più conveniente cercare i più bravi, volenterosi e talentuosi di questi disperati e metterli a produrre un po’ di PIL anche da noi ? Invece di affidarli alle varie mafiette locali che lucrano sui 35 euro al giorno per ognuno di loro presi dallo Stato, senza fargli fare nulla (o meglio sfruttandoli in nero)? Farei una scommessa. Se proponessimo di prendere qualche migliaia di questi diseredati, con una grande voglia di lavorare, e li mettessimo al posto dei dipendenti dell’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici di Roma, che hanno realizzato il sogno di tutti i lavoratori, la prima “settimana cortissima” di Europa, visto che se ne stanno a casa il venerdì, lasciando a piedi i romani, per uno sciopero più puntuale della uscita di casa di Immanuel Kant ? Come reagirebbero la “pance” dei romani ?

Qui si raggiunge l’apoteosi del qualunquismo e buonismo, e mi sembra che tu sei il primo a parlare alla pancia di certi connazionali, per fortuna ormai in netta minoranza, definendo i nostri immigrati clandestini personcine a modo con grande voglia di lavorare. Ma li hai visti bene?

A prescindere poi che la badante che avevo preso per mia madre era una eccellente donna di casa polacca, e che, almeno io non mi posso permettere un autista, quindi non ho questo grande problema, così come il mio idraulico è un romanaccio di Capena, dire che si potrebbe sostituire i lavativi di ATAC, che sì che andrebbero portati a calci  al lavoro tutti i giorni, ma anche di questo è facile trovare i colpevoli, con i nostri giovani che invece di emigrare, loro, portando via le menti migliori, oltre che il nostro stesso sangue, in terre dove vengono normalmente apprezzati, potrebbero via via sostituire i lavativi di turno. Mi sembra che invece che dare lavoro ai nostri figli, “cercheresti” i più bravini e talentuosi dei migranti?

Complimenti per la tua italianità e rotarianità !

Si perchè anche al Rotary per fortuna, qui in California, e non mi si dica che è uno Stato repubblicano o che lo sia il Rotary, per favore, la preghiera che si cita all’inizio dii ogni riunione è quella che dice:

I pledge allegiance to the flag of the United States of America and to the Republic for which it stands, one Nation under God, indivisible, with liberty and justice for all.

In due parole, America first, che non è quindi uno slogan elettorale di Trump,[ ma lo sai che America First è stato lo slogan di Woodrow Wilson, Presidente degli Stati Uniti nel 1916, DEMOCRATICO] ma un sentimento sentito e condiviso da tutti.

Roberto

P.S

Se vorrai pubblicare questa mia, ti autorizzo sin d’ora a farlo.

In definitiva, Caro Salvini, tu vorrai pure fare l’americano, ma Carosone ti ricorda che sei “nato in Italì” (e non in Padania…).ù

 

RISPOSTE DI CATELLO MASULLO

Caro Roberto,

ti ringrazio di aver voluto leggere con molta attenzione il mio articolo di fondo pubblicato sul precedente numero de Il Parere dell’Ingegnere, dal titolo “Salvini : tu vuò fa l’americano”. E di averlo commentato così dettagliatamente. A mia volta mi sento in dovere di darti puntuali risposte. Preliminarmente vorrei chiarire quello che a me sembra un equivoco. Quando io chiedo provocatoriamente “vi piace un paese così?”, tu hai inteso che mi riferissi agli USA. Dove vivi attualmente. Paese del quale, quindi, tessi le lodi in termini di efficienza del sistema universitario, del sistema fiscale e del governo in genere (aspetti che trovano tutta la mia sincera ammirazione, ed a volte anche invidia…). Io , invece, mi riferivo alla nostra Italia. O meglio a quella Italia futura possibile, nella quale l’azione di Salvini vorrebbe trasformarla. Una Italia in cui, a differenza di quanto oggi avviene, sia più facile l’uso (impunito) delle armi. Ecco, è questo paese Italia che vorrebbe disegnare Salvini , che non mi piace.

E veniamo alle risposte punto per punto.

 

Scrivi : “Affermare poi che le armi si comprano al supermercato come uno yogurt è falso e fuorviante, soprattutto dicendolo a chi in USA vi è stato magari solo per una settimana di vacanza all’anno”. Ti riporto un brano da un articolo tratto da Mondo, martedì 21 giugno 2016  (https://www.ilpost.it/2016/06/21/armi-sospetti-terroristi/) , che così recita : “Le regole per l’acquisto di armi variano sensibilmente da stato a stato, ma ci sono comunque alcune regole di base stabilite a livello federale. Negli Stati Uniti ci sono migliaia di negozi in cui si possono acquistare le armi, in alcuni casi anche in aree dedicate dei grandi supermercati. Oltre alle armerie, chi vuole comprare una pistola o un fucile può partecipare alle fiere di armi organizzate praticamente ogni settimana in molti stati, oppure può acquistare direttamente da un privato cittadino o da un membro della propria famiglia.”. Confermato da questo diverso articolo : “Il canale più diretto di acquisto di un’arma da fuoco è un’armeria, che può essere di due tipi: o un negozio specializzato che vende solo armi, e se ne trovano facilmente -secondo una mia ricerca rudimentale ed empirica, nelle zone urbanizzate ogni 4-5 miglia-, o un grande magazzino con reparto di armeria, ed in genere si tratta di negozi di sport, caccia e pesca…. Inoltre si può acquistare un’arma su internet ed infine in un “gun-show”, cioè in un ritrovo di appassionati che comprano, vendono e scambiano armi da fuoco e bianche, articoli militari e da collezione, semi-nuovo, usato, e storico. (http://www.virio.it/comprare-unarma-da-fuoco-negli-usa-e-in-specie-in-missouri/)”. Allora, chi di noi due dice il falso?

 

Scrivi : “Le statistiche  dicono che dal 1966 al 2015 ci sono stati 90 casi di stragi, e parliamo di più di 4 morti per evento, non di singoli omicidi, [in adesione alla definizione data dall’FBI di strage] e quindi 90 stragi in 49 anni fanno una strage ogni poco meno di due anni , in altre statistiche di associazioni delle vittime si parla di 96 stragi dall’1988 al 2018, ovvero in 36 anni, quindi 2,6 all’anno, e non una alla settimana, in ogni caso.”. Hai mai letto le statistiche sulle stragi di armi da fuoco in Italia? Penso di no. Perché non ce ne sono (o almeno non ce ne sono ancora). Da noi il numero medio annuo di stragi con armi da fuoco è pari a zero. A me piacerebbe che rimanesse tale. Mi piacerebbe, cioè continuare a vivere in un paese in cui i miei figli ed i miei nipoti , andando a scuola o al cinema, incorrano in un rischio molto basso, il più possibile vicino a zero, di incontrare un ragazzo disturbato che con il mitragliatore del padre spari nel mucchio. O no?.

 

Scrivi : “Sempre solo per ragionare, ma che serve paragonare gli USA all’Italia?”. Sarei d’accordo. Quello che infatti critico è l’atteggiamento “americaneggiante” di Salvini sulle armi da fuoco. Io vorrei davvero farne a meno. Mi sento molto più sicuro nella Italia di oggi che negli USA (ed i numeri mi danno ragione senza tema di smentita). E più sicuro nella Italia di oggi che in una Italia del domani “modello Salvini”, che fa l’occhiolino, di tutta evidenza, al modello USA per le armi.

 

Scrivi : “Su questo tema poi devi sapere che se hai  un’arma in casa, spesso i nonni portano al poligono figli e nipoti grandi, sopra i 18, normalmente di sabato, proprio per allenarsi; il nostro vicino di casa è uno di questi nonni.” Ma questa è una cosa davvero inquietante! Se io avessi per vicini di casa una famiglia così, cercherei di cambiare casa! Per vicini di casa io preferire avere nonni che portano i nipoti al cinema, ai musei, in libreria, al teatro. Che insegnino ai nipoti cultura di vita e non di morte. O no?

 

 

Scrivi : “…non si può accogliere chi non sa un lavoro, chi ha già avuto problemi con la giustizia, chi si sa benissimo che non rispetterà le regole democratiche perché lo ha già dimostrato nei paesi di origine, chi non accetterà la storia, la cultura, il rispetto per le religioni altrui o tenta di imporre la propria religione su quella del paese ospitante etc.”. Come fai a presumere che tutti i profughi, indistintamente, a prescindere, non sappiano lavorare, abbiamo avuto problemi con la giustizia, non rispettino le regole democratiche, e così cantilenando? Non ti pare una sicumera pregiudizievole senza elementi? Esistono leggi e regole. Proprio per evitare i pregiudizi. Hai mai letto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite? Te ne consiglio vivamente la lettura : https://www.ohchr.org/EN/UDHR/Documents/UDHR_Translations/itn.pdf . Ti suggerirei di soffermarti sull’art 13 :

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i

confini di ogni Stato.

2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e

di ritornare nel proprio paese.

 

 

Scrivi : “Qui anche tu stai dando spazio al più grande equivoco della nostra storia recente, perché gli accordi di Dublino sono infatti chiarissimi, il migrante rimane nel territorio dello stato che lo ha “salvato”.”. Ma quale equivoco? È esattamente quello che dicevo nell’articolo. Sono accordi che sono un solenne fregatura per l’Italia. Che è il paese privilegiato del primo approdo per chi proviene dal mediterraneo. Sarebbe più equo che chi sbarca in Italia provenendo da paesi extracomunitari , sia considerato un individuo che entra nei confini Europei. E che quindi sia tutta l’Europa a doversene fare carico. Affermo nel mio articolo : “Dove era Salvini quando il Governo Berlusconi/Lega lo approvò ?”. Nel senso che ha sbagliato ad approvare un accordo così svantaggioso per il nostro paese. O no?

 

Scrivi : “Quindi di cosa si parla?  Aria fritta, quindi accusare Salvini vuol dire proprio non sapere di cosa si parla, come spesso in Italia”. Vedi sopra :  “Dove era Salvini quando il Governo Berlusconi/Lega lo approvò ?”. Nel senso che ha sbagliato ad approvare un accordo così svantaggioso per il nostro paese. O no?

 

Scrivi : “…ma come ti viene in mente di paragonare i nostri migranti, padri e madri di famiglia, con figli e nipoti spesso al seguito, che venivano tenuti in quarantena al largo di New York prima di essere “accettati” quasi come schiavi, ai fannulloni del Niger , Mali, e Africa sub sahariana e via discorrendo..? Ma stai veramente paragonando i tanti italiani, irlandesi, polacchi e anche coreani e filippini e messicani, tutte bravissime persone che si sono integrate, che da oltre cento anni infatti fanno l’America grande a questi immigrati economici che arrivano sulle nostre coste, trasportati con tanto di cellulari al seguito e biglietto di sola andata,  pagato generosamente da qualcuno che ha i suoi interessi?”. Con queste affermazioni devo dire che mi hai davvero sorpreso. Da un rotariano doc quale sei, non me le sarei mai aspettate. Ma certo che li paragono. Vedo grandi punti di contatto tra tutte queste genti di provenienze ed epoche diverse. Sono tutte animate dallo stesso, insopprimibile, istinto di sopravvivenza. Ed in tutte riconosco gli stessi tratti di umanità. Ti rinfresco la memoria, al proposto, con l’Art 2 della sopra citata Dichiarazione Universale dei Diritti Umani , che così recita : “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella

presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di

colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.”. E mi piace anche raccontarti di quando il grande Albert Einstein fu invitato negli USA a tenere una conferenza. Nel riempire i form della immigration USA (i più “lunari” che abbia mai visto, dovessi dire), quando dovette rispondere al rigo “razza”, scrisse “umana”!. Faccio oggi mia quella risposta di allora. La più intelligente, autorevole, alta, saggia, colta, rispettosa e, in definitiva, umana , delle risposte. Oppure per te la differenza di colore della pelle è una discriminante? Da quello che scrivi, francamente, sembrerebbe. Vedi, come forse ricorderai, io per lavoro frequento i paesi africani da una 40.ina d’anni. In quasi tutti i numerosi progetti di sviluppo cui ho partecipato in quel continente ho avuto partners africani. Penso quindi di poter dire che conosco gli africani meglio di chi è andato in vacanza in Africa per una settimana. Forse la cosa ti stupirà, ma gli africani sono grosso modo come noi. Ci sono i geni e gli stupidi. I fannulloni e quelli che lavorano 18 ore al giorno. Le persone per bene e le persone per male. E così via. Mi è capitato di fare visita anche a molti club Rotary africani. E vi ci ho trovato rotariani molto, ma veramente molto più rotariani di tanti rotariani romani che conosco. Ti faccio solo un esempio. Qualche anno fa ho visitato, nella stessa settimana, tutti e 4 i club rotary di Abidjan. Pagavano tutti grosso modo la stessa quota annuale che a Roma (il che, rapportato ai rispettivi redditi medi, significa moto più di noi), ma per cibo spendevano zero di quella quota. Si vedevano di solito al pomeriggio per una bibita o un aperitivo, che si pagavano di tasca loro, seduta stante, senza gravare le casse del club. E facevano riunioni molto operative sul service rotariano. Un club stava salvando la vita ad un ragazzo, finanziando il viaggio e la operazione a cuore aperto a Parigi. Un altro stava risolvendo una emergenza sanitaria : nei tetti di paglia delle capanne si sviluppava un parassita che cadendo sugli occupanti, di notte, vi penetrava il sistema linfatico, portandolo ad una lunga ed atroce agonia. Quel club Rotary finanziava un progetto per sostituire tutti quei tetti di paglia ed eliminare il problema. Un altro aveva dotato di pattumiere il proprio quartiere. Come vedi cose molto concrete e non destinando l’80% delle quote incassate alle cene, come fanno la maggior parte dei club Rotary romani.

 

 

Scrivi : “Qui si raggiunge l’apoteosi del qualunquismo e buonismo, e mi sembra che tu sei il primo a parlare alla pancia di certi connazionali, per fortuna ormai in netta minoranza, definendo i nostri immigrati clandestini personcine a modo con grande voglia di lavorare. Ma li hai visti bene?“. E continui a stupirmi. Dato che non hai colto l’evidente paradosso con il quale ho fatto la chiusa del mio articolo. Accusando Salvini di parlare alla pancia della gente, allora, proprio per sottolineare questo aspetto, ho lanciato il “ballon d’essai” : pancia per pancia, allora solletichiamo il ventre dolente dei cittadini romani in ostaggio dei dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico che li mandano a piedi ogni venerdì. Quando dici “personcine a modo”, è esattamente come vedono gli italiani i propri badanti, colf, baby sitter ecc. Con la sesquipedale contraddizione , che leggo anche nelle tue righe, della serie : “sono tutti sporchi, puzzolenti e delinquenti”, tranne il mio badante, il mio collaboratore familiare, ecc. che sono tutte persone per bene, grandi lavoratori ed onestissimi: ma tu, questa contraddizione non la vedi? Se non la vedi, ti consiglierei di cambiare l’ottico.

 

Scrivi : “….ma anche di questo è facile trovare i colpevoli, con i nostri giovani che invece di emigrare, loro, portando via le menti migliori, oltre che il nostro stesso sangue, in terre dove vengono normalmente apprezzati, potrebbero via via sostituire i lavativi di turno. Mi sembra che invece che dare lavoro ai nostri figli, “cercheresti” i più bravini e talentuosi dei migranti?”. Quindi se i dipendenti dell’Atac non lavorano è colpa della fuga dei cervelli? Ma tu ce li vedi i ricercatori di fisica teorica italiani, che sono tra i migliori del mondo, e per questo preda immediata delle grandi multinazionali che fanno loro ponti d’oro , a guidare i bus dell’Atac? I nostri figli, credo abbiamo, giustamente, ambizioni maggiori che fare l’ autista dell’Atac. Posto invece che forse non dispiacerebbe a chi ha per alternativa guerre e persecuzioni. E che lo meriterebbe di più di alcuni fannulloni nostrani. Quello che serve ad un paese per progredire è una parola sola : “meritocrazia” (senza distinzioni di razza e provenienza). E tu, che vivi ora nel paese meritocratico per antonomasia, dovresti saperlo.

 

 

 

 

 

 
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Il Parere dell'Ingegnere è una testata giornalistica registrata con Autorizzazione del Tribunale di Roma N. 500 del 29/12/2006
ISSN 2281-5554